INTERVISTE TV



Le interviste accanto ai cui titoli compare un asterisco sono incomplete. Le traduzioni complete saranno in linea prossimamente.

"MARTIN BUCHANAN" ("Music Box" , U.K. '85)


D- Come stai affrontando il successo questa volta? Trovi che sia più facile che non nei giorni di "Wuthering Heights"?
R- "Sì e no, voglio dire che oggi è più facile perché si tratta di un qualcosa che ho già sperimentato, per cui non ho vissuto il trauma di attraversare qualcosa di totalmente sconosciuto. Ma d'altra parte è stato molto difficile uscire dopo un periodo di lavoro così intenso, molto privato, dopo essere rimasta in studio costantemente per un anno a lavorare all'album, tornare poi di nuovo nel mondo promozionale.
Può spaventare un po', può incutere timore il fatto di passare da una vita così isolata ad una pubblica."
D- Come tieni testa ai giornalisti? Perché so che in passato hai detto di non essere molto felice dell'intera situazione della promozione.
R- "Io non provo affatto piacere dal lavoro promozionale. E' qualcosa che faccio per il mio lavoro. Ovviamente quando passi tanto del tuo tempo lavorando su qualcosa, è giusto che poi tu esca per far sapere agli altri che l'album è là. Io non credo però, o almeno lo spero, di promuovere la mia persona ma bensì il mio lavoro."
D- Ti ho chiesto questo perché i giornalisti incontrano sempre delle difficoltà quando si tratta di scovare ghiotte notizie su di te, e più passa il tempo e per loro diventa sempre più difficile. Ci sono state delle voci che giustificavano il tuo ritardo con un aumento di peso di 18 chili! Come arrivano ad inventarsi certe cose?
R- "Io penso che quando non dai alla gente tutto ciò che vuole, s'inventa le cose. Sotto molti aspetti ciò è molto lusinghiero per me: i giornalisti sono ancora interessati a scrivere su di me, il fato stesso che ancora si ricordano di me e si appoggino a me [per vendere giornali, ndt], è davvero lusinghiero..."
D- Sei stata colta di sorpresa da questo successo immediato, ancora una volta? Eri preoccupata del fatto che la gente poteva aver dimenticato tutto di Kate Bush?
R- "La cosa di cui mi preoccupavo di più era che alla gente non piacesse quello su cui stavo lavorando così du-ramente. Non credo di essere io quello a cui il pubblico risponde così direttamente. Sono io ma attraverso l'espressione della musica e del mio lavoro, ma non so dirti se è veramente questo ciò che le persone accolgono così calorosamente."
D- Un grande album e un grande successo. Guardando indietro ai tuoi album qual'è il tuo preferito?
R- "Credo che molto spesso sia l'ultimo, perché ho impiegato molta energia per realizzarlo, ma 'The Dreaming' è stato un momento altrettanto prezioso per me."
D- "The Dreaming" era alquanto astratto e per certi versi un po' oscuro. Non ha venduto quanto i suoi predecessori: questo fattore ti ha influenzato per la realizzazione di "H.O.L."?
R- "E' difficile rispondere. Non so cosa mi abbia influenzata maggiormente fra un lavoro e l'altro, se non la mia stessa vita. Uno cambia con l'ambiente, il mio ambiente è cambiato tra il penultimo e l'ultimo album. Mi sono trasferita dalla città in campagna e credo che queste due energie siano molto evidenti sui due album. Racchiusa in 'The Dreaming' è l'atmosfera opprimente della città, mentre in 'Hounds Of Love' sono custoditi i liberi elementi della natura." [sorride, ndt]
