LA REALIZZAZIONE DI
"THE NINTH WAVE"




Nessuno meglio della stessa Kate potrebbe chiarire le intricate vicende che si alternano nei brani che compongono la suite "The Ninth Wave".
Quanto segue sono le spiegazioni che lei ne ha fornito sul numero dell'85 del "Kate Bush Club", la Fanzine ufficiale, dedicato all'album.

E' stato molto diverso per me lavorare concettualmente durante l'arco di mezz'ora di musica che fosse valida piuttosto che racchiudere in cinque minuti il meglio per un brano. E' stato molto interessante ma piu' impegnativo. Ogni cosa era legata ad un'altra all'interno del concept. Una volta che il pezzo era nel contesto con cio' che era accaduto prima e cio' che seguiva, cambiava completamente la sua natura ma era fondamentale che l'intera facciata mantenesse un senso di continuita' ed anche che continuasse ad essere interessante e ad accrescere e rifluire nei posti giusti.

L'intera side parla di qualcuno che si ritrova solo durante la notte nell'acqua.
"And Dream Of Sheep" è il loro tentativo di combattere il sonno. Sono molto stanchi e sono nell'acqua in attesa di qualcuno che li soccorra, ma sta diventando sempre più buio e sembra che non giunga nessuno.
Vorrebbero addormentarsi, ma sanno che se cadono nel sonno in acqua potrebbero affogare, perciò cercano di restare svegli ma senza risultato. Ciò ci porta al secondo brano.

Il secondo brano s'intitola "Under Ice" ed è il sogno che loro fanno: stanno pattinando, il fiume è ghiacciato e ovunque è bianco, sembra che non ci sia nessun altro oltre loro, sono soli. Mentre stanno pattinando guardano sotto il ghiaccio e vedono che qualcosa si muove. C'è una crepa nel ghiaccio e vedono che ciò che si muove sono loro stessi affogati.

In quel momento si svegliano e nella canzone che segue
["Waking the Witch"] si odono le voci di amici e di ricordi che cercano di svegliarli per impedirgli di affogare.
Tornano in superficie ma sono ancora prigionieri del subcosciente, una delle voci dice loro che c'è qualino che vuole vederli: e li' nell'acqua c'è una strega.
Quello che stanno vivendo è una specie di incubo e quella figura mostruosa praticamente sta cercando di farli affogare per vedere se innocenti o colpevoli ma la loro innocenza sara' provata solo dalla loro morte. In caso contrario saranno giudicati colpevoli e dovranno affogare comunque. Racconta del processo a questa ragazza
[notiamo che per la prima volta Kate comincia a far riferimento solo ad una ragazza, N.d.T.] che e' nell'acqua e il cui unico desiderio in quel momento e' di riuscire a sopravvivere e a mantenere la testa fuori dall'acqua.
Questo brano e' stato scritto con l'aiuto di un chitarrista, Alan Murphy, perche' altrimenti se l'avessi scritta con le tastiere non avrebbe avuto l'atmosfera giusta. Ho cercato di canticchiare e sottolineare gli andamenti e tutto cio' che [Alan] suonava di conseguenza risultava molto valido.
Abbiamo passato tutto il giorno a prepare il suono delle chitarre, dei cori, del Fairlight, dei sequencer, oltre il dovuto. Grazie per questo, Al.

Il brano
["Watching You Without Me"] che segue parla proprio del suo desiderio di tornare a casa.
E' ciò che lei più desidera, essere al riparo dal freddo circondata dalle sue cose tra quelle quattro mura sulla terra ferma, con il suo amato.
Si vede là con il suo spirito e c'è il suo amore seduto sulla sedia vicino al camino, ma lei non riesce a concepire il pensiero di non poter essere là in carne ed ossa. Lei non è vera ed anche se riesce a vedere il suo uomo lui non riesce a vedere lei, non può sentirla. Lei non può comunicare con lui in nessun modo. E' più di un incubo perche' è stata così vicina a tutti i conforti eppure ne e' lontanissima.

Il prossimo brano è "Jig Of Life" ed è il futuro che fondamentalmente viene a alvarla, le dice: guarda che io sono la prossima parte della tua vita e per far sì che io sopravviva e goda dei miei bambini, della mia casa felice e di mio marito, tu devi custodirli, devi restare viva. Non devi affogare o io affogherò con te. E' il futuro che la supplica, che l'implora di vivere e di lasciare che lei, la donna che sara', possa vivere.

