Donne tra realtà e leggenda

La luna

"La Luna, emula del Sole nelle prime  adorazioni degli uomini, era Astarte ai Fenici, e Dione agli Assiri, ed Iside e Bubaste agli Egizi; poi, di regina celeste degli imperi, ottenne, in Grecia e nel Lazio, tanti nomi e riti ed altari, quant'erano le  umane necessità. Le vedove, sedenti sui sepolcri dei figli, offrivano alla Luna corone di papaveri e lagrime, placandola col nome di Ecate; a lei, chiamandola Trivia, ululavano, nelle orrende evocazioni, le pallide incantatrici; a lei chiamandola Làtmia, si volgevano le preghiere del pellegrino notturno e del romito esploratore degli astri; a lei gli occhi verecondi e il desiderio della vergine innamorata; a lei, che rompeva col suo raggio le nuvole, fu dato il nome di Artemide; e i primi nocchieri appendevano, nel  suo tempio, dopo la burrasca, il timone, cantandola Diana dea dei porti e delle isole mediterranee, cantandola Dèlia guidatrice delle vergini Oceanine; a lei, sull'ara di Lattina, votavano i cacciatori  l'arco, la preda e la gioia delle danze; e l'inno di Pindaro la salutò Fluviale. La seguivano le Parche, ministre dell'umana vita, la seguivano le Grazie, quando scendeva agli aupici dei talami; e dalle spose fu invocata Gamèlia, e Ilitia dalle madri, e Opi, e Lucifera, e Diana madre, e Natura". - Ugo Foscolo.

La luna è, più prosaicamente, anche l'unico satellite della terra dalla quale dista in media 384.407 Km e la luce per percorrere il tragitto da lei alla terra impiega circa 1,35 sec.