INTERVISTE
e altro... (2° parte)




STUART ELLIOTT (2)
PRINCE
DONAL LUNNY
PETER REICH
PRINCE
ROY HARPER
ANGRA



STUART ELLIOTT (2)


San Rafael, 28 agosto 1985.



E = Stuart Elliott
L = Lupo Alberto

L - Com’e’ andata con la fine delle registrazioni a Londra?
E - Sono in vacanza praticamente dai primi di agosto. Ma sono stato quasi fermo gia’ ai primi di luglio, meta’ giugno e verso la fine di maggio.
L - Ci confermi quello che ci hai detto sull’album di Kate Bush, ad aprile e maggio?
E - E cioe’?
L - Che forse e’ il piu’ bell’album cui hai mai partecipato.
E - OK. A pari merito con il primo e con "Turn on a Friendly Card" degli Alan Parson.
L - E’ vero che e’ stato utilizzato un suono denunciato dai Pink Floyd?
E - Non ho mai avuto imposizioni (specialmente da Katerine) nel parlare di un album prima della sua uscita, pero’ non chiedermi i titoli delle canzoni. Il suono di "Running Up That Hill" e’ immenso, ma credetemi: siamo solo in quattro a suonare. Io ho ripetuto all’infinito la sequenza con le percussioni oliate. Non ho dovuto ne’ sovraincidere, ne’ prestare armonia di battuta al basso di Palmer, visto che lui e’ agli effetti e io nel levare la sesta faccio il controtempo, aumentando solo in un caso ma ritornando e poi continuando, come a dare il senso dell’infinito. In realta’, il basso e le balalaike sono cosi’ filtrate dentro i "Binson" e nei vocooder sintetizzati che hanno creato loro il suono vero e proprio. Caso mai e’ l’effetto a mano della chitarra di Murphy che fa’ un tipo di controtempo: c’e’ stato molto lavoro agli effetti, avranno registrato come minimo ottanta nastri. Alan e’ diventato quasi matto...
L - E’ vero che le prese di sincopata a Swing sono di David Gilmour?
E - E’ vero. Comunque anche Katerine e il fratello hanno provato a fare quel dannatissimo, meraviglioso, piccolo refrain.
L - Come si e’ sentito Alan Murphy?
E - No! Lui e’ un vero professionista. Quando capiti con artisti come Kate Bush non e’ facile capire cos’e’ quel dato effetto...
L - Cosa c’entra in questa operazione James Guthrie?
E - Sei furbo e informato tu... [ride] James e’ arrivato portato da Gilmour. Lui ha diretto questo campionamento sull’elicottero di... "Another Brick in the Wall" [part 1]. Poi e’ rimasto e ha condotto alla grande la situazione, specialmente quando tutto sembrava perduto in una canzone che parla della terra.
L - La voce di Kate quando chiama dall’aldilà e’ ispirata dalla scomparsa della pattuglia 19 nel triangolo delle Bermude?
E - Si’... Lei diceva che il suono si doveva ‘rovesciare’, passare virtualmente dalla parte opposta. George Martin ha proposto, d’accordo con Brian Tench, di incidere e ripassare all’incontrario il numero delle sovraincisioni. Chiaramente, Martin era stato chiamato proprio per questo, ma capisco solo ora quanto quest’uomo possa davvero essere considerato il quinto Beatles. Incredibile. Comunque, Kate aveva le idee chiare. E’ stata una delle poche volte in cui non dovevo far niente e sono stato negli studi come un semplice spettatore, tanto c’era da imparare vedendo e ascoltando. Incredibile davvero... In quel caso pero’, James e’ stato perfetto. Ha riunito le idee di Kate, tramite le tecniche di George e l’abilita’ di provare effetti insieme a Del.
L - Sono stati esperimenti limitati all’azione scenografica della canzone o e’ una situazione di ulteriore sviluppo?
E - Il taglio sulla seconda facciata e’ diverso, comunque c’e’ un brano esoterico molto potente e piu’ ritmato, in cui la formula del rovesciamento della parola e’ stato sviluppato molto di piu’ ["Waking the Witch", ndt]. In esso si avvallano i kind permission esterni... So cosa stai per chiedermi, ma per quanto riguarda Roger Waters credo che c’entri solo la guerra che ha in atto gia’ da tempo con i Pink Floyd. Non credo gli interessi piu’ di tanto l’operazione Kate Bush 1985.
L - E’ possibile parlare di concept album?
E - Si’, pero’ i concept sono due. Uno molto frammentato, l’altro si snoda come una grande commedia figurata. Per me e’ veramente fenomenale.
L - Sei soddisfatto di come hai suonato?
E - Si’, molto. E devo dire che non ho sovrainciso tanto, il che e’ una buona cosa. Anche se all’inizio io e Paddy abbiamo avuto dei problemi...
L - Con Pearce Dunne e Bill Whelan?
E - Si’, specialmente con il primo che era il diretto collaboratore con lo staff tecnologico, proprio sopra i campionamenti e le sintetizzazioni per reparto ritmo.
L - Ha avuto dei probolemi anche Palmer?
E - Hanno dato molta fiducia a questo ingegnere, e il problema e’ stato non tanto sulla qualita’ ma quanto nel rapposto umano, nella spiegazione. Per il resto e’ stato perfetto. Comunque, c’e’ stato il forte intervento di Kate in persona che ci ha ricordato di essere una squadra, e che rimane piu’ importante il musicista di quanto non sia il tecnico. Ha un carattere questo buon tecnico... ma lei lo ha avuto piu’ di tutti noi. E’ stata anche dura, non l’avevo mai vista cosi’ decisa e cio’ e’ stato un faro particolarmente importante visto che Kate in questo album e’ entrata da tutte le porte e in tutti gli angoli. Noi l’abbiamo seguita, anche quando capivamo molto poco. Ci sono dei pezzi, come quello che dovrebbe chiudere l’ipotetica prima facciata, che ha una partenza cosi’ normale da non lasciare assolutamente presagire dove diavolo va’ a parare.
L - E’ quello del treno?
E - Si’, ma il suono del treno non e’ stato campionato, lo stanzino verde degli effetti sonori con noi non funziona... E’ una ripresa esterna, credo della vecchia stazione di Luton, dove organizzano delle gite turistiche, con questi treni a coke turistici. Se ne e’ occupato Randy Ellis con la supervisione di Norman Mcgene, ma c’era anche Del Palmer. Hanno registrato, poi Kate e un tecnico di nome Paul hanno portato tutto a Windmill Lane, che ha un po’ la specializzazione in queste cose di Abbey. Il master, pero’, e’ stato fatto agli A.I.R. da George Martin, con David Gilmour e anche Nick Mason.
L - E’ vero che all’inizio doveva essere un aereo? Uno Stukas tedesco...
E - Inizialmente, doveva essere una macchina che frena bruscamente, credo pero’ che l’ultima sia la scelta piu’ azzeccata.
L - Questo pezzo si chiama "Cloudbusting"?
E - Si’!
L - Come fa Kate Bush a fare tutte queste cose?
E - E’ una donna che in studio riesce a identificarsi completamente con i mondi interiori che descrive. E’ molto capace e curiosa, ma credo soprattutto che abbia imparato ad avere la pazienza di aspettare il momento fertile o di toccare il momento sensibilmente giusto... E poi e’ bella! E ha sempre le idee molto chiare.


