Il Commercio Elettronico
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Internet
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Vincenzo Canestrale 1997
Cosa significa società dell'informazione? Per rispondere a questa domanda è utile descrivere il radicale mutamento che sta pervadendo lo sviluppo economico e culturale della società in questi ultimi anni.
Le trasformazioni più importanti sono quelle che riguardano lincredibile aumento delle comunicazioni.
La società dellinformazione, infatti, è quella basata su un intenso e capillare flusso di informazioni: si è evoluta sempre più grazie alluso delle telecomunicazioni prima, e allintroduzione e allimpiego via via più vasto del computer, poi.
Andando a ritroso nel tempo, si può concordare che la svolta radicale si è avuta negli anni 50 con la diffusione della televisione e del telefono: per comodità si può segnare questa data come la nascita di questa nuova società.
Negli anni 80, poi, si verificò una vera e propria accelerazione nella diffusione delle comunicazioni con sorprendenti effetti economici. Mentre per molti anni le diverse organizzazioni del mondo del lavoro avevano ottenuto miglioramenti marginali di produttività, nellordine del 5/10% l'anno, di colpo, in quegli anni, i valori cambiarono. Infatti per restare competitivi occorreva modificare i processi produttivi in maniera radicale, con aumenti di produttività del 100 se non addirittura del 200 o 300%. Ciò richiedeva un approccio al business del tutto diverso, secondo un modello economico in cui la conoscenza e lottimale gestione dellinformazione diventavano punti cardine nel management dazienda.
Ottimale gestione dellinformazione significa per imprenditori e manager, una progressiva riduzione dei costi: tenere sotto controllo le diverse fasi della produzione, con dati e confronti più efficienti e rispondenti alla realtà, rende possibile una più agevole riduzione degli sprechi, dei tempi dattesa improduttivi, e quindi unottimizzazione nelluso delle risorse con un conseguente, sensibile miglioramento del profitto.
La massimizzazione dei ricavi con una contemporanea compressione dei costi si può conseguire soltanto con un efficiente apparato d'analisi che, se in una piccola ditta può costare più di quanto realmente possa far risparmiare, in un'azienda media o grande diventa decisamente vitale per monitorare ogni processo e ogni stadio della vita aziendale.
Lo strumento che ha contribuito e contribuisce profondamente alla realizzazione di un simile impianto è il computer, una macchina semplice e allo stesso tempo complicata. E' semplice perché funziona riconoscendo solo due stati: 1 e 0 (ovvero on e off, acceso e spento). E' complicato perché è la prima macchina, nella storia dell'umanità, che interferisce non con il nostro corpo ma con la nostra mente e perciò da sempre ha affascinato appassionati e profani, non senza partorire paure e incertezze.
Ogni altra macchina esegue degli sforzi fisici per noi, il computer, invece, si occupa di fatiche mentali ed entra direttamente in contatto con la nostra mente.
E lartefice della cosiddetta rivoluzione digitale, quella in cui informazione e comunicazione si fondono realizzando una progressiva integrazione tra dati e messaggi.
Il 1995 dà una prospettiva storica di questa nuova epoca: quest'anno, probabilmente, è l'anno più interessante nella storia delle telecomunicazioni. Infatti, negli Stati Uniti risulta che il 70% di tutti i personal computer alla fine del 1994 sono finiti nelle case private. La penetrazione dei computer nelle case con bambini cresce in modo talmente rapido che ormai esiste quasi un 100% di accesso di tutti i teen-ager degli Stati Uniti al personal computer. uno o due anni fa nessuno avrebbe mai predetto qualcosa di simile.
E consequenziale, quindi, in una società come quella che si sta illustrando, che nasca lesigenza di poter accedere in modo sempre più proficuo alle informazioni utilizzando le migliori infrastrutture (con il termine infrastruttura s'intende linsieme delle connessioni che garantiscono il corretto funzionamento tra le diverse parti di unorganizzazione) per il loro reperimento e per la loro manipolazione. Una nuova infrastruttura comporta una profonda mutazione allinterno di unorganizzazione ed ha sostanziali ripercussioni sul suo andamento economico. Nella società dellinformazione sono i computer, connessi tramite reti, che vengono a determinare un nuovo tipo d'infrastruttura, presupposto necessario per il miglior utilizzo della conoscenza perché in grado di trasmettere e propagare informazioni in modo sempre più veloce.
