Alfa: Comune e Spil garantiscono i posti di lavoro
Occupata per l'intera giornata l'aula del consiglio
In serata la schiarita. Rinnovato l'impegno del 1996


LIVORNO. Vicenda Alfa ad una svolta, con Comune e Spil che si assumono la responsabilità di ricollocare tutti i lavoratori interessati. E' stata una giornata intensa nel corso della quale i lavoratori, che si erano recati a palazzo comunale insieme alle organizzazioni sindacali alla ricerca di una soluzione in tempi brevi, dopo un primo incontro con l'assessore Pasquale Guzzini hanno deciso di occupare il salone di palazzo comunale. Un'occupazione pacifica che si è protratta fino alle 18, ora in cui il sindaco Gianfranco Lamberti ha portato nero su bianco una soluzione che è stata ritenuta soddisfacente.
All'arrivo del sindaco Massimo Nenci (Fiom-Cgil) ha esposto la situazione, che nella giornata di ieri era precipitata in conseguenza di una lettera ricevuta dal liquidatore. Per questo i lavoratori erano passati in mattinata dall'assemblea al salone di palazzo comunale. Preso nota della eccezionalità della situazione così come si era andata prefigurando, il sindaco (erano presenti anche numerosi capigruppo) ha chiesto una pausa, per fare il punto.
Dopo una mezz'ora è rientrato in compagnia di Massimo Guantini, presidente della Spil, e ha letto una dichiarazione, sottolineando che si tratta di un impegno scritto. Eccone il testo.
«Vista la messa in liquidazione dell'azienda Alfa e le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali tese a consentire alle stesse assunzioni di responsabilità in merito alle procedure mirate ad evitare il fallimento dell'azienda, l'amministrazione comunale rinnova l'impegno assunto nel 1996 con i lavoratori ex Borma e con i sindacati e garantisce la ricollocazione di tutti i lavoratori interessati, attraverso iniziative che saranno opportunamente assunte anche da Spil».
Nenci ha preso atto con soddisdfazione di un impegno giudicato importante ed oneroso, ma in linea con i contenuti dell'accordo del 1996, un atto che consentirà agli stessi sindacati di andare ai prossimi incontri (già da oggi) su posizioni assai migliori.
Guantini ha poi dato ufficiamente un'altra importante notizia: di fatto è stato concluso l'accordo commerciale con un'azienda, dove potrebbero trovare collocazione buona parte dei lavoratori ex Alfa. Quanti? Guantini non lo ha detto, anche perché non è ancora noto il piano aziendale. Lo si saprà a metà della prossima settimana. Intanto l'impegno preso ieri dice che se la nuova azienda non li utilizzerà tutti, i rimanenti saranno collocati in altri posti. Una decisione che ha soddisfatto i lavoratori presenti e le organizzazioni sindacali.
Ben altro stato d'animo rispetto a quello della mattinata, dopo la lettera del liquidatore che sottolineava «Almeno sino ad oggi, nonostante l'impegno e la disponibilità da tutti dimostrata, non è stato ancora trovato concreto sbocco alle trattative intrattenute. Allo stato attuale non vi è quindi altra possibilità che il ricorso alla mobilità per tutto il personale dipendente. A tal proposito faccio presente che solo una sollecita chiusura dell'accordo sindacale specificatamente previsto dalla legge, potrebbe evitare il fallimento della società stessa, diversamente ormai prossimo. Le risorse finanziarie, eventualmente rese disponibili dai soci, sono di fatto limitate a coprire il Tfr ed i costi del personale sino al corrente mese di gennaio, oltre a quanto dovuto all'Inps per contributo sui costi della mobilità per un massimo di tre mensilità».
Il precipitare della situazione dell'Alfa aveva portato nel pomeriggio di ieri ad una nota del Partito della Rifondazione comunista, riunito nella conferenza provinciale dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti e comuniste.
Rifondazione chiedeva «Subito un impegno politico chiaro dell'amministrazione comunale che garantisca la ricollocazione di tutti i lavoratori e si faccia quindi carico di trovare strumenti ed interlocutori credibili per risolvere in modo certo e definitivo questa situazione pesante per i dipendenti e per l'intero territorio».

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