 

 

PRINCE


I RETROSCENA DI "WHY SHOULD I LOVE YOU?"

L'articolo che segue é stato scritto da un fan di Kate che ha avuto la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Il 'posto' sono gli studi di Plasley Park, il quartier generale di Prince; il 'momento' quello in cui Prince e Kate si sono scambiati i nastri per la realizzazione di "Why Should I Love You" ("The Red Shoes").
Ecco il resoconto di quanto é avvenuto dietro le quinte.
Michael Koppelman (tratto dal newsgroup rec.music.gaffa Vol 11, #252; 4/10/'95)

"Per anni ho chiesto insistentemente a Kate Bush di lasciarmi registrare o mixare qualcosa di suo (é questo il mio lavoro).
Il mio desiderio si é avverato quando lavoravo per Prince ed ho lavorato su "Why Should I Love you", ma ho odiato ciò che lui ha fatto a quel brano, al punto che mi son sentito distrutto.
Ero a casa quando squillò il telefono. In quei giorni non rispondevo sempre al telefono perché ero sommerso dal lavoro, così lasciai fare alla mia segreteria telefonica e sentii Julie, di Plasley Park , che mi diceva: "Mike, ho Kate Bush al telefono che vorrebbe sapere in quale formato dovrebbero spedire il materiale, ed io ho pensato che sarebbe meglio se parlasse con te." Poiché sono un fan di Kate dichiarato, fanatico, alzai la cornetta e risposi a Julie.
Lei disse: "Kate, ho l'ingegnere di Prince Michael Koppelman al telefono e lui puo' rispondere alle tue domande."
Nel frattempo la mia segreteria telefonica continuava a registrare tutto, ed emetteva dei suoni lancinanti. Dissi alla mia ragazza di spegnerla ma proprio in quel momento Kate parlò e mi disse: "Pronto, Michael?" (se potessi trovarlo, oggi avrei un nastro con la registrazione di Kate che mi saluta...).
La conversazione si limitò esclusivamente a lei che chiedeva se potevano spedire nastri da 24 tracce e dischetti per computer di tipo SSL. Le chiesi se stava per venire a Minneapolis, e lei mi rispose: "Non credo di essere desiderata laggiù, proprio ora..." Poi ci salutammo.
É divertente, perché Prince sapeva che io ero un grande fan di Kate Bush. Lo é anche lui, ma non come me. La prima volta che gli domandai se gli piaceva KB lui mi rispose: "é la mia donna preferita."
Gli ho anche preparato una cassetta di tutte le B-side dei singoli di KB.
Quando uscì "The Sensual World" lui mandò qualcuno a comprarlo e lo ascoltammo insieme nello studio di registrazione. Non ci capì molto, ma io sapevo che non sempre uno puo' giudicare subito un album di Kate Bush.
(Da allora) "The Sensual World" é cresciuto dentro di me, ma non lo considero il suo miglior lavoro. "This Woman's Work" é un capolavoro, e da sola vale l'intero album. Ma sto divagando.
Prince é una persona strana, e un paio di episodi ve lo proveranno. Potrei suonare il mio corno qui, ma Prince ha una personalità strana. Penso che uno dei motivi che lo hanno portato a collaborare con Kate sia che io l'adoro, e che lui sapeva che mi avrebbe colpito molto vedere che poteva alzare la cornetta e chiamarla, e lavorare con la sua musica.
Ad ogni modo, ricollegandomi a quanto scritto sopra, un giorno l'assistente di Prince, Teresa, mi ha detto al telefono che Kate Bush aveva chiamato. Anche Teresa sapeva che io sono un suo grande fan.
Allora, quel giorno Prince mi domandò: "Sai con chi ho parlato oggi?", ed io come uno stupido incapace di tenere la bocca chiusa, gli dissi: "Kate Bush?". Prince si mostrò un po' seccato e chiese: "Come lo sai?"
Gli risposi che me lo aveva detto Teresa, e lui disse: "Humm... dovrei ridurle lo stipendio per questo".