Nel volgere di pochi anni (uno o due decenni al massimo) una gran parte delle società economicamente più avanzate sarà in grado di distribuire ogni tipo d'informazione ovunque: in ufficio, in casa, in treno, in auto. Già oggi la capacità di distribuire informazioni è molto elevata. Le ripercussioni economiche saranno considerevoli: tutti gli agenti economici saranno in grado di apprendere in tempo reale la situazione dei vari mercati; le aziende non avranno nessuna difficoltà nel comunicare con altre società che si trovano anche dallaltra parte del mondo; tutte le transazioni commerciali, da quelle più banali a quelle più importanti, si avvarranno della trasmissione dati via cavo ottico o via satellite.
La cosa sorprendente è che non esiste un limite definitivo a queste continue innovazioni.
Dando uno sguardo al futuro, infatti, e valutando il tutto in unottica ancor più tecnica è facile costatare che lincremento delle potenzialità delle tecnologie è inarrestabile e che questi scenari sono in una fase di evoluzione incessante.
Ad esempio, tutte le vecchie previsioni sulla potenza di calcolo dei chip del futuro sono state clamorosamente smentite. Nel 1989, con i clock a 25Mhz, si pensava che tale frequenza sarebbe arrivata a 150Mhz nel 2000; siamo nel 1997 e 200Mhz sono già una realtà (si "prevedono" 10Ghz nel 2011). In più nel 1989 i MIPS (Milioni di Istruzioni Per Secondo) erano 13,3 e la previsione di allora ne dava 100 per il 2000; oggi siamo a 400 e, probabilmente, nel 2011 saremo a 100.000. Solo nel numero dei transistor lerrore è stato per difetto: erano 1,2 milioni nell89, 8 stimati per il 96: oggi siamo "solo" a 5,5 milioni, ma nel 2011 saremo a 1 miliardo. Quello che sorprende, tuttavia, è laccelerazione di tali incrementi [1].
Non è difficile pensare che questi incrementi porteranno, a breve, al raggiungimento dei limiti delle attuali tecnologie basate sul silicio. Tuttavia le tecnologie di domani sono già pronte:
quantum computing: il processo di litofotografia attuale con il quale s'imprimono i circuiti sulle piastre al silicio, utilizza una sorgente di luce al mercurio di 0.365 micron di lunghezza donda. Per implementare un maggior numero di transistor sarà presto necessario utilizzare fonti di luce a lunghezza donda sempre più corta il che diventa sempre più arduo. In sostituzione sono stati già costruiti alcuni circuiti elettronici che funzionano con elettroni e atomi e che potrebbero essere il microprocessore del futuro.
protein memory: per ridurre a dimensioni infinitesimali la grandezza dei circuiti che memorizzano le informazioni (RAM, ROM, EPROM, etc.) si stanno iniziando ad utilizzare sistemi basati su molecole che sono capaci di memorizzare bit. La molecola in questione è una proteina chiamata bacteriorhodopsin, la quale, opportunamente eccitata da una fonte laser, è capace di immagazzinare, modificando il suo stato chimico, un bit.
holographic storage: si usa il laser sia per leggere sia per scrivere blocchi di dati su del materiale cristallino in grado di memorizzare fino a 1 TB per cm3 contro i soli 100 Kb per cm2 attuali.
E facile rendersi conto che con queste premesse il futuro dellInformation Technology è assolutamente imprevedibile [2].
Una cosa sola risulta ormai certa: alla base di tutto questo sistema ci sarà Internet, la rete mondiale di computer, che già sta trasformando il modo con il quale gli uomini si scambiano informazioni e che, ancora di più in futuro, influenzerà la nostra vita.
Internet: storia ed evoluzione della Rete telematica mondiale.