Esortazione del Santo Padre al X Congresso di Speleologia
Roma: 27-28-29-30 settembre 1968
a cura di Alberta Felici
Durante lo svolgimento dei lavori del X Congresso Nazionale di Speleologia, tenutosi a Roma nei giorni dal 27 al 30 settembre 1968, Sua Santità Paolo VI ha concesso una speciale udienza ai Congressisti.
E' la prima volta che un Pontefice riceve ufficialmente una delegazione di speleologi. Ci sembrò normale chiedere una "Udienza speciale" per tale occasione; 35 anni fa i papi non ricevevano tutte le settimane, né uscivano dalla Città del Vaticano per visitare parrocchie e paesi sparsi in tutto il mondo.
Durante l'udienza, svolta nella Sala del Trono, il Santo Padre ha rivolto ai presenti le seguenti parole:
Esortazione del Santo Padre al Congresso Italiano di Speleologia
(dalla prima pagina de "L’Osservatore Romano" del 30 Settembre - 1 Ottobre 1968)
"Le forze segrete della natura portano più vividamente impresse le orme della potenza di Dio"
Questa mattina, lunedì, il Santo Padre ha ricevuto in speciale Udienza nella sala del Trono i partecipanti al X Congresso Italiano di Speleologia che si sta svolgendo in questi giorni presso l’Università Internazionale di Studi Sociali "Pro Deo", e nel corso della quale si sono svolte oltre sessanta relazioni scientifiche, da parte di 150 rappresentanti delle varie regioni d’Italia. Erano, inoltre, presenti i partecipanti all’Assemblea annuale dell’Associazione Speleologica Italiana, che ha trattato temi fondamentali sui problemi di geologia, biologia e tecnica sportiva, e per la prima volta la prova sperimentale di soccorso alpino a 70 metri di profondità.
A capo del valoroso gruppo di studiosi erano il Presidente della Società Speleologica Italiana, Rev.mo Don Pietro Scotti, della Pia Società Salesiana di San Giovanni Bosco; l’organizzatore del Congresso, Dott. Giorgio Pasquini; il Prof. Trimber (1), dell’Università di Vienna; e tredici speleologi, campioni olimpionici, che hanno raggiunto quota 1000 di profondità.
Ad inizio dell’Udienza, Don Scotti ha rivolto all’Augusto Pontefice un devoto indirizzo di omaggio a nome dei presenti. Egli pregava il Santo Padre di accogliere l’ossequio di coloro che ricercano le interiori bellezze e i misteri delle grotte elevando la mente al Creatore. Pochi anni or sono -- proseguiva il Presidente -- tre nostri soci ebbero la medaglia d’oro alla memoria, per aver soccorso compagni in pericolo, con atto di evangelica dedizione. Per tutti questi motivi, umani e religiosi, pensiamo che la Santità Vostra possa benedire le nostre attività che sono sane e che offrono alla gioventù obiettivi degni di uomini e di cristiani.
Subito dopo, il Santo Padre ha rivolto agli studiosi presenti il seguente Discorso, al termine del quale ha impartito la Benedizione Apostolica, intrattenendosi amabilmente con i dirigenti e gli studiosi, interessandosi vivamente alle loro imprese e rinnovando i sentimenti della propria stima insieme con fervidi voti augurali.
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"Il Nostro saluto e la Nostra Benedizione a voi, studiosi, docenti, cultori di speleologia; a voi, avventurosi e arditi ricercatori sotterranei, che, in occasione del decimo Congresso Nazionale di Speleologia, avete manifestato il desiderio di attestarCi di presenza i sentimenti del vostro affetto, della vostra devozione. Ve ne siamo grati; e siamo lietissimi che la celebrazione romana del Congresso vi abbia portati qui, permettendoCi di conoscere più da vicino la vostra attività scientifica e anche, diciamo così, sportiva. Ne siamo, inoltre, tanto più lieti perché, conoscendo com'essa si svolga su di un piano di costante serietà di impegno, di paziente ricerca, perfino di rischio audace e, in una parola, di assoluta probità umana, professionale e culturale. Noi desideriamo da parte Nostra esprimervi ammirazione, plauso, compiacimento.
