"CARPE DIEM" (2° parte)




"THE DREAMING"


"Mamma pitone era stanca e i suoi piccoli piangevano, cosi' si fermo' in una caverna e dipinse se stessa la' " (dal retro copertina del singolo "The Dreaming").
Andando oltre questa curiosa interpretazione di Kate, e' senz' altro sorprendente conoscere un'altra versione dello stesso disegno.
Sembra infatti scientificamente provato che quei dipinti siano opera degli aborigeni esistiti qualche migliaio di anni fa e che quei graffiti assomiglino alle tute dei moderni austronauti.
Si crede che siano stati dipinti quando gli aborigeni videro scendere gli extraterrestri sulla nostra terra, questo perche' si pensa che una civilta' evoluta come la nostra sia gia' esistita migliaia di anni fa e che si sia autodistrutta essendo probabilmente anch' essa arrivata alla conoscenza del nucleare (ovviamente ci sono prove molto piu' valide di quei graffiti australiani, anzi essi sono considerati una testimonianza minore, perche' altri sono i fatti che alimentano queste teorie).
Tratto dal libro "The Bermuda Triangle" di Charles Berlitz, capitolo "Le Scoperte Della Preistoria": "Sui dirupi rocciosi dell' Australia nord-occidentale vi sono pitture rupestri eseguite in tempi remoti, disegni che con tutta probabilita' sono tra i piu' antichi messaggi dell' intera storia umana.
Questo disegno
(lo stesso della copertina del singolo "The Dreaming", N.d.R.) rappresenta "Vantina", divinita' della Via Lattea, che venne dal cielo a visitare i figli della terra" (per divinita' s'intende un essere non terrestre).
Tutto cio' assume un significato maggiore se si pensa che la parola detta dalla voce maschile alla fine del brano, che piu' o meno suona come "Doremicaina", in australiano significa "aeroplano". Ovviamente, nel contesto della canzone si riferisce ai segni della civilta' moderna portata dall'uomo bianco, ma e' curioso collegare le due interpretazioni.
Per avere l' esatta interpretazione di questo brano e' necessario conoscere le credenze degli indigeni australiani. Essi ritengono di discendere da animali trasformatisi in uomini per un strana magia, e quindi adorano quelle stesse specie di animali.
Quando arrivarono gli europei in Australia gli aborigeni erano circa in 150.000, oggi sono poche decine di migliaia, ed anche se cio' non accade per volere dei bianchi ma per ragioni naturali, sembra che quello attuale non sia piu' l' ambiente adatto per loro per i cambiamenti effettuati intorno al loro mondo a parte proprio dall' uomo civile.
Gli studiosi pensano che essi siano gli ultimi rappresentanti viventi dell' "Uomo Fossile", il quale in seguito ai mutamenti fisici e geografici dell' ultima Era Geologica della terra, scomparve totalmente dal nostro pianeta salvo per un piccolo gruppo sopravvissuto all' interno del deserto australiano.
Il "Dreamtime" piu' volte ripetuto nel brano e' proprio il "Sogno Originale del Tempo del Sogno", come lo ha definito la stessa Kate, che per gli aborigeni rappresenta una realta' personale che e' al di fuori del mondo reale: "The Dreaming", conosciuto anche come "Dreamtime", per gli aborigeni rappresenta il principio della creazione di quando gli animali e gli uomini assumevano la stessa forma. Per gli aborigeni ha un grande significato religioso, pieno di magia."
(dal "K.J. Show", BBC Radio 1, 13/9/'82)
Il video di "The Dreaming" e' assolutamente perfetto nel descrivere gli avvenimenti e questo stato di trance.
Lo scenario e' una terra desolata, pieno di mistero, con sullo sfondo un sole che sta nascendo: sembra una nuova alba, infatti Kate appare come catapultata in quel mondo. Poi si vede che batte pietra contro pietra proprio come un essere primitivo e il suo costume (con quegli strani disegni che possono essere interpretati quale reale uso degli aborigeni di colorarsi il corpo con sgargianti colori tratti dalla terra, sia per ragioni magiche che per proteggersi dal sole), ha una specie di tubicino che sembrerebbe rappresentare un cordone ombellicale, quasi a sottolineare l'appartenenza a quella terra per nascita (oppure potrebbe essere la tuta dell' astronauta, ma dato che il brano e' basato su un punto di vista totalmente aborigeno pare piu' probabile la prima ipotesi).
Addirittura le altre figure del video escono proprio da sotto la sabbia, per poi tornarci alla fine di quella danza ipnotica, e si vede il volo dei colombi quasi a testimoniare il loro passaggio dal sonno reale alla magica metamorfosi del "Dreamtime".
Il terrore degli aborigeni deve essere stato profondo all' arrivo dell' uomo bianco, pero' quando Kate descrive quest' ultimo in perlustrazione nascosto nei cespugli mentre gli indigeni nascosti negli alberi vanno alla sua ricerca, l' ironia e' forte.
La musica e' un' inesauribile fonte di suoni inediti, tanto che ancora oggi, a distanza di anni dalla sua uscita, se ne scoprono di nuovi, e la presenza di Rolf Harris che suona il digeridu (strumento che comporta una complicatissima tecnica respiratoria), e di Percy Edwards che imita i versi degli animali, costituisce realmente un' esperienza unica per l' udito.
E di certo non e' di minor impatto la voce di Kate che, dovendo cantare con un accento marcatamente australiano, e' ricca di toni inediti che ben si addicono allo strano andamento rituale della musica. E' un Capolavoro in ogni senso, cos' altro dire?

