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L'ambientazione dei ruderi, così cara al gusto romantico, è risolta in
"Rock Aulularia" senza nessuna concessione al pittoresco. Tra
impalcature, manifesti strappati e segni di bombolette spray, il quadro
che ci si presenta fin dall'inizio è quello di un paesaggio
metropolitano, con i monumenti antichi anneriti dallo smog e
circondati da bandoni metallici. Eppure (Magia del teatro?) sono
sufficienti pochi minuti di spettacolo, l'atmosfera creata dalla musica
e un gioco di luci sapiente, perché le rovine ritrovino la loro antica
bellezza, i tubi innocenti diventino le linee di un disegno astratto e le
lamiere le superfici riflettenti di un caleidoscopio magico. La casa di
"Megadoro" è un antico portale, imponente quanto solitario, unico
elemento ancora in piedi di un grande edificio d'epoca imperiale. Nel
tempio, al centro della scena, sono visibili interventi paleocristiani,
quando i luoghi per il nuovo culto venivano ricavati da templi
pagani. La casa di "Euclione " è invece una casupola di mattoni, forse
una baracchetta abusiva degli anni settanta, forse un ripostiglio per gli
attrezzi. Tra questi ruderi i personaggi della "Aulularia" sembrano
dormire da duemila anni, pronti a svegliarsi ogni volta che la
commedia viene messa in scena; in effetti, nell'intenzione del regista e
dello scenografo, la giusta posizione degli stili architettonici e dei
diversi periodi storici vuole alludere al tempo che separa Plauto da
noi, tempo attraverso il quale la forza teatrale del commediografo
latino sembra passare indenne.
ANDREA BIANCHI
(Scenografo)
Andrea Bianchi, romano, classe 1967, è alla sua terza collaborazione
in qualità di scenografo con Mario Scaccia per il quale ha firmato le
scene di "Il tartufo" di Molière nel 1993 e del "Il galantuomo per
transazione" di Gian Giraud nel 1994. Pittore e scultore oltre che
scenografo ama intervenire direttamente nella realizzazione delle
scenografie.
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