D- Sentivi il bisogno di andartene per vivere in campagna?
R- "Io mi nutrivo del vivere a Londra. Non so se si trattasse di un vero bisogno ma credo che per me sia stata un'ottima cosa trasferirmi, sicuramente mi ha aiutata a rilassarmi."
D- Vivere in città prosciugava le tue energie creative?
R- "No, non credo di poter affermare ciò, perché il senso di oppressione ed ogni energia che uno può ricevere dalla città può rivelarsi molto creativo. Sono certa che molti artisti saranno d'accordo con me su questo punto. Ma io trovavo che ci fossero troppe distrazioni che m'impedivano di avere il tempo per concentrarmi sulla mia musica."
D- Ora ti senti in comunione con la natura?
R- [fresca risata da pare della Nostra, ndt] "Non so riguardo alla comunione con la natura, quel che so è che quando guardo fuori dalla mia finestra e vedo gli alberi e le siepi mi sento molto più felice di quando vedo dei blocchi di cemento."
D- Quando guardi gli alberi, la natura, vedi anche una canzone?
R- [sorride ed esita nella risposta, ndt] "No... non è una cosa così basilare. Non c'è dubbio, però, che quando stai scrivendo e guardi fuori dalla finestra e incontri questa forza là senti che su di te ha un'effetto molto diverso che guardare una città o il mare. L'ambiente che ci circonda ha un effetto su di noi molto più potente di quanto si possa pensare."
D- Naturalmente è cambiato molto anche il tuo ambiente di lavoro. Hai disegnato e fatto preparare il tuo studio di registrazione. Come ti sei trovata a lavorare in uno studio tutto tuo?
R- "E' stato favoloso. Non avrei potuto prendere una decisione migliore in questi anni. Dove mi muovo io si muove lo studio. Ci sono così tante aree che mi hanno aiutata... Mi sento molto più rilassata, molto più libera di lavorare in modo inibito. Provo un tale nervosismo quando qualcuno che non conosco entra per ascoltare le mie registrazioni, e negli studi di Londra la gente entrava sempre per prendere in prestito dei pezzi di equipaggiamento, i telefoni squillano in continuazione, ogni ora ti costa un enorme ammontare di denaro per cui ti senti colpevole per i tuoi esperimenti perché senti che stai gettando via del denaro. A casa, ovviamente, queste pressioni non esistono."
D- Hai la reputazione di essere una lavoratrice lenta...
R- "E' vero."
D- Ma perché senti il bisogno di fare le cose così lentamente?
R- "Non credo affatto di 'aver bisogno' di fare le cose lentamente. Per me è molto frustrante il fatto che scrivere mi prenda così lungo tempo. Non è un qualcosa di programmato, è solo che una volta in studio le canzoni hanno come una loro forza vitale che mi trascina dietro di sè."
D- La E.M.I. ti ha mai fatto delle pressioni per portare a termine l'album?
R- "Non ho questo genere di rapporto con la mia Casa Discografica. Io scrivo un album, al termine glielo presento e se anche loro sono felici dei risultati il nostro rapporto è di successo." [sorride tranquilla, ndt]
D- Pensi che la seconda facciata di "Hounds of Love", intendo la sua storia, risulti immediatamente chiara all'ascolto?