A quel punto sapevo di aver combinato un casino e cercai di dirgli che no, é solo che lei sapeva che io sono un grande fan.
Una nota a parte: dissi a Teresa che Prince era un po' seccato per questa cosa, e lei si scusò con lui. Teresa é una donna imperturbabile.
Prince mi disse che lui e Kate avrebbero lavorato insieme su un brano. Mi disse anche che mentre parlavano al telefono, le aveva confidato che il suo ingegnere del suono avrebbe preferito lavorare con lei piuttosto che con lui! Ad ogni modo, i nastri arrivarono e li misi su facendo un primo missaggio.
Ne ho ancora una cassetta. (La versione originale di Kate)e' un milione di volte meglio della debole versione disco preparata da Prince. Naturalmente, non c'era alcun accenno ballabile prima che Prince ci mettesse le mani sopra.
Prince arrivò e l'ascoltò, e la brutalità ebbe inizio. Per prima cosa campionammo la batteria e la sincronizzammo col mio Powerbook, così potemmo avere una versione MIDI.
A quel punto, essenzialmente creammo una nuova canzone basata su un nuovo pezzo di nastro e allora tornarono su di essa tutte le precedenti tracce di Kate. Così potemmo avviare il sequencer e aggiungere le tastiere che Prince vi aveva messo (aveva messo un'accozzaglia di tastiere, chitarre, bassi ecc.). E poi é passato a registrare i cori.
Quando Prince fa i cori, siede davanti alla console con un microfono appeso su di essa, e fa le sue cose. É per questo motivo che manda fuori dalla stanza tutti quanti.
Gli sono servite alcune ore, poi mi ha chiamato e mi ha suonato gli spessi cori multistrato che aveva registrato.
Ora, come tutti sappiamo, il brano in questione racchiude il verso: "Of all the people in the world why should I love you". Quando Prince mi fece ascoltare ciò che aveva preparato, cantava: "All of the people in the world", anziché "Of all".
Gli chiesi: "Ma non era OF all the people in the world?". E lui, nel suo modo arrogante, mi rispose: "No, io e Kate ne abbiamo parlato", lasciandomi intendere che aveva parlato con Kate sulla possibilità di quello scambio di parole.
Il giorno dopo, ero nella mia stanza d'albergo che aspettavo la telefonata per andare in studio, quando l'assistente ingegnere, Sylvia Massy, mi chiamò e mi disse che Prince era in studio e stava registrando le parti vocali. Io ne rimasi sorpreso, ero chiamato sempre prima che Prince entrasse nello studio. Quando arrivai, stava cambiando tutte le parti in cui aveva cantato "Of all" e le stava campionando lui, cosa che normalmente non fa mai da sé.
La mia interpretazione dei fatti? Ha commesso un errore, come tutti gli esseri umani, ma non ha avuto il fegato di ammetterlo. É strano.
Ad un certo punto mi affacciai alla porta e gli domandai se avesse bisogno d'aiuto, e andammo avanti così per il resto del giorno. Ebbe da me un primo mix , e quando lui lo approvò, lo spedimmo a Kate.
Pochi giorni dopo, ricevetti una telefonata da Teresa che mi disse: "Kate Bush ha ordinato di distruggere tutte le copie di quel mix".
Io le chiesi: "Non le é piaciuto o cosa?" (il mio cuore esultò, perché odiavo ciò che Prince aveva fatto al pezzo originale). Mi rispose: "Non so, ha solo detto di distruggerli" .
Più tardi, Prince mi disse che a Kate era piaciuto quello che avevamo realizzato. Che 'suonava' molto americano. A quel punto, non ero più certo se lei avrebbe usato quella versione.
Rispedimmo indietro i nastri e lei cercò di trovare la differenza tra ciò che lui le spedì e quello che c'é sul disco
Kate, se leggi queste parole, fai emergere da qualche parte la versione originale di "Why Should I Love You"! E lasciami fare un remix di "Not This Time".