Le forti virtù, di cui date prova - la modestia che rifugge dai gesti clamorosi, la paziente metodicità degli studi, la seria preparazione alle spedizioni, il coraggio, la fratellanza e collaborazione, il sacrificio, l'autocontrollo, che esse richiedono - codeste virtù, diciamo, non possono che sbocciare pienamente su di un "humus" cristiano, postulano un animo non insensibile ai valori genuini del Vangelo, e sono dunque di piena cittadinanza nella Chiesa che, in tutti i secoli, ha goduto di chiamare a sé gli uomini retti, umili, forti, coraggiosi, e di farne i "concittadini dei santi, i familiari della casa di Dio" (Eph. 2, 19).
Lasciate dunque che l'umile Vicario di Cristo vi esprima il Suo sincero incoraggiamento a proseguire nella via, stretta e difficile, che vi siete scelta; essa certamente vi ricompensa largamente di tutti i disagi con le grandi soddisfazioni che vi offre. Noi immaginiamo le difficoltà, a cui andate incontro: sia dal punto di vista scientifico degli studi, per la preparazione, l'acume, la perseveranza, che essi richiedono, e specialmente per la gelosa parsimonia con cui la terra dispensa i segreti, che essa tiene chiusi in sé, nelle misteriose ramificazioni che si scavano sotto la superficie, a profondità talora abissali; ma immaginiamo altresì la gioia esaltante, incontenibile, incomparabile, che deve impossessarsi di voi, quando quelle oscure cavità, esplorate forse per la prima volta, si aprono alla vostra sete di conoscenza e di avventura, si dissuggellano con i loro segreti di natura, con i loro reperti fossili, le loro millenarie concrezioni, con i corsi d'acqua che le solcano, ora rapinosi e letali, ora calmi e solenni nei laghi tenebrosi che formano, offrendo alla luce delle vostre lampade come visioni irreali di sogni. In questi istanti, come certo avrete provato più volte nel vostro spirito, voi trovate la prova irrefutabile, eloquente, solenne della maestà di Dio creatore, e non potrete non essere toccati da un profondo senso religioso, non solo perché, in quegli istanti, sentite tutta al vostra piccolezza e fragilità, esposta al pericolo, ma anche perché le forze segrete della natura portano più vividamente impresse le orme della primigenia potenza di Dio, di cui parlano con voce non offuscata dal rumore e dagli orpelli dell'arido tecnicismo, che spesso predomina nella civiltà delle macchine.
A contatto con la solennità grandiosa degli elementi, voi potete ripetere l'umile confessione di Giobbe: "Come può l'uomo aver ragione con Dio? Se volete discutere con lui, non gli potrebbe rispondere... Egli trasporta i monti, ed essi non si accorgono di chi li rovescia nella sua via. Scuote la terra dal suo posto e le colonne traballano..." (Iob. 9, 2-6).
E un'eco particolare possono trovare in voi le parole divine, che ancora il libro di Giobbe riporta con splendida poesia: "Dov'eri quando io mettevo le basi alla terra? Dimmelo, se hai tanta scienza. Chi ne fissò le misure, se lo sai, o chi distese il regolo sopra di essa? Su che cosa furono poggiate le sue basi o chi ne pose la pietra angolare, mentre gioivano gli astri del mattino e giubilavano tutti i figli di Dio?" (Iob. 38, 4-7).
Noi vi auguriamo che questo senso religioso vi accompagni sempre nelle vostre ricerche, vi sostenga nelle difficoltà, vi aiuti nel contenere le vostre vite su di una costante misura di rettitudine, di generosità, di fedeltà; e mentre vi assicuriamo la Nostra benevolenza, di cuore vi impartiamo la propiziatrice Apostolica Benedizione, che estendiamo ai vostri colleghi di studio e di ricerca, e a tutte le vostre dilette famiglie".
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In questa occasione il Papa ha indicato in San Benedetto da Norcia il protettore degli speleologi.
NOTA:
(1) Si tratta di un errore. Il nome corretto è prof. Hubert Trimmel
L'esortazione è stata pubblicata anche da Giulio Badini su
Rassegna Speleologica Italiana, anno XXI, fascicolo 1-4, 1969, pag. 103-104.
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