R- "No, non credo, ma non penso neanche che ciò sia il fattore più importante. E' essenziale che l'ascoltatore ne riceva qualcosa e che provi gioia dall'ascolto."
D- Hai una fobia per l'annegamento e per la morte? Voglio dire se sono cose che ti preoccupano particolarmente oppure non ti toccano più di tanto?
R- "Non credo proprio di avere una fobia per l'acqua, ma sicuramente tutti noi ne siamo un po' spaventati. E la morte credo che sia qualcosa con la quale chiunque scriva, arrivato ad un certo punto della sua vita, voglia trattare. Per citare Woody Allen: 'lui non bada al fatto dell'essere moribondo, lui non vuole proprio trovarsi là quando sarà il momento". [ride, ndt]
D- Nel video di "Running Up That Hill" ci sono dei passi di danza molto complicati. Deve averti preso molto tempo lavorarci.
R- "E' stato davvero divertente. Ho lavorato con Diane Grey, una coreografa, che ho incontrato un paio di anni fa. E' stato eccitante lavorare con altra persone, specialmente quando passi la maggior parte del tuo tempo in studio lavorando solo con due persone." [molto probabilmente si riferisce a Del Palmer e a Paddy Bush, ndt]
D- Credi in una religione?
R- "No, non in una che potrei nominare. Io credo in ciò che è certo. Suppongo che le cause e gli effetti siano cose nelle quali credo un po' ma se queste sono credenze religiose proprio non lo so."
D- Cause ed effetti. Puoi spiegarti?
R- "Beh, io credo che se ti comporti in un certo modo, successivamente questa energia tornera' a te. La sindrome del boomerang." [risatina, ndt]
D- Quindi, secondo te, più uno è positivo nei suoi pensieri e nelle sue azioni e più positiva sarà la vita che vivrà, e viceversa?
R- "Sì, credo che sia una tecnica di sopravvivenza, un personale riparo nel quale uno può ritirarsi o da cui può venirne fuori, ma senza sentirsi costretto a restare a fondo perché arriva sempre il momento di raccogliere più di quanto si e' dato. Si ottengono molti più risultati in questo modo che non sentendosi depressi e infelici."
D- Ci sono molte persone menzionate sula cover di "Hounds Of Love" e tra queste si segnala anche Terry Gillian [regista di "Brazil" e "L'esercito delle 12 Scimmie"] dei Monty Python. Perché gli hai rivolto questa attenzione?
R- "Terry è stato di grande aiuto nell'indicarmi le persone adatte per la realizzazione dei miei video. Io sono una sua grande ammiratrice, penso che Terry sia un regista brillante ed io amo i suoi film. A mio parere ha molto piu' talento di quanto la gente non sia riuscita ad apprezzare, almeno fino ad oggi.
E' davvero un grande regista, molto serio. Sono stata abbastanza fortunata da riuscire a contattarlo e lui mi ha aiutato a trovare le persone con cui ho lavorato per i miei ultimi due video ["Running Up That Hill" e "Cloudbusting"]."
D- Quindi sei una fan della comicità grossolana e di cose del genere?
R- "No, non apprezzo quel genere di cose. Io ammiro chi riesce a creare in modo inusuale e brillante. Il senso della composizione di Terry, il suo modo di fotografare le cose è superbo. Eccellente."
D- Ti è piaciuto "Fawlty Towers"?
R- "Meraviglioso. Non credo ci sia qualcuno che l'ha visto che non ne sia entusiasta. C'è? Tu l'hai conosciuto?"
