SALIRE I SASSI

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ALPINISMO

Tutto l'alpinismo. Dalle vie moderne a spit alle vie classiche da proteggere, dalle salite in alta quota alle pareti a picco sul mare.



Punta Ostanetta: placche, placche, ... e ancora placche

UN PO' DI STORIA.

Dal punto di vista alpinistico, la Punta Ostanetta viene scoperta da Fiorenzo Michelin nel settembre 1975, quando con Carignano apre la "Via Classica", utilizzando solo protezioni tradizionali. Nel settembre 1985 lo stesso Michelin (insieme a Rossetto) apre la via "Striscia bianca", e nel giugno 1989 sempre lo stesso Michelin, in compagnia di Sartoretto apre la "Via della fessura". Nel settembre 1990 arrivano gli spit anche a Punta Ostanetta: infatti sempre Michelin (insieme a Rossetto) apre la via "SuperPhoenix", che supera le placche sospese all'estrema sinistra della parete. Tra il 1990 e il 1992 vengono aperte altre 3 vie, che sono: una variante di attacco alla via Classica (Bocci - Fraschia), "Toccata e fuga" (Michelin - Rossetto) e "Delicatessen" (Ruffino e compagni). Ma è nel 1993 che avviene la grande svolta: la cordata composta dai fratelli Galizio, Viberti e Sensibile apre dal basso con il trapano la via "Trafic" (soste attrezzate, pochi spit sulla via solo dove servono e grande gioco di nuts e friends). Aprire dal basso sembra un gioco divertente, e così, la cordata Parodi - Manzone - David apre nello stesso stile la via "Le ansie del topo" (settembre 1994), e nel luglio 1995 ritornano i fratelli Galizio che insieme a Regis tracciano la "Via Chiara" (è ancora adesso la via più difficile della Punta Ostanetta e presenta difficoltà obbligatorie di 6b+). Dopo qualche anno di silenzio, nuovi arrampicatori raggiungono la Punta Ostanetta per tracciare nuovi itinerari. Nell'estate del 2000 la cordata Cignia - Rosso apre a destra della via Delicatessen la via "Il luogo del silenzio", bell'itinerario con difficoltà moderate. Nell'estate successiva entro anch'io in azione, e con Bernini Marco e Anita Manachino, apro dal basso la via "Barbera barrique", con protezioni distanti e tratti obbligatori abbastanza impegnativi. Contemporaneamente Michelin apre dall'alto la via "Papillon", molto bella ma con chiodatura discutibile. Per ora la storia si ferma, ma la prossima estate dovrebbe promette altri nuovi itinerari.

INFORMAZIONI SULLE VIE.



1) "Delicatessen"
G. Ruffino, L. Pennacchi, G. Faraoni, P. Losano - Agosto 1992
130 metri - 5 tiri - 6a+ (6a obbligatorio)

2) "Il luogo del silenzio"
M. Cigna e F. Rosso - Agosto 2000
200 metri - 6 tiri - 6a+ (5+ obbligatorio)

3) "SuperPhoenix"
F. Michelin, G. Rossetto - Settembre 1990
180 metri - 6 tiri - 6a+ (5+ obbligatorio)

4) "Via della fessura"
F. Michelin, C. Sartorello - 8 Giugno 1989
230 metri - 8 tiri - 5 (5 obbligatorio)

5) "Toccata e fuga"
F. Michelin, G. Rossetto - Agosto 1992
160 metri - 6 tiri - 6a+ (5+ obbligatorio)

6) "Le ansie del topo"
A. Parodi, R. Manzone, O. David - 3/4 Settembre 1994
150 metri - 4 tiri - 6c (6b+ obbligatorio)

7) "Chiara"
W. Galizio, E. Galizio, P. Regis - 13 Luglio 1995
200 metri - 7 tiri - 7a (6b+ obbligatorio)

8) "Striscia bianca"
F. Michelin, G. Rossetto - 7 Settembre 1985
200 metri - 7 tiri - 6b+ (5+ obbligatorio)

