quadrato semiotico: operazioni (Greimas) precedente
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Si è definito il quadrato semiotico come un modello che serve per esplicitare la struttura profondissima, elementare, della significazione.

Oltre ad un aspetto statico-paradigmatico (le relazioni che consentono di articolare una categoria semantica), questo modello presenta anche un lato dinamico-sintagmatico, che consente di effettuare due operazioni: l'affermazione e la negazione.

Riprendendo il modello (qui a destra) si può definire l'affermazione come il passaggio dal polo Non-S1 al polo S2 o dal polo Non-S2 al polo S1, mentre la negazione si realizza come trasformazione del polo S1 a Non-S1 e del polo S2 a Non-S2. Viene così identificato il percorso tipico ad "ali di farfalla".

Se si analizza l'esempio già citato della categoria "rapporti umani", si può vedere la guerra come il risultato della negazione della pace, quindi un cambiamento dello stato di tranquillità in uno di conflitto (attrito), e successivamente l'affermazione dello stato di belligeranza (scaduto l'ultimatum, si "dichiara guerra"). A sua volta, la pace, può essere considerata come il risultato della negazione della guerra (che porta ad una tregua, non belligeranza) e ad una successiva affermazione della pace, risultato di un'avvenuta intesa (ad esempio con la firma di un armistizio).

A questo punto sono d'obbligo un paio di precisazioni. Come si è già affermato (cfr. pagina su forma, materia, sostanza), il senso si dà sempre per differenza. Il quadrato semiotico rende ragione di quest'affermazione nel momento in cui si analizza il suo aspetto sintagmatico. Se si nega la guerra, e si afferma la pace, non si sta forse dando un senso? Moltissimi film, romanzi, servizi dei telegiornali potrebbero essere spiegati attraverso questo quadrato semiotico. 

In un qualsiasi racconto, infatti, accadono delle trasformazioni (differenze di senso). In termini semiotici (cfr. pagina sugli enunciati narrativi), le trasformazioni sono dei passaggi di stato: da una congiunzione si passa a una disgiunzione e poi di nuovo ad una congiunzione. Non c'è film senza che vi sia un problema da risolvere, una persona da salvare, qualcosa da fare. Molto spesso i film partono da una situazione di equilibrio (congiunzione) che viene successivamente rotto (disgiunzione), e il racconto si concentra sul protagonista che fa una serie di azioni per poter ristabilire la situazione di partenza (congiunzione), che comunque non è mai esattamente come quella iniziale. Il 99% delle pubblicità lavora sulla disgiunzione: creare un problema che può essere risolto tramite l'acquisto del prodotto specifico.


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