"THERE GOES A TENNER"


E' un filone di "Suspended in Gaffa". Praticamente  Kate mette  in luce i dubbi che seguono ad una partenza entusiasta e baldanzosa,  i sogni che ti caricano, che ti fanno sentir vivo ma che ti allontanano per  miglia dalla tua realta' interiore.
Uno sogna per tutta la vita senza accorgersi che  cio' che vuole ce l'ha gia', e' dentro di se', ma non sapendo dove e  come arrivare a se stesso continua a cimentarsi in scalate impossibili. E si ritrova a pezzi.
E' un brano in cui Kate ironizza sul fatto che la vita proprio non ha il puntuale lieto fine dei film hollywoodiani, e giunge alla conclusione che  forse in molti casi il gioco non vale la candela.

"NIGHT OF THE SWALLOW"


Sembra il racconto di due contrabbandieri, ma l' emozione e' di ben altra natura, come suggerisce l' ultima frase. Sotto le mentite spoglie di due rondini si celano due persone unite da un rapporto che e' causa di frustrazione per uno dei due.
E' una persona alla ricerca di un tutto che non sa cosa  e dove  sia ma che sente di dover raggiungere. E lo cerca in  maniera  frenetica perche'  deve dare un senso alla sua "vita miserabile" , sente di  dover  avere qualcosa da "prendere": "Cattura una rondine, per liberare tutti i colpevoli ali riempiono la finestra e sbattono e sanguinano...": l' impellente bisogno di liberarsi viene soffocato, e per lasciar correre liberi quei pensieri, quei desideri vissuti come una colpa il tormento e' profondo, un dolore acuto quanto quello provato da una rondine che cerca di uscire da una finestra chiusa.
C'e' l'immagine della rondine, il simbolo del volo: "Loro occupano il cielo oltre la linea di confine", gli uccelli non hanno barriere reali o immaginarie  che ne limitano la liberta', non ci sono muri e pareti nel  cielo contro cui si va a sbattere come invece e' nella mente dell'uomo; l'essere  umano  puo' sognare e raggiungere vette impossibili ma al ritorno trova sempre la  sua realta' che lo aspetta.
"Dammi una possibilita', oh lasciami tentare, fa che io possa dimostrare qualcosa nella mia vita miserabile...": ad un certo punto subentra la ribellione, l' accusa che ha il suono di una preghiera.
Sull' ultima nota si sente un fil di voce che sussurra "Ma tu non sei una rondine ...", segno che la gabbia continua a restare chiusa.

