PREMESSA



Il discorso legato all' acqua, il bene più prezioso della Terra, è da tempo all'ordine del giorno. Ne hanno parlato o ne discutono un po' tutti, ad ogni livello. Il 2003 è stato dichiarato anche l'anno internazionale dell'acqua; e questo per sollecitare a fondo chi manovra i fili del potere a cercare una pratica soluzione del problema a favore dell'intera comunità internazionale.
Fin qui, purtroppo, i frutti che sono stati prodotti non risultano dei più gratificanti. All'acqua, giustamente, si rivolgono, da sempre, anche i poeti; non soltanto per additarne il fascino e il mistero che sembra nascondere, ma anche per dare un contributo diverso comunque efficace, alla questione.
Ecco, pertanto, l'acqua diventare nei versi dei poeti, che qui vengono proposti, "fonte di vita", "sinfonia rasserenante e pura ", "magia", "musica dolce", "sussurro di pensieri e di emozioni"...
Ogni poesia, ogni immagine, ha il profumo della semplicità e della genuinità. Non c' è alcuna alchimia espressiva. Tutto scorre in maniera lineare, quasi a seguire lo scorrere dell'acqua stessa lungo i ruscelli delle montagne e della pianura.
Si tratta, dunque, di un florilegio che si muove a tu per tu con il cielo, con le nuvole, con il mare, con i laghi, con il ghiaccio, con la neve o, forse sarebbe meglio dire, con le tante sfaccettature di una goccia d'acqua che assume via via una dimensione diversa, una realtà che ha del misterioso e, perché no, del dissetante.
Giustamente è stato scritto dal poeta tedesco Roberto Hamerling che "l'occhio, lo sguardo del profano è soltanto un vetro trasparente mentre l'occhio del poeta è uno specchio che riflette l'immagine".
In effetti, anche dalle poesie selezionate da Gian Paolo Canavese, pur nella loro diversità di stile e nella loro naturalezza, fuoriesce un piccolo-grande mosaico di immagini dai toni più o meno alti, ovvero una sequenza di immagini che vanno oltre il concreto e che riflettono momenti di dialogo con se stessi e con gli altri usando il filtro dell'emozione e catturando a sé "l' onda che torna e parte", "gli occhi azzurri del mare".
Come a voler rimarcare che un poeta, affermato oppure alle prime armi, possiede sempre, od in ogni, caso, una visuale ampia, il piacere di mettersi in discussione, la gioia di poter leggere nei perché della vita quella porzione di infinito che ogni elemento della natura possiede. E l'acqua, non dimentichiamolo o e non a caso, è la fonte stessa della vita.

Fulvio Castellani



Note: Fulvio Castellani è nato nel 1941 in Carnia e risiede ad Enemonzo (Udine).
Giornalista pubblicista, è professore h.c. della Interamerican University Of Humanistic Studies (Florida) e si occupa di poesia. saggistica ed arte. Specializzato in interviste, prefazioni e recensioni, ha collaborato o collabora a quotidiani, settimanali e riviste come "Piccolo", "Messaggero Veneto", "Friuli Sera", "Trieste Oggi", "II Narciso", "Quinta Generazione" "La Ballata", "La Prora", "Vivere", "Accademia", "Le Muse", "II Convivio", "Presenza", "II Saggio" "Pomezia Notizie". Ha al suo attivo molti riconoscimenti di prestigio sia per la poesia che per il giornalismo.
Ha pubblicato libri di poesia, di storia locale, di curiosità, di narrativa ed ha curato monografie d'arte e letterarie, nonché antologie e dizionari d'autori. Recentemente un suo libro di favole ("C'era una volta in montagna"), edito dalla Provincia di Udine, é stato distribuito a tutti gli scolari della Carnia.
E' cavaliere ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.



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Finito di stampare nel mese di GENNAIO 2007

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