Relazione sul X Congresso Nazionale di Speleologia
Roma: 27-28-29-30 settembre 1968
di Giulio Badini
estratto da:
Rassegna Speleologica Italiana, anno XXI,
fascicoli 1-4, 1969, pag. 99-100
Negli ultimi giorni del settembre 1968 si è svolto a Roma, organizzato dallo Speleo Club Roma sotto gli auspici della Società Speleologica Italiana, il X Congresso Nazionale di Speleologia.
Cinque anni di distanza - tanti ne erano trascorsi dall'ultimo Congresso, tenutosi a Trieste nel 1963 - anche se inframmezzati da un convegno, quello dell'Italia Centro-Meridionale di Firenze a carattere quasi nazionale, nonché da numerosi convegni regionali, sono molti e ci auguriamo, per il futuro, incontri a più breve scadenza.
Alcuni elementi hanno influito negativamente sulla manifestazione: da una parte lo scarso appoggio degli Enti cittadini agli organizzatori; la necessità di trasferire all'ultimo momento, causa i disordini studenteschi, la sede dei lavori; la concomitanza dell'"Incontro di Speleologia" di Trento organizzato nell'ambito del Festival del Film della Montagna e dell'Esplorazione. Infatti mentre a Trento erano presenti quasi esclusivamente rappresentanti di Gruppi dell'alta Italia, a Roma il Nord era scarsamente presente, a favore invece delle rappresentative dell'Italia Centrale e, in minor misura, Meridionale. L'organizzazione inoltre lamentava diverse carenze; in sintesi un congresso da non imitare.
Nonostante questo hanno presenziato alle varie sedute di lavoro oltre cinquanta persone e, cosa più importante, quarantasette sono state le relazioni di attività, esplorative, tecniche o scientifiche presentate.
I lavori si sono aperti nella mattinata di venerdì 27 settembre presso l'Università Internazionale di Studi Sociali "Pro Deo", sede della manifestazione, con il saluto del conte Dott. Alessandro Datti, Vice Presidente del Club Alpino Italiano e pioniere delle ricerche speleologiche nel Lazio, dichiaratosi lieto di trovarsi in mezzo agli speleologi ai quali portava il messaggio di adesione del C.A.I., che tanti meriti ha acquisito durante il suo secolo di vita nella valorizzazione, esplorazione e studio delle grotte italiane.
Faceva seguito un'ampia prolusione del Dott. Mancini sulla storia della speleologia laziale, dopo di che i congressisti si trasferivano in Campidoglio per ricevere il saluto della Pubblica Amministrazione romana, porto dall'Assessore on. Caputo anche a nome del Sindaco.
Nel pomeriggio aveva inizio a sezioni congiunte la lettura della prima parte delle relazioni ed al termine si svolgeva l'Assemblea Ordinaria della Società Speleologica Italiana.
La giornata di sabato 28 settembre è stata interamente dedicata all'esame delle relazioni a sezioni congiunte. Nel tardo pomeriggio si è quindi svolta una riunione dei Capi-Gruppo della Sezione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino del C.A.I., nonché l'Assemblea dei Delegati dei Gruppi Grotte Italiani.
La cena ufficiale in programma a termine della seduta portava i Congressisti sui colli romani, a Grottaferrata, da cui si è potuto ammirare il suggestivo spettacolo della Roma notturna.
Domenica 29 settembre, in una fulgida giornata di sole, il Congresso si è trasferito a Terracina (Latina) ove a Monte Leano presso Sperlonga (120 km da Roma) ha assistito ad una interessante esercitazione di soccorso con recupero di feriti da una parete di circa 50 metri, attuata dai volontari del V Gruppo della Sezione Speleologica del C.N.S.A. del C.A.I.. La manovra, alla quale ha preso parte un elicottero del Soccorso Aereo di Ciampino, tendeva a dimostrare la tempestività di intervento e di recupero di due feriti da un ipotetico pozzo di cinquanta metri di profondità, con l'impiego di diverse tecniche (imbracatura Grammingher, sacco-barella Esteco, ecc.).
Il viaggio di spostamento, attraverso l'Appennino laziale, oltre ad un bel panorama ha permesso ai Congressisti di ammirare alcune aree carsiche sedi di numerose ed interessanti cavità. Non è invece stato possibile effettuare, per ragioni di tempo, la programmata visita alla Grotta di Pastena.
In serata, dopo il rientro a Roma, si è tenuta una riunione della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia.
Lunedì 30 settembre, al mattino, si è svolta nella Sala del Trono in Vaticano la speciale Udienza Pontificia. Il Santo Padre, che si è intrattenuto amabilmente con i presenti per oltre mezz'ora interessandosi alla loro attività, ha ascoltato dapprima un indirizzo di saluto rivoltoGli da Don Scotti a nome del Congresso in cui erano sinteticamente contenuti gli scopi ed i motivi umani della speleologia, ha risposto con semplici parole assicurando la Sua ammirazione ai cultori delle scienze naturali e la Sua simpatia ai ricercatori delle grotte, che per loro passione e per amore della scienza si impongono faticose discese sotto terra, a repentaglio anche della vita. Il Sommo Pontefice ha quindi ricordato l'interesse con cui, giovinetto, si addentrava nelle grotte sui monti circostanti la casa natia, interesse che Lo spingeva - ha confessato con un sincero imbarazzo Paolo VI - qualche volta a staccare alcune stalattiti per conservarle come cimelio. Ha quindi letto un lungo indirizzo di saluto e di ringraziamento per la possibilità dell'incontro, riconfermando i propri sentimenti di stima e di simpatia per gli speleologi, che nella loro attività trovano "... una prova irrefutabile, eloquente, solenne della maestà di Dio creatore... perché le forze segrete della natura portano più vivamente impresse le orme delle primigenia potenza di Dio, di cui parlano con voce non offuscata dal rumore e dagli orpelli dell'arido tecnicismo, che spesso predomina nella civiltà delle macchine...". L'Augusto Pontefice ha quindi concluso impartendo ai presenti, ai colleghi lontani, alle famiglie la Sua Apostolica Benedizione.
Il pomeriggio, ormai a ranghi ridotti per le numerose partenze, è stato dedicato alla lettura delle ultime relazioni, alla proiezione di un documentario di belle diapositive sulle grotte della Sardegna realizzato dal Gruppo bolognese, ed alla seduta di chiusura.
Rassegna Speleologica Italiana, anno XXI, fascicoli 1-4, 1969, pag. 99-100.
© 1969 by Giulio Badini.
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