N.B.: Quanto scritto é la mia percezione dei fatti. Mi trovavo là e questo é ciò che penso di quella storia. Non era mia intenzione invadere la privacy di alcuno né di firmare una liberatoria con tutte le parti menzionate.
Voglio anche aggiungere che ho davvero apprezzato lavorare per Prince, ma é un uomo che tratta le persone come se pensasse di essere 'meglio' degli altri, come se lui fosse un membro della famiglia reale o qualcosa del genere, e ciò rende difficile pensare al periodo in cui ho lavorato con lui in modo affettuoso. "

(Michael Koppelman)


 

 

DONAL LUNNY


Hot Press, 29/5/'96.

Per Lunny era cruciale per la realizzazione dell’intero progetto che Kate Bush acconsentisse a parteciparvi.
"Kate, tramite Bill Whelan, aveva assemblato un gruppo di musicisti irlandesi per suonare su diversi suoi album," asserisce.
"So che Bill ha sviluppato un’amicizia vicina con lei, il che è più di quanto io sia riuscito o abbia avuto l’opportunità di fare. Ma Kate ed io avevamo fatto un paio di piacevoli chiacchierate telefoniche dal nostro ultimo lavoro insieme.
Quando le ho telefonato per parlare di questo, il suo interesse è stato immediato. E’ stato molto gratificante. Era stata lontana da ogni tipo di lavoro per un anno e questo progetto era esploso nel bel mezzo di quella pausa. Si è prestata a molte settimane di lavoro accettando, forse più di quante ne aveva previste.
Sapevo che sarebbe stata all’altezza e che non si sarebbe arresa fino a che il risultato non fosse stato come doveva. E’ una gioia lavorarci insieme.
Con gli altri è eccezionalmente rispettosa e premurosa. A ciò aggiungi l’impegno che mette in ogni cosa che fa’ e il fatto che non fa’ mai nulla se non è certa di poter donare il meglio di sè stessa. Tanto di cappello. E’ una donna meravigliosa."