D- No, nessuno. Ora, tu hai avuto questo grande successo in così poco tempo. Dove andrai da questo punto? Deve essere difficile sapere cosa fare in futuro.
R- "Non proprio. Il problema è che mi prende così tanto tempo fare le cose che nel frattempo si accumula tanto di quel lavoro da fare che non mi è più possibile fare tutto quanto vorrei portare a termine.
Per me è bello quando un album è completato, quando la promozione finisce, ciò significa che posso lanciarmi nel prossimo progetto.
Vorrei riuscire ad essere sempre in grado di scrivere degli album, per me è troppo importante scrivere musica.
A parte ciò credo che sul mio cammino ora ci sia solo la sperimentazione."
D- Uno dei tuoi film preferiti è "Don't Look Now" con Donald Sutherland. E' per questa ragione che hai scelto lui per il tuo nuovo video?
R- "Non so se il motivo sia dipeso da ciò. "Don't Look Now" è un film brillante, ed ogni attore che vi ha preso parte è stato meraviglioso ma questa era una cosa molto diversa per cui è stato un caso l'aver pensato a Donald. Non credo che a quel tempo ci fosse qualche riferimento al film, però non c'era nessun altro che avrebbe potuto interpretare meglio la parte. Siamo stati molto fortunati, lui è stato la nostra prima ed ultima scelta. Tramite un amico abbiamo trovato il modo di contattarlo ed è stato incredibile pensare che lo avrebbe fatto. Mi è difficile crederlo ancora adesso."
D- E' vero che è un tuo ammiratore già da diversi anni?
R- "Mah, se così è io di certo non lo sapevo. Non credo."
D- Un'altra notizia inventata dai giornali. Dicci qualcosa su "Cloudbusting" .
R- "E' stata ispirata da un libro che ho trovato...sara' stato nove anni fa, in una libreria. L'ho scelto dallo scaffale, l'ho letto e l'ho trovato straordinario: molto triste e commovente. E' stato scritto da un uomo, Peter Reich, e parla della sua infanzia e dellaE' scritto attraverso gli occhi di un bambino e racchiude un'incredibile senso di innocenza e di intimità tra lui e questo grande uomo che era suo padre e che per lui significava tutto.
E' un libro straordinario, coloro ai quali l'ho prestato mi hanno detto che si tratta del libro più triste che hanno mai letto."
D- Hai mai pensato al giorno in cui ti ritirerai?
R- "No, non ancora."
D- Ancora per qualche anno?
R- "Lo spero. Non cancellatemi ancora." [ridono entrambi, ndt]
D- T'immagini in un piccolo cottage in campagna?
R- "Sì, ora mi piacerebbe vivere in un piccolo cottage, però non credo che per fare ciò mi debba ritirare. Bisogna solo viaggiare un po' di più per arrivare a Londra."
D- Hai fatto dei piani per creare una tua famiglia?
R- "No, non ancora. Il lavoro si prende tutto il mio tempo."
D- L'insieme è molto salutare, non trovi?
R- "Non so se sia salutare ma certamente è molto piacevole, ed io ne traggo un'enorme soddisfazione. Sento finalmente di aver raggiunto qualcosa. Come il fatto di aver finito un album o un video. E' così difficile quando t'imbarchi nel bel mezzo di un progetto. Molte volte non sei certo di essere in grado di portarlo a termine, perciò cerchi quel sollievo che si prova quando tutto è risolto. E' incredibilmente soddisfacente."
D- Specialmente quando si ha un successo talmente grande.
R- "Sì, particolarmente."
D- Grazie, Kate.
R- "Grazie a te."