"HOUDINI"


Credo che la chiave di lettura dell' intero album sia tra le parole di questo meraviglioso brano dai suoni funerei. La stessa copertina e' ispirata alla storia del grande mago Houdini.
"E' stato scritto dal punto di vista della signora Houdini. Durante gli spettacoli, prima che Houdini entrasse in acqua incatenato, lei gli passava quella piccola chiave dorata con un bacio, cosi' quando lui era immerso la usava per aprire il lucchetto delle catene.
In un certo senso era come se lei, passandogli quella chiave, trattenesse la vita di lui, come se facendolo avesse la certezza che Houdini ne sarebbe uscito sano e salvo."
(da "Tutto", 11/'82)
La ricostruzione dell' ultima fatale esibizione di Harry Houdini, e dei successivi numerosi tentativi di Bess (sua moglie) per riuscire a contattarlo oltre la morte, e' accompagnata da una sezione d' archi di una delicatezza infinita.
D'altronde basta leggere la storia dei due per comprendere cosa ha potuto ispirare una simile gemma.
Prima dell' inizio del suo ultimo spettacolo Harry Houdini fu intervistato da due giornalisti. Uno dei due era un pugile che ad un tratto gli chiese se fosse vera la storia che lui durante le sue esibizioni chiamava due persone del pubblico sul palco per farsi dare due pugni nello stomaco, dicendo loro che non li avrebbe neanche sentiti.
Il mago confermo' ed invito' l' uomo a fare una prova, ma prima si giro' per un attimo verso Bess. Appena si rigiro' verso il giovane pugile quest'ultimo gli sferro' un pugno senza che avesse avuto il tempo di preparare i muscoli dello stomaco a ricevere il colpo. Houdini ripiego' su se stesso ma strinse i muscoli per ricevere il secondo pugno apparentemente superando nel migliore dei modi la prova e lasciando andar via i due giornalisti meravigliati.
Non appena questi furono usciti, Houdini si piego' in due e comincio' a tossire perdendo sangue. Nonostante la preghiera di Bess di non esibirsi quella sera, egli affronto' la vasca di vetro colma d' acqua pur sentendosi debole.
Fu immerso nell' acqua a testa in giu' con le caviglie ammanettate e chiuso all' interno. Purtroppo quando lo riportarono a galla era gia' troppo tardi, cercava ancora di muoversi e di trovare un po' di respiro provando a dare il segnale prestabilito, il pollice girato all'in su', per essere tirato fuori. Harry Houdini mori' il 31 ottobre del 1926.
Per molto tempo Bess offri' centinaia di dollari per trovare qualcuno che l' aiutasse a comunicare con suo marito. Molti spiritisti si fecero avanti dicendo che Houdini si era presentato lasciando loro dei messaggi da riferirle, ma di quest' ultimi nessuno aveva un significato per lei.
Un giornalista del "New York Graphic", un giornale dell' epoca, scrisse che nel semidelirio Bess chiamo': "Harry mio caro, perche' non vuoi venire da me dall' altra parte". Poi come per abbracciarlo allargo' le braccia e piangendo continuo': "Sapevo che saresti tornato da me, mio caro".
Per decisione di Bess si tenne un'ennesima seduta, questa volta condotta dal reverendo Arthur For (pastore della prima chiesa spiritualista di New York), che proprio due giorni dopo l' articolo del "New York Graphic", aveva ricevuto un messaggio per Bess dallo stesso Houdini.
Questo era costituito da dieci parole in codice, motivo per cui Bess acconsenti' alla seduta spiritica. Le sedie furono sistemate in modo semicircolare intorno al sofa' su cui fu distesa Bess, coperta da lenzuola e una coperta di lana.
Molti furono i testimoni che assistettero alla seduta, tra cui: lo stesso giornalista Rea Jaure autore dell'articolo, e Harry R. Zander dell' "United Press".
Appena Ford entro' in trance una voce parlo' attraverso lui, era un suo amico di scuola morto alcuni anni prima, di nome Fletcher che disse di essere in compagnia di qualcuno, un certo Harry Houdini, il quale aveva un messaggio da dare.
La voce di Houdini recito' dieci parole in codice:
"Rosabel. Answer" [Risposta], Bess disse "B". La voce continuo': "Tell" [di'], e Bess replico' "E".
La voce disse: "Pray Answer" [Prego Risposta], questo era un numero doppio, il primo "Pray" quindi 1, e "Answer" il secondo ossia il numero 2: 1 e 2 uguale "L", la dodicesima lettera dell' alfabeto inglese (bisogna tener conto che le lettere furono scelte con cura per fornire un dialogo normale tra il 'lettore della mente' e la sua partner, dato che Houdini era dotato di poteri soprannaturali anche quando era in vita).
La voce disse: "Look" [Guarda], e Bess "I" [Io], ancora "Tell" e Bess "E".
"Answer Answer", un'altra doppia, due e due cioe' 22, quindi la lettera "V". La voce: "Tell", e Bess "E".
La voce chiese se era questo il messaggio che voleva sentire, se per lei era corretto. Bess torno' con la mente ai giorni in cui cercava d' imparare il codice anni prima per fissarlo bene in mente : quello era lo stesso codice che lei e Houdini non avevano mai usato e che le era rimasto in mente pronto per quando ne avesse avuto bisogno. "Si'" rispose Bess.
La voce le disse di prendere la sua fede e di leggere ad alta voce cosa c' era scritto all' interno, le disse che lui non si sarebbe opposto.
Harry aveva comprato quel pesante anello d' oro vendendo un intero equipaggiamento di uno dei suoi numeri, e aveva fatto incidere al suo interno anche una dedica, ma aveva detto a Bess di non togliersi mai l' anello dal dito per leggerlo altrimenti lui avrebbe negato di essere l' artefice di quelle parole. Houdini si sentiva in imbarazzo per il sentimento che sarebbe stato rivelato.
Mentre tutti i presenti la guardavano, Bess si tolse l' anello dall'anulare, in tutti quegli anni non lo aveva mai rimosso. Appena lo sfilo' si vide la grande lamina con inciso un ritratto di suo marito e alcune parole, Bess le canto': "Rosabel, dolce Rosabel, ti amo piu' di quanto riesca a dirti, su di me tu hai un potere magico. Ti amo mia dolce Rosabel". Sulle ultime note la sua voce si spezzo'.
La voce di Houdini disse: "Ti ringrazio cara. Questa fu la prima canzone che ti sentii cantare, la cantasti durante il nostro primo spettacolo, ricordi?".
"Si'", rispose Bess ricominciando a piangere, ma la voce continuo': "ci sono undici parole in francese che completano il messaggio". Bess torno' con i ricodi ai giorni vissuti a Parigi, quando cercava di imparare meglio che poteva la lingua.
Ricordo' le parole che diceva durante gli spettacoli, mentre la tendina veniva tirata per coprire il baule che conteneva Houdini: "Je tire le ridean comme ca!" [Io tiro via la tendina]; poi: "Et voila' le grande Houdini", appena riapriva la tendina.
Fletcher torno' e parlo' attraverso Ford: "Il messaggio e' 'Beleive' " ["Credi"].
Ma Houdini non aveva terminato, disse: "Non perdere tempo e denaro a cercare di cancellare l' attitudine al dubbio di quando ero sulla terra, dolce cuore. Da' a te stessa la verita' prima che a tutti coloro che hanno perso la fede e desiderano abbracciarla di nuovo. Credimi, la vita continua. Di' al mondo che non esiste la morte. Io ti saro' vicino.
Mi aspetto che userai questo mezzo
[Ford] molte altre volte in futuro.
Di' al mondo, dolce cuore, che Harry Houdini continua a vivere e che lo provera' ancora centinaia di volte."

