ECCO GLI ARK.ROCK CALDO
DALLA SVEZIA
“La lussuria è il nostro credo”
.A giudicare dal titolo del loro nuovo disco “In lust we trust” (in uscita
a settembre e in eccezionale anteprima a Roma questa sera a Valle Giulia)
, gli Ark scelgono ancora una volta la provocazione .
Cinque ragazzi di Rottne , piccola cittadina svedese , che coltivano da
circa un decennio la sana attitudine si scimmiottare la moda glam-rock in
voga negli anni Settanta .
La popolarità arriva però soltanto con “It takes a fool to remain sane”,
commercial tv per una nota società di fornitura di lavoro temporaneo , la
cui intensa programmazione lo scorso anno sulle reti nazionali , lo ha
reso ben presto un tormentone .
Una vicenda che li accomuna ai casi Shivaree e Dandy Warhols , giunti al
successo in Italia grazie ad un semplice , quanto azzeccato spot
pubblicitario .
E così , il loro nome , alla fine ha portato fortuna : con la loro “arca”
gli Ark sono approdati nei più trendy dance club europei e ottenuto
persino diverse nomination agli Mtv Awards .
<<La musica che vogliamo creare deve essere appassionata , impegnata ,
divertente , oltre che drammatica e pretenziosa .Una musica fatta di
eccessi >> .
Titoli come “Beauty is the beast” , “A virgin like you” , “200-light years
of darkness” , “The most radical thing to do” , contenuti nel nuovo disco
, sono il manifesto artistico della band in grado di riproporre ogni volta
dal vivo la stessa spregiudicatezza .
<<We gonna start a revolution here tonight , and this revolution starts in
your body>> , è la dichiarazione d’intenti che apre in genere il live-show
del gruppo , una sorta di musical in cui tastiere Rhodes , batteria e
timpani , due chitarre – quella di Martin Axén e Michael Jepson – e il
basso di Leari accompagnano le movenze ambigue del cantante-leader Ola
Salo .
<< IL TEMPO >>
24 Luglio 2002
DI TIMISOARA PINTO