9) "Trafic"
E. Galizio, W. Galizio, G. Sensibile, B. Viberti - Agosto 1993
200 metri - 6 tiri - 6c (6a+ obbligatorio)

10) "Barbera barrique"
M. Bernini, A. Manachino, A. Patrito - Agosto 2001
180 metri - 7 tiri - 6b (6b obbligatorio)

11) "Classica"
F. Michelin e R. Carignano - 14 Settembre 1975
400 metri + 100 metri facili - 15 tiri - 6a (5+ obbligatorio)

12) "Variante di destra"
M. Bocci, G. Fraschia - Ottobre 1991
80 metri - 2 tiri - 6a+ (6a+ obbligatorio)

13) "Papillon"
F. Michelin & c. - Agosto 2001
180 metri - 7 tiri - 6b (6a obbligatorio)

ACCESSO.

Da Torino, passando per Pinerololo, raggiungere Montoso e successivamente Rucas. Dal piazzale della stazione sciistica di Rucas, scendere brevemente verso ovest, poi seguire, a sinistra, una strada sterrata che sale verso un alpeggio situato a fianco degli impianti di risalita. La strada, dopo alcuni tornanti, prosegue attraversando tutto il versante nord della Punta Rumella e raggiunge una cava a quota 1800 metri. Dalla cava, seguire verso ovest, un sentiero pianeggiante che si inoltra nel vallone che porta alla base della parete (45 minuti). Tutto il sentiero d'accesso è segnalato con bollini blu.



Protezioni veloci: le misure dei friends

Visto che la stagione estiva si avvicina velocemente, vi propongo una tabella comparativa che mette a confronto le varie marche di friends e le misure che coprono (attenzione: le misure sono in pollici).

Fessura BD Camalots CCH Aliens Metolius Trango Big Bros Wild Country
da 0'' a 0.4'' .1 .33 00   0
da 0.4'' a 0.5'' .2 .375 0   .5
0.5'' - 0.5'' .3 .5 1   1
0.5'' - 0.75'' .4 .75 2   1.25
0.75'' - 1'' .5 1 3   1.5
1'' - 1.25'' .75 1.5 4   2
1.25 ''- 1.5'' 1 2 5   2.5
1.5'' - 1.75'' 2 2.5 6   2.5
1.75'' -2'' 2   7   3
2 ''- 2.5'' 3   8   3
2.5'' - 3'' 3   9   4
3'' - 3.5'' 3.5   10   4
3.5'' - 4.5'' 4     1 5
4.5'' - 5.5'' 4.5     2  
5.5'' - 7'' 5     3  
da 7'' a 8''       3  
da 8'' a 12''       4  

Nella tabella (tratta dal libro "SuperTopo" di Chris McManara) non sono trattate le marche di friends italine che sono Ande, Camp, Cassin e Kong. Queste quattro ditte propongono attrezzature con un rapporto qualità-prezzo ottimo, ma con il passare del tempo e con un utilizzo frequente, alcuni di questi prodotti danno piccoli problemi di manutenzione; soprattutto le 2 misure più piccole della Ande (il n°.0 e il n°.1) perdono precocemente la capacità di scorrimento delle camme e il cavetto in acciaio tende a mollare presto. Attenzione che questi 2 fattori rendono, quasi sempre, difficile il piazzamento della protezione in fessura. L'esperienza mi ha insegnato che, se siete intenzionati ad utilizzare spesso i friend su vie anche impegnative, i Camalot della BD sono i migliori: se tenuti bene hanno una vita quasi infinita, hanno un renge di piazzamento superiore a tutti i modelli delle altre marche e hanno un particolare sistema che permette di utilizzarli anche come semplici nut. Anche i metolius sono degli ottimi prodotti ma non possono essere utilizzati come nuts. Riassumendo: se siete arrampicatori che utilizzano i friends poche volte all'anno, forse Camp, Kong e Cassin sono il miglior compromesso; se invece puntate a ripetere tutte le vie della Valle dell'Orco e del Bianco, i Camalot o i Metolius (misure micro comprese) dovrebbero essere una scelta quasi obbligata.