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"Amato lancia il partito della sinistra riformista"
di Roberto Zuccolini
Ma sarà solo il primo passo verso il partito unico del centro sinistra. Tappa intermedia: un super-gruppo parlamentare federato con il nuovo soggetto politico e la Margherita. Amato punta sui giovani, identificati come i «trentenni». E precisa che si tratterà di un’iniziativa «dal basso». A partire cioè dal primo comitato già costituito ad Osa (vicino a Grosseto) da cui parla, fino ad altri comitati che nasceranno nel Paese. Perché la Cosa 2 era affetta da «eccessivo verticismo». Ma dopo la sconfitta elettorale i tempi si fanno stretti. E il centro sinistra, senza più governo, dovrà cercare visibilità in Parlamento con un super-gruppo federato tra la Margherita e la sinistra, guidato dal leader dell’Ulivo Francesco Rutelli. Identico gruppo al Senato, con molta probabilità condotto dallo stesso Amato, anche se il premier non ne parla.
Da Gallipoli, all’unisono, interviene Massimo D’Alema: «Accanto alla Margherita c'è bisogno di una grande forza della sinistra che vada oltre ai Ds». Vale a dire che raccolga anche ambientalisti e socialisti. E, fatto significativo, anche D’Alema come Amato fa riferimento al socialismo europeo e alla necessità di coinvolgere i giovani. Ma non solo. Accanto a questo discorso il presidente della Quercia ne fa un altro diretto a Fausto Bertinotti: «Con il segretario del Prc, che è un leader della sinistra, bisognerà discutere e cercare una risposta proiettata verso il futuro».
Di fronte al progetto Amato-D’Alema cominciano ad arrivare le prime reazioni. E non sono tutte entusiaste. Il segretario emiliano della Quercia, Mauro Zani, storce il naso di fronte al passo di carica che il premier vorrebbe imporre: «Questa volta prima di prendere una decisione è necessario fermarsi a riflettere. Ogni partito deve farlo. Lo faremo anche noi diessini». Diversa l’opinione di Antonello Falomi, della corrente ulivista della Quercia: «Non lasciamo cadere la proposta di un super-gruppo parlamentare: nel ’96 fu un grave errore non farlo». Anche il portavoce dei Verdi Grazia Francescato è molto positiva sul supergruppo, ma molto meno sulla prospettiva di un partito unico del centro sinistra: «Noi su questo tema abbiamo avuto sempre dei dubbi: c’è il problema di conservare la nostra identità».
E nella Margherita Clemente Mastella è il più esplicito: «Sul gruppo parlamentare si può anche discutere. Ma giungere fino al partito unico dell’Ulivo non avrebbe alcun senso politico».
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