La posta di Donna Tessizia
Scrivete a tessizia@www.oocities.org/tessereAmano
00-02.1

Arezzo, 17 Maggio 2000

Cari TESSITORI E TESSITRICI TUTTI,
vorrei formulare una domanda; la domanda ha bisogno di una piccola premessa: se penso all'atto del "tessere", la prima frase che mi viene spesso in mente è "piacere del fare materiale". E naturalmente non si riduce solo a questo, ma questa frase è diventata quasi una piccola ossessione per me. Credo poche attività danno questo piacere. La tessitura é lenta, ha bisogno di applicazione e concentrazione, ma è anche una specie di mantra che dona rilassatezza e realizza nel contempo una "cosa fisica" che prima non esisteva. Qualcuno ha qualcosa da dire su queste mie divagazioni?

Io sono DEA e vivo ad Arezzo.

00-02.2

Belsito, 22 maggio 2000

Cara DEA,
complimenti per il tuo pseudonimo, è azzeccatissimo. Sei davvero adorabile: hai colto un aspetto essenziale del tessere. Infatti, come ha detto bene Goethe, "in principio era l'azione, non davvero i quadratini sul cartone" Io però, non direi che l'azione della tessitura debba per forza essere lenta. Quando si tratta di farci pagare, è doveroso insistere su questa lentezza ma, parlandone tra noi, può persino diventare un po' morboso. Francamente, in tessitura (e ovviamente, solamente in tessitura), io non ho mai disprezzato le sveltine, anzi è lì che ho provato più gusto, sia a farle che a guardarmele.

Ma non aggiungo altro, su questo "piacere del fare materiale" che, giustamente, tanto ti ossessiona Non aggiungo più nulla perché tu (ma sei proprio una dea!) hai colto anche un'aspetto essenziale della post di Donna Tessizia. Cioè tu non vuoi dialogare con me (tant'è vero che neanche mi saluti, adorabile ragazza...) ma ti rivolgi a "tessitori e tessitruci tutti"
Oh, guarda un po' come sono svanita: mi è venuto "tessiTRUCI"! Ma lasciamole così... e sentiamo che ne pensano di questa "cosa fisica".

DONNA TESSIZIA

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