Scendere una forra, a prima vista,
sembrerebbe più semplice e meno pericoloso che non andare
in grotta, arrampicare su qualche via di roccia o scendere un
fiume in canoa. Invece, se si vuol sviluppare una discreta
preparazione ed esperienza per affrontare abbastanza
tranquillamente una forra, anche solo di media difficoltà,
bisognerebbe possedere esperienze di speleologia, di arrampicata e
di canoa.
In effetti la tecnica della corda doppia
è di estrazione alpinistica così come le esperienze
di escursionismo ed alpinismo necessarie durante le marce di
avvicinamento in montagna; le tecniche e le attrezzature
utilizzate per scendere i salti e le cascate (armi, frazionamenti,
deviatori, bloccanti, autosoccorso) e l'ambiente in cui si
sviluppa l'azione sono molto vicine alla speleologia; in caso di
forre con presenza di scorrimento idrico, anche non eccezionale,
le tecniche e le conoscenze canoistiche tornano utili per leggere
il corso d'acqua (sifoni, morte, ritorni, buchi, ecc.) e per le
tecniche di salvataggio in acqua viva.
Come in tutte queste discipline sportive,
anche per il torrentismo, la maggiore sicurezza è data
dalla prevenzione; in effetti si deve considerare che durante la
discesa di una forra, una volta recuperata la corda dalla prima
cascata (a meno di scappatoie non sempre presenti ed agevoli)
l'unica possibilità che rimane è quella di arrivare
alla fine del canyon.
Quindi prima di affrontare una discesa
bisogna sempre porsi alcune domande fondamentali:
- Mi sono documentato sufficientemente sul
canyon da scendere (lunghezza, difficoltà tecniche,
acquaticità, scappatoie, materiali necessari)?
- Io ed i miei compagni siamo
sufficientemente preparati ed allenati per affrontare la
discesa?
- E' questo il periodo più adatto
in rapporto alle condizioni idriche?
- Abbiamo preso con noi tutti i materiali
e le attrezzature necessarie per effettuare la discesa?
- Le condizioni meteo previste fanno
presagire pericoli di temporali o di perturbazioni con piogge
intense?
Una volta decisi a partire, segnalare le
proprie intenzioni lasciando detto ad una persona fidata il luogo
preciso dell'escursione e la probabile ora di uscita. Nel caso in
cui entro un lasso ragionevole di tempo (4÷6 ore) oltre
l'orario stabilito la persona stabilta non dovesse ricevere una
telefonata di conferma dell'avvenuta uscita, dovrà
allertare il Soccorso
Speleologico chiamando i responsabili della zona
interessata.
Una volta raggiunto l'imbocco della gola
si dovrà valutare se:
- Dopo la marcia di avvicinamento, siamo
ancora in orario per scendere la gola con un margine di tempo
sufficiente per non farsi sorprendere dall'oscurità ancora
all'interno della forra?
- La portata d'acqua del torrente consente
una discesa priva di rischi?
Anche se per arrivare alla forra abbiamo
percorso centinaia di chilometri in macchina e/o fatto una marcia
di avvicinamento di alcune ore, nel caso in cui ad una sola delle
domande elencate non abbiamo risposto affermativamente, dobbiamo
avere il coraggio di rinunciare all'escursione e tornare
indietro.
La prevenzione degli incidenti inizia,
quindi, dall'essere perfettamente coscienti di quello che si va a
fare, di quali rischi comporta, di essere sicuri di saper
prevedere le possibili situazioni di pericolo e di saper porre
rimedio ad eventuali imprevisti ed incidenti.
Un incidente in forra ha sempre
conseguenze più gravi che in altre attività
sportive. Il tempo di sopravvivenza,
ad esempio, di una persona bloccata sotto una cascata (anche di
modeste dimensioni) o presa in un rullo è limitato a
qualche minuto; lo stesso vale per un torrentista fermo sulla
corda per il blocco del discensore (se svenuto o semincosciente si
muore in 10÷15 minuti); valutare male i tempi di percorrenza
ed essere costretti a passare una notte in forra, ambiente freddo
e bagnato, può portare anche alla morte per ipotermia; in
caso di incidente, anche banale (tipo lussazioni o fratture agli
arti), chiamare il soccorso è sempre un problema e i tempi
di intervento sempre molto lunghi, con pericolo per l'infortunato
di morire per lo choc, il freddo, lo sfinimento.
Per questo è necessario dotarsi di
attrezzature e materiali adeguati allo scopo, essere padroni delle
normali tecniche di progressione e di quelle di soccorso ed
autosoccorso, che dobbiamo aver provato più volte in
palestra e sul "campo"; inoltre, per affrontare forre impegnative,
tutto questo lo devono saper fare quasi tutti nel gruppo di
torrentisti.