Il brano che segue è "Hello Earth", ed è proprio il punto in cui lei è completamente sveglia e rivive l'esperienza del temporale che l'ha portata nell'acqua. Volge lo sguardo dalla terra al cielo e osserva il temporale che l'ha spinta in quella situazione.
Gli arrangiamenti orchestrali di questo brano sono ad opera di Michael Kaman. E' stato merviglioso lavorare con Michael, e' una persona molto ricettiva con cui lavorare e gli arrangiamenti che ha realizzato per questo pezzo trovo che siano pieni di una grande atmosfera.
E' stato fantastico per me osservare gli strati di questo brano aggiungersi uno ad uno.
All'inizio l'ho scritta con i versi che simbolizzavano la tempesta, costruiti gradualmente con i cori che creavano un grande senso di spazio e d'atmosfera. Ho sempre sperato, però, che fosse un coro maschile a cantarla.
Quando l'ho scritta la prima volta, "Hello Earth" era stata ispirata da un coro maschile che avevo ascoltato nel film "Nosferatu" di Herzog
[Werner Herzog], e nonostante i versi costituiscano un diverso pezzo di musica, tutto era disegnato con la speranza di riuscire ad inserire questo coro di voci che mi avrebbe portata ad un risultato completamente diverso. E' un coro che simbolizza un senso di perdita, di stanchezza, del momento in cui il soggetto è alla ricerca di un punto in cui poter accettare alla fine che tutto può cambiare.

E questo ci porta a "The Morning Fog" che è il simbolo della luce e della speranza. E' la fine della side, ed io credo che ... se uno sente di non avere più il controllo fino all'ultimo nelle cose, ci sarà sempre e comunque una certa luce che brilla in lontananza.
Originariamente l'ho scritta tramite una Linn drum machine mentre tramite il Fairlight ho scritto una parte strumentale usando il campione di una chitarra acustica. Successivamente ho scritto il brano basandomi su queste parti aggingendo le voci a strati.
La parte scritta al Fairlight e' stata poi trascritta da Dave Lawson per un musicista di chitarra acustica ed ho pensato che uno dei migliori e' John Williams, un chitarrista classico eccellente che avevo avuto modo di incontrare in passato in un paio di occasioni mentre registravo ad Abbey Road e questa mi e' sembrata un'ottima opportunita' per chiedergli se avrebbe avuto piacere di suonare in questo brano.
Poi abbiamo aggiunto il basso di Del
[Palmer], le tastiere di Kevin [McAlea], preparato i cori mentre Paddy [Bush] ha aggiunto strati di violini 'Appalachian' [?] e Fujare.
Abbiamo mantenuto la voce guida come voce principale e mixato l'ultimo brano dell'album.

Molte ore sono state dedicate a piccole idee di neanche mezzo minuto, molte ore sono occorse per scrivere i testi, quest'ultimo e' stato uno dei processi piu' difficoltosi per me in questa occasione: cosi' lungo e cosi' frustrante, e sempre sembra richiedere troppo tempo per un qualcosa che dovrebbe nascere con naturalezza.
Una delle difficolta' per quanto riguarda un testo e' che mentre scrivo la musica parte di esso e' gia' li' ma e' quasi piu' arduo riuscire ad inserire l'altra meta' che forse cominciare dall'inizio, mentre e' successo per esempio che avevo solo mugugnato il canto e in alcuni casi avevo scritto i testi come linee guida con le parti cantate composte di conseguenza.
Molte volte ho telefonato a Paddy e gli ho chiesto di venire da me immediatamente per introdurre quel suono guida con uno strumento a corda, suonare quella nota e lasciarla galleggiare.
Uno degli aspetti positivi dell'avere il proprio studio di registrazione e' che possiamo sperimentare liberamente e questo acquisto e' stata una delle migliori decisioni che io abbia preso da che ho cominciato a registrare album.
Abbiamo lavorato duramente per realizzare questo album percio' eravamo ansiosi di vederlo completato e so che anche la vostra e' stata una lunga attesa. Spero che dopo cio' e dopo tutte le notizie frammentate che vi abbiamo fornito nei mesi scorsi, non vi sentiate delusi ma che possiate gioire nell'ascoltarlo piu' volte ed in modi differenti.
Questo album non avrebbe mai potuto essere senza l'apporto di alcune persone molto speciali. Grazie a Julian Mendelsohn e specilamente a Haydn Bendall e Brian Tench che hanno contribuito con grande impegno a questo progetto, a tutti i musicisti perche' sono una costante fonte d'ispirazione, a mia madre che mi aiuta con ogni piccola cosa, a Paddy e Jay per l'ispirazione e le influenze e sempre a Del
[Palmer] per tutti quei momenti che abbiamo catturato su nastro insieme.
Con molto affetto Kate xxx



Vai alla Prima pagina di "Approfondimenti"