Il contributo di Ms Bush - una fiera interpretazione di "Mná Na h-Eireann" in irlandese, probabilmente si rivelerà il brano più controverso di "Common Ground".
"Era molto entusiasta all’idea di cantare in irlandese in un modo che gli ascoltatori irlandesi potevano comprendere," spiega Lunny. "E di trasmettere il significato della canzone attraverso il suono delle parole. Io l’ho aiutata quanto più ho potuto. Aveva la registrazione della versione do Sean O SE’ come punto di riferimento.
Ha cercato di mantenersi fedele alla pronuncia il più possibile. Il suo approccio è stato tipicamente curato e attento. Non si è risparmiata neanche un po’.
Naturalmente ci sarà chi dirà, ‘Oh, sapevi che non poteva parlare l’irlandese di punto in bianco’. Tu non lo sapresti fare! Difenderei i suoi sforzo non fosse altro che per la sincerità del suo approccio. Non ha importanza di quanto il risultato sia perfetto, lei non è irlandese. Questo fatto a qualcuno potrebbe bruciare."


 

 

PETER REICH


Kate: " ‘Cloudbusting’ è stata ispirata da un libro intitolato "A Book of Dreams" ["Un Libro di Sogni", ndr], scritto da Peter Reich. Lo comprai nove anni fa, quando ancora frequentavo il "Dencer Center" di Londra ed ero solita andare a dare un’occhiata da "Watkins", una libreria specializzata in testi sull’occulto. Mi è capitato sotto gli occhi, così l’ho preso dallo scaffale.
Prima di allora non mi era mai successo di acquistare un libro senza conoscerne il contenuto. E’ un libro bellissimo, rivela un incredibile senso d’intimità e di magia.
Il padre, Wilhelm Reich , è un rispettato psicanalista, ed aveva costruito una macchina che, stando a quanto dice suo figlio Peter, era in grado di far piovere. Uscivano all’aperto insieme, puntavano la macchina al cielo e facevano cadere la pioggia.
E’ un libro molto triste, perché è scritto attraverso gli occhi di un bambino che racconta della sua vita accanto al padre che significa tutto per lui, ma ovviamente a scriverlo è stato un adulto colmo di malinconia.
Penso abbia vissuto dei grossi problemi per superare la dipartita di suo padre (venne arrestato dall’F.D.A. ed imprigionato, morendo poco tempo dopo).
Il senso di perdita provato dal figlio deve essere stato tremendo.
Io non avevo mai sentito parlare di Wilhelm Reich prima, ma mi ha colpito questa immagine del padre del ragazzo portato via e imprigionato dal governo solo perché aveva costruito una macchina per far piovere...
Il libro sfortunatamente è fuori catalogo, per cui suggerirei a tutti di scrivere agli editori e richiedere che venga ristampato immediatamente!"


(estratti da: "Zig Zag", "Convention" - "Musician", ‘85)


Il consiglio di Kate ha sortito gli effetti sperati: nell’89, dopo ben 16 anni, "A Book of Dream" è stato ristampato negli U.S.A. e in Canada, e a testimonianza del grande peso che ha avuto in questa decisione il successo di "Cloudbusting" e l’interesse che ha suscitato attorno al titolo di Reich, gli editori hanno utilizzato la stessa foto del singolo per la copertina del libro.
Kate: "Un giorno telefonai a Reich e successivamente gli spedii una registrazione del brano. Pensai che sarebbe stato davvero indelicato non farlo prima dell’uscita dell’album. Gli piacque, cosa che mi rese felice perché ero davvero preoccupata per il suo giudizio. Non so cosa avrei fatto se non gli fosse piaciuto." ("Zig Zag", 11/’85)

Berlino, 28/9/'96.