LE ATTREZZATURE MINIME NECESSARIE PER UNA
PROGRESSIONE SICURA
A parte le attrezzature personali
normalmente usate per la progressione (imbrago, discensore, doppia
longe, alcuni moschettoni) è necessario che ogni elemento
della squadra abbia con sé:
- un coltello
- un fischietto
- un cordino di 6÷7 mm. diametro per
l'esecuzione di nodi autobloccanti di emergenza e non per l'autosicura in discesa
- uno shunt che può essere
utilizzato per l'autosicura in salti privi di acqua e come
bloccante di riserva
- una pinza di piccole dimensioni
- una lampada frontale con batterie
cariche e di riserva
- un telo termico
- un accendino
- alcune candele
- alimenti energetici e bevande in
quantità sufficiente per la durata dell'escursione
Per quanto riguarda le attrezzature di
squadra oltre a quelle normali (corda lunga due volte l'altezza
della verticale più alta (*), sacchetta d'armo completa di
piantaspit, spit e cunei, chiave da 13 e a brugola interna,
martello, peretta o tubicino per lo spurgo dei detriti dal foro
dello spit, placchette ed anelli, fettuccia tubolare (da portare
in uno spezzone intero da tagliare di volta in volta della misura
giusta), spezzoni di corda, maillon rapid, bloccanti di emergenza
(croll e maniglia con staffa), due carrucole per paranco, è
necessario portare:
- almeno una corda di soccorso di
lunghezza pari all'altezza della verticale più alta, che
deve rimanere sempre sopra i salti finché l'ultimo non
è sceso
- alcuni moschettoni in più
- almeno un discensore di riserva
- alcuni metri di cordino da 6 o 7 mm. di
emergenza
- un pronto soccorso ed un minimo di
medicinali utilizzabili in caso di necessità
- una maschera da sub per recuperare
materiali o attrezzi caduti in vasche profonde
- nel caso di forre con grandi portate
d'acqua una corda da lancio di tipo canoistico
(*) Invece di una corda lunga il doppio
del salto più alto, è meglio portarne due di
lunghezza pari alla verticale maggiore. Si portano meglio, si ha
sempre a disposizione una corda in più che può
essere utilizzata in caso di necessità e per velocizzare
molto la discesa, passandola avanti ed armando il salto successivo
(se non molto distante) a quello che si sta scendendo.
LE CONOSCENZE TECNICHE MINIME SULLA
PROGRESSIONE E SULLE MANOVRE DI SOCCORSO CHE LA MAGGIOR PARTE DEI
COMPONENTI UN GRUPPO DI TORRENTISTI DOVREBBE CONOSCERE
CONOSCENZE TECNICHE
- esecuzione dei nodi principali necessari
alla progressione
- valutazione della validità di un
armo esistente (affidabilità dei chiodi, stato delle
fettuccie e dei cordini, ecc.)
- capacità di sostituire le
fettuccie e i cordini esistenti con elementi nuovi
- capacità di predisporre un armo
ex-novo
- valutazione della necessità e
capacità di predisporre attacchi su corda singola
- valutazione della necessità e
capacità di predisporre armi su corda singola, con attacco
di emergenza pronto per la calata dall'alto
- valutazione della necessità e
realizzazione di armi di sicurezza per la discesa dell'ultimo
sotto cascate importanti
- predisposizione e passaggio di un
frazionamento o deviatore
- passaggio di un nodo di giunzione sulle
corde lungo la calata
- uso dei bloccanti per la risalita su
corda
MANOVRE DI SOCCORSO
Le manovre di soccorso devono essere
provate più volte in palestra e sul campo; riteniamo che
sia sufficiente conoscere bene poche manovre indispensabili
realizzate con tutti gli attrezzi necessari (bloccanti, carrucole,
moschettoni, cordini), che non devono mai mancare durante
una discesa torrentistica, tanto da saperle fare ad occhi
chiusi.
- esecuzione di un paranco con bloccanti e
carrucole e con nodi autobloccanti
- calata dall'alto di un compagno bloccato
sulla corda di discesa utilizzando la corda di soccorso nel caso
non sia stato montato un attacco predisposto per la calata
dall'alto
- recupero di un compagno bloccato sulla
corda calandosi dall'alto sulla corda di soccorso
- recupero di un compagno bloccato sulla
corda salendo dal basso sulla corda di calata
- conoscenza delle tecniche di soccorso e
recupero in acqua viva mediante corda da lancio
Per quanto riguarda la progressione e le
manovre di soccorso, visto che i bloccanti (croll e maniglia) non
hanno costi proibitivi, non sono ingombranti più di tanto e
risolvono una quantità enorme di problemi, scendere tutti
con il croll montato sull'imbrago e con la maniglia a portata di
mano non sarebbe una cattiva abitudine.