La traduzione che segue e' quella dell'intervista disponibile sulla videocassetta "The Sensual World" uscita in Inghilterra pochi mesi dopo l'album omonimo (in Italia e' reperibile solo d'importazione).
E' un'intervista in senso lato: Kate e'seduta su una sedia a dondolo accanto al camino, e parla davanti ad una telecamera. Se c'e' un intervistatore non lo si vede ne'lo si sente.

"THE SENSUAL WORLD" (videocassetta ufficiale, 12/'89)


"Penso che questo album sia differente dall'ultimo, "Hounds of Love" lo vedevo diviso in due parti, una delle quali era un concept. "The Sensual World", invece, e' formato da dieci brevi racconti ognuno dei quali racconta qualcosa di diverso. E' stato un po' come cercare di dipingere dei quadri. Ogni canzone aveva la sua personalita' e cosi' alcune necessitavano di qualcosa qua e altre la'. Proprio come le persone. A certe non ci si puo' avvicinare perche' sai che sono un po' nervose, irritabili, specialmente al mattino. Cosi' devi cercare piu' di affiancarti a loro. Anche le canzoni sono cosi'. Hanno una loro piccola personalita' e se non vogliono essere composte non te lo permettono.

Credo che sia una grande auto-terapia. Piu' lavoro su un album piu' penso che sia realmente un processo per cercare e guarire me stessa, per avere uno sguardo dentro di me. Sento anche che "The Sensual World" e' probabilmente il mio album piu' femminile. Ho esplorato le energie femminili in me stessa, come compositrice e produttrice.
Prima io facevo tutto come vedevo fare agli uomini. Davvero, ogni cosa che ho imparato nell'industria della musica riguardo la realizzazione dei dischi e' stato dagli uomini. Mi rendo conto, piu' oggi di allora, che un mucchio del mio lavoro aveva un'influenza maschile. Io volevo davvero cercare e trovare un'energia femminile per me stessa, seppur non ci sia nulla di negativo riguardo l'energia maschile nella musica, anzi. Si', stavo proprio cercando un approccio femminile.

Volevamo realizzare il video di "The Sensual World" piu' semplicemente possibile, in quanto molti video adesso sono cosi' sovraccarichi di effetti, grandi scenografie, e sono molto costosi. Cosi' quello che ci interessava era proprio riuscire a contenerlo in un set, un solo ambiente e rappresentare cio' che per me e' "The Sensual World": la sensualita' del pianeta, il tempo atmosferico, il mutamento degli elementi, l'essere in grado di allungare un braccio e toccare, la canzone del vento e di tutte quelle cose meravigliose che ci circondano.
La natura e' davvero importante per la mia ispirazione. E' importante per me avere la possibilita' di osservare un intenso paesaggio. Attraverso la storia la gente ha sempre tratto ispirazione dal mare, dalle montagne, dal cielo. Non e' la natura quello che scegliamo per raggiungerla? Perche' la natura e' perfetta, Dio ha creato il mondo in assoluta perfezione ma tutto cio' che un uomo riesce a creare non e' mai veramente perfetto.

La scoperta della musica per me arrivo' quando un giorno mio padre mi mise al piano e mi mostro' la scala in Do alla tastiera. Non riuscivo a credere che cio' potesse funzionare, che fosse cosi' logico, non riuscivo a credere che ci fosse effettivamente un metodo cosi' semplice da vedere... Era come spingere un dito su una nota e cantare il motivo. Poi gradualmente arrivai a capire gli accordi e fu ancora: suonato l'accordo eccolo immediatamente come doveva essere!
Un accordo: e' stata la cosa piu' eccitante della mia vita.
La mia famiglia e' molto vicina alla musica. Da che mi ricordo qui in casa e' sempre stata suonata della musica. Persino ora mi sorprende, quando guardo indietro, pensare alla quantita' di tempo che gli dedicavo. Come dici tu, ero completamente presa. Anche pensandoci adesso lo troverei straordinario se non fosse che a quel tempo sentivo in me che era cio' che dovevo fare. Quasi come una missione. Sentivo che fosse quello il motivo per cui mi trovavo li', che era la musica a cui dovevo dedicarmi. Dovevo fare un album, e questo era tutto.
Non desideravo essere famosa, o avere un mucchio di soldi, o avere successo. Ma volevo disperatamente registrare un album che speravo sarebbe piaciuto alla gente. Percio' tutte le mie energie erano concentrate su quello scopo e perfino la danza era collegata con il tentativo di consentire a me stessa di crescere un poco di piu', di permettermi di esprimere me stessa.
Credo che se non avessi dedicato quei due anni allo studio della danza non sarei riuscita ad affrontare niente altro dopo l'uscita del disco. Perche' la disciplina e l'umilta' che m'insegno' la danza e' qualcosa da cui traggo un enorme vantaggio ancora oggi.
In effetti, quando lasciai la scuola e cominciai lo studio della danza, piu' o meno progettavo la routine della mia giornata in questo modo: "mi alzo al mattino, mi esercito con le scale del piano, esco per andare a danzare. Alla sera torno a casa e suono il piano tutta la notte."
Ricordo l'estate del '76, fu veramente calda. Avemmo una stagione con temperature molto alte e le finestre erano tenute sempre tutte aperte. Io ero solita comporre fino alle quattro del mattino. Una volta ricevetti una lettera di lamentele dai vicini, in sintesi diceva "Sta zitta!". Erano persone che dovevano alzarsi alle cinque del mattino (erano del primo turno), la mia voce era trasportata per tutta la lunghezza della strada e percio' non mi apprezzavano molto [ride, NdT].