In estate è iniziato il festival della Friedensuniversität, dove 200 personalità da tutto il mondo (tra cui il Dalai Lama e Patti Smith) sono intervenute per parlare di buddismo, Wilhelm Reich, bioritmi, terapia cranio-sacrale, yoga, "rebirthig", guarigione dei cinque elementi, etc etc ...
Il 28 settembre, Peter Reich e sua madre Ilse Ollendorff (la seconda moglie di Wilhelm Reich) sono venuti per tenere una conferenza sul famoso scienziato, in una sala dell’Ufo Fabrik. Un folto pubblico è accorso all’evento, ma io sono riuscito a sedermi in seconda fila, esattamente dietro i parenti illustri, ed ho potuto sentire tutte le loro conversazioni private. Ciò che mi ha spinto ad assistere alla serata è stato il presentimento che "something good was going to happen", e chi di voi ha avuto l’onore di incontrare l’originale Peter Reich interpretato magistralmente dalla Nostra in "Cloudbusting"? Quando la gente prendeva posto l’ho sentito dire a uno degli organizzatori: "Voglio che il video di Kate Bush venga proiettato all’inizio, come introduzione...".
Mamma Ilse, una signora molto dolce, sfortunatamente per me, parla tedesco ed ho capito parzialmente il suo discorso d’apertura. Peter Reich, invece, parla solo inglese ed ha iniziato a raccontare le sue memorie di figlio con queste parole: "Un giorno, Kate Bush mi telefonò inaspettatamente, dicendomi che aveva fatto un video su me e mio padre... Quando vidi il filmato, rimasi sbalordito da come era riuscita a catturare perfettamente l’atmosfera di Orgonon, e la terribile giornata in cui arrivarono gli agenti dell’F.D.A. ..."
Si spengono le luci, il tecnico aziona il video proiettore e ... non funziona!!! Il pubblico ha incominciato a dare consigli, ma niente da fare: sullo schermo non appariva assolutamente nulla, ma si sentiva la splendida voce di Kate cantare...
Peter Reich, a malincuore, ha iniziato a proiettare le diapositive dicendo: "E’ un vero peccato che non abbiamo visto il video perché vi avrebbe aiutato a capire...".
La prima immagine era la copertina del singolo "Cloudbusting". "Questa è Kate Bush sul suo cloudbuster. Non è incredibile come la fantasia si sia così avvicinata alla realtà? Guardate queste immagini dei veri cloudbuster costruiti da mio padre..." .
E, in effetti, la somiglianza fra la "Bush-machine" e i vari acchiappanuvole di Reich è notevole. Successivamente ha mostrato le diapositive delle colline di Orgonon: "...Come quelle del video che "abbiamo visto", dice ironicamente Reich.
Dopo la pausa, il tecnico è riuscito a riparare il videoproiettore. Reich, tutto contento, ha iniziato la seconda parte dell’incontro dicendo: "Ora potrete vedere ciò che realmente accadde quell’orribile giorno in cui gli agenti dell’F.D.A. arrestarono mio padre..." . Durante la proiezione, ogni tanto guardavo Mr Reich che stava nell’angolo buio della sala, accanto a me: era totalmente coinvolto dalle immagini, si toccava nervosamente i baffi e alla fine sembrava commosso: "Non è fantastico come una cantante inglese abbia potuto ricreare tutto ciò, lontano mille miglia da Orgonon?".
Successivamente ha fatto leggere il brano che ha ispirato la Nostra dal libro "A Book Of Dream" che in tedesco si intitola "Der Traumvater" che significa "Il Padre dei Sogni" (o "Il Padre Sognatore", la traduzione è ambigua).
Durante la serata non si è parlato veramente del lavoro dello scienziato, ma soprattutto della sua figura di uomo, del suo emblematico personaggio sospeso fra realtà e fantasia: "La vita di mio padre è stata come un film di fantascienza degli anni ‘50. Quando arrivò ad Orgonon la gente pensò che fosse Frankenstein. Lui, invece, voleva solo essere un eroe come Gary Cooper e, in effetti, le donne guardavano a lui come gli uomini guardano alle donne! Era un uomo molto sexy! Però, non fu un padre perfetto e devo ammettere che il mio vero padre fu Tom.
Sentii molto la mancanza delle sue mani, nonostante a volte giocasse con me... Non alla maniera americana, ma piuttosto come farebbe un padre europeo. Io desideravo tanto giocare a baseball!
Quando lo arrestarono si avvicinò alla religione, nonostante egli non fosse credente... Mi ricordo di lui con le mani giunte in preghiera nella cella, prima che morisse. Non ho mai capito il perché...
Ciò che rimane di Orgonon è un triste museo, che è solo un’attrazione turistica vicino alle barche a noleggio. Triste, come lo è lo storia di mio padre."

Ma il lavoro di Reich continua ad affascinare migliaia di persone ed a conferma di cio' in Germania quest'anno è stato organizzato un seminario di 18 incontri per gli studiosi delle sue teorie.

[Resoconto della serata di Edoardo Seianis]


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