Le ultime parole di Houdini prima di morire erano state: "Tornero'. Ci deve essere un modo, e tornero' ".

Realta' dei fatti o frutto di fantasia, e' una storia cosi' incredibile che non lascia indifferenti. Al suono di "Houdini" un velo di tristezza si posa sull' animo di che ascolta, eppure... e' l'amore sublime ad essere celebrato, un amore che riesce a trascendere persino la morte, e all' interno dell' album paradossalmente costituisce l' unico vero barlume di speranza.
Credo che sia la chiave dell' intero album perche', come si e' detto, Kate in queste liriche ha esaminato e messo in luce una serie di debolezze e assurdita' che sono parte integrante dell' essere umano.
Con "Houdini", pero', tutte queste imperfezioni vengono "assolte" in un certo qual modo, poiche' in quell' atmosfera arcana e soffusa si materializza l' eterea visione di quel mondo tanto intensamente desiderato e cercato dall' uomo, come fosse la prova evidente e inconfutabile che la dimensione attuale sia solo transitoria, non definitiva.
Kate canta di un amore immortale, di un'intesa totale in cui l'unione degli spiriti e la potente comunicativa riescono a eludere persino il suono delle parole. Qualche hanno piu' tardi scrivera': "Se solo potessi farei un patto con Dio, lo convincerei a cambiarci di posto. Se solo potessi..." (da "Running Up That Hill").


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