Sommario

LA RISVEGLIA

quadrimestrale di varia umanitÓ

n░3/4 Gennaio - Aprile 2000, Maggio - Agosto 2000

Dove si raccontano le storie del “Mozzo”, di “Saliera”, di “Occe”, di “Trueba”, di “Dino”, del “Romagnolo”, di “Speranza”...

Ernesto Moscatelli

Nasce a Sassofortino il sedici febbraio 1906, il padre si chiama Sabatino, la madre Ermella Boldrini. I suoi due fratelli maggiori, Corrado (1) e Giuseppe sono comunisti, Ernesto fa il muratore e condivide le loro idee politiche. "Egli, nel periodo rosso, nonostante la giovane età, - scriverà la Prefettura di Grosseto l'8 ottobre 1937 al Ministero dell'Interno - manifestava sentimenti comunisti e prendeva parte a tutte le manifestazioni sovversive, ma non si è potuto appurare se fosse o meno iscritto al partito comunista. Trascrivo i connotati personali che si conoscono: statura m.1,65, capelli neri, fronte alta, occhi neri, andatura fiacca, veste da operaio. Non è stato possibile avere copia della di lui fotografia".

Verso la fine del '21, a cinque mesi dalla strage compiuta dai fascisti di Castellani a Roccastrada, Ernesto lascia l'Italia ed emigra in Francia, insieme ai due fratelli. Oltr'Alpe conosce e sposa Catherine Sarogna, una ragazza, che è nata a Parigi il dodici febbraio 1912. Ed è Catherine a venire a Sassofortino il cinque settembre del '37, per incontrare i parenti del marito. La giovane si ferma nella frazione roccastradina fino al ventitré settembre, poi ritorna in Francia, a Argenteuil, dove vive con il marito.
Il ventisette settembre il prefetto di Grosseto, Enrico N. Trotta, si rivolge al Ministero dell'Interno perché gli faccia conoscere, attraverso le autorità consolari, “la condotta che il Moscatelli serba all'estero” e si riserva “di trasmettere i connotati del ripetuto Moscatelli e, possibilmente, copia della di lui fotografia". Il quattordici ottobre è il Ministero a invitare la Prefettura maremmana a fornire il recapito francese del Moscatelli e a sollecitarne l'iscrizione nella Rubrica di frontiera. Dieci giorni più tardi il prefetto Trotta risponde di aver chiesto l'inclusione del profugo nella Rubrica “per i provvedimenti di perquisizione e segnalazione in caso di ritorno nel regno” e, il nove novembre, riferisce che Moscatelli abita ad Argenteuil, in rue Eaubonne (o Aubonne), al n.97, dove però risulta sconosciuto e irreperibile nell'aprile del '38.

Nessuna notizia sulla partecipazione del Moscatelli alla guerra civile spagnola fornisce il suo fascicolo, conservato al Casellario politico centrale, anche se l'improvviso interessamento della Prefettura di Grosseto e del Ministero dell'Interno per l'esule nel 1937 non può essere stato casuale. In ogni modo, secondo l'Associazione italiana dei combattimenti volontari antifascisti di Spagna, il comunista di Sassofortino avrebbe fatto parte delle Brigate internazionali e sarebbe stato iscritto "come tale negli elenchi della Prefettura di Grosseto".
Per altro la stessa Prefettura conferma il trenta giugno 1939 l'iscrizione di Moscatelli nella Rubrica di frontiera “per le misure di perquisizione e segnalazione”, e il cinque aprile del '43 scrive al Ministero dell'Interno, occupandosi di lui per l'ultima volta, di ignorare quale sia il suo recapito all'estero.

Note

1)Corrado Moscatelli nacque a Roccastrada il quattordici ottobre 1895. Operaio, comunista, “espatriò per la Francia nel 1921 con regolare passaporto; durante la permanenza in patria fece parte della sezione comunista di Sassofortino come tutti i membri della sua famiglia, dimostrandosi accanito nelle ideologie sovversive”. Oltr'Alpe si stabilì a Auboué, dove svolse una certa attività politica, che gli costò l'iscrizione nella Rubrica di frontiera nel 1937 per i “provvedimenti di perquisizione sotto l'aspetto doganale e segnalazione in caso di ingresso nel regno”. Tornato in Italia il sedici gennaio 1943, rientrò a Sassofortino e venne sottoposto a vigilanza dalla polizia fascista.

Biografie: Ernesto Neri


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