Be', il video che realizzammo per "Wuthering Heights" fu probabilmente fra i primi mai realizzati in Inghilterra, in termini di veri video. A quel tempo ero molto influenzata da Lindsay Kemp (lo sono ancora). Erano proprio i movimenti che io stavo esprimendo. Percio' si trattava proprio di elaborare una coreografia che apparisse interessante. Quella che avrebbe dovuto creare il personaggio di Cathy.
A dire il vero non sono davvero una fan di Emily Bronte. Molta gente pensa che io lo sia, ma succede a causa dei preconcetti che hanno su di me. Tipo "la grande fan di Bronte", "la fan di Tolkien", "la Signora pre- Raffaellita".
Io penso che siano davvero delle idee sbagliate. Per me "Wuthering Heights" e' la storia d'amore estrema, uno non puo' restare indifferente alla passione che i due personaggi provano. E' un rapporto d'amore che va oltre la morte, essi non saranno fermati dai limiti della natura.

Effettivamente ho fatto un tour solo dieci anni fa, nel '79. Girammo l'Inghilterra e l'Europa. Non avevo mai fatto nulla del genere prima d'allora. Io non sono una performer. Non sono come chi e' cresciuto suonando nei club o nei pub e che solo successivamente e' diventato un artista da studio di registrazione. Sono qualcuno che sin dalla giovane eta' componeva canzoni, che poi gradualmente ha imparato a cantare e che successivamente e' entrata in studio di registrazione. E' stato tutto un processo d'apertura per me.

Volevamo preparare qualcosa di particolare. Dato che ero influenzata da artisti come Lindsay Kemp, desideravo realizzare uno spettacolo teatrale in modo da incorporare differenti espressioni come la danza, giochi di prestigio, recitazione di poesie, avevamo tutta una serie di elementi amalgamati fra loro. Aveva i connotati di un circo. Parlando di cio' che stavamo facendo allora, era un qualcosa di molto sperimentale, se si escludono certi musical e le produzioni operistiche. Unire cosi' tanti elementi piu' o meno non aveva precedenti. Cio' di cui avevo bisogno era un microfono che non dovevo tenere in mano perche' volevo con me anche due ballerini. In questo modo avrei potuto essere sollevata e correre per tutto il palco. Stringere fra le mani un microfono sarebbe stato troppo inibitorio. Cosi' dissi al tecnico del suono che era con noi: "Voglio che inventi un microfono che non debba tenere in mano". Praticamente lui ha inventato il radio microfono che si vede adesso. Lo fece saltar fuori da una gruccia. Prese una vecchia gruccia, la piego' modellandola in sagoma e in quella forma mise il microfono. Cosi' il microfono si trovo' giusto davanti alla mia bocca.

Quello che piu' conta per me e' scrivere canzoni. E' incredibile pensare a quante cose si svolgono tramite ciò, scrivere i testi, essere un'interprete. Poi, girare i video che diventano un'estensione della canzone. Suppongo di aver sempre nutrito un interesse per la parte visuale. Ho sempre amato i film. I video sembrano essere una naturale conseguenza per me per essere sempre piu' coinvolta in quello che realizzo musicalmente e visualmente. Lo faccio sin dal mio primo album, sono anni oramai e ogni volta sono sempre piu' coinvolta. I miei video preferiti sono quelli che raccontano una storia: e' come girare un breve film.
"Cloudbusting" parla di Wilhelm Reich che e' ricordato per il suo lavoro sull'energia "orgonica". Egli costri' questo macchinario a cui dette il nome di "Cloudbuster", che era collegato alla teoria di cui prima, con la quale poteva far cadere la pioggia.
Quando pensammo a qualcuno cui far interpretare la parte del padre, istantaneamente ci venne in mente Donald Sutherland. Ridemmo all'idea, perche' si tratta di uno dei piu' grandi attori al mondo, ma ci piaque scherzarci sopra. Donald sarebbe stato magnifico. Cosi' contattammo il suo agente, il quale subito ci disse "non e' possibile, ha troppi impegni", ma un mio amico conosceva un amico di Donald e gliene parlo'. Ci riservo' tre giorni del suo tempo tra una registrazione e l'altra di due film a cui stava lavorando. Ancora oggi non riesco a credere che lo abbia fatto. E' stata una cosa meravigliosa da parte sua darci tre giorni del suo tempo. Ha reso il video un qualcosa di davvero molto speciale per me.

Be', e' molto difficile realizzare dei video. Ovviamente, uno cerca ogni volta di fare qualcosa di diverso. Tutti fanno dei video, c'e' una competizione come forse in nessun altro campo. Tim [Tim Mcinnery, l'attore che ha recitato nel video di "This Woman's Work" e che ha fatto parte della "Royal Shakespeare Company"] e' seduto nella sala d'aspetto dell'ospedale durante tuta la durata del brano, in attesa della sua ragazza o di chiunque sia li' ricoverato. Per quasi tutta la sua durata, quindi, il video e' molto angosciato: il soggetto si trova in uno stato depressivo. Guarda verso l'alto e la luce sparise dalla finestra. Lui e' seduto al buio ed e' come se con quest'ultimo richiami alla memoria i ricordi. Ed e' qui che entro io e copro le sue spalle con un soprabito.

Quando dirigo un video, prima scrivo un abbozzo di come dovrebbe essere e successivamente lo redigo professionalmente affiche' anche gli altri che ci lavorano possano comprendere. Altrimenti sarebbe: "Cosa vorrebbe significare?". Vorrebbe intendere me, ma sembrerebbe una bolla di sapone. Anche scrivere in modo professionale qiuali devono essere i movimenti della cinepresa significa che tutti possono mettere in relazione i passaggi immedatamente. E' un ottimo modo per permettere ad altri di capire cosa davvero intendi.
Non ho mai desiderato diventare un'attrice. Non ho mai avuto una passione o delle ambizioni in questo senso. Per me tutto e' scaturito dall'essere un'autrice.

Uno dei miei registri preferiti e' Alfred Hitchcock, per me e' un genio. E' stato rivoluzionario, pieno d'ingegno ma in un modo particolarissimo. Credo che ancora oggi chi lavori nel cinema continui ad imparare da lui ogni qualvolta guarda uno dei suoi film. Favoloso! Era come se avesse una telecamera al posto degli occhi.

Non mi piacerebbe star seduta e dire che sento che sto imitando Hitchcock, ma devo dire che egli ha un'enorme influenza su di me ogni volta che preparo un video. E' il mio principale punto di riferimento.

Di tutte le canzoni dell'album, "Love and Anger" e' l'unica di cui non so cosa dire. Non so davvero dire qualcosa di preciso. E' stata una delle prime canzoni ad essere scritta, ma l'ultima ad essere completata. Tutti i brani su "The Sensual World" parlano dei rapporti. Non ho affatto una mente che pensa in termini politici. La politica non e' parte di me. Io non la capisco, non mi piace quello che fanno i politici. Vedo che i politici non fanno niente di buono per la gente. Sembra piu' una preoccupazione intellettuale. Una specie di meccanismo, non lo e'?, che fa le cose per la gente.
Sono una persona che si basa sull'emozione, e quando i problemi politici mi prendono a livello emotivo, che naturalmente e' come la maggior parte di noi li recepisce, allora mi sento spinta a scrivere una canzone o altro. Non scriverei mai sui politici, non mi appartiene.
Suppongo che se dovessi nominare le principali fonti che fanno scattare le idee per i miei album, allora dovrei citare libri, film, e conversazioni.
Per me si tratta proprio di un rifugio: la saltuaria passeggiata nel parco.



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