Press Cuttings





Corriere della Sera

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  • "Amato, il pasticcio dell'intelligenza"
di Francesco Merlo
Sabato, 6 maggio 2000


«...Giuliano Amato incarna, fosse pure suo malgrado, l'antico nodo del craxismo, vale a dire la liberazione della sinistra italiana dalla sua visione teleologica, la sconfitta dell'antropologia togliattiana, l'archiviazione del postcomunismo. »

« Probabilmente, tra i politici italiani viventi, Amato divide, con Andreotti, il destino di diventare egli stesso un soprannome. Forse, un giorno, di qualcuno dall'aria saccente e dunque troppo intelligente, si dirà: «E' un Amato, vuol fare l'Amato, è un Amato minore». »

«... quando i suoi figli erano piccoli il professore socialista, seguace di Lelio Basso, riscriveva per loro le favole aggiungendovi un finale progressista. Così Cenerentola creava il sindacato delle Cenerentole e Biancaneve con il suo principe si dedicava alla caccia delle streghe avvelenatrici. Alla fine il modello era quello dell'intelligenza come valore più alto. »




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  • La stanza di MONTANELLI
di Indro Montanelli
Giovedì, 28 settembre 2000


«(...) Amato è uno dei pochissimi (una mezza dozzina in tutto) politici italiani che sanno cos’è lo Stato, e la cui parola ha un peso negli ambiti internazionali.

Quanto alla decisione di Amato di ritirarsi dalla gara con Rutelli per la premiership della coalizione (si fa sempre per dire) di centrosinistra alle prossime elezioni, confesso di sentirmi combattuto fra due opposti sentimenti: uno di costernazione per il ritiro dall’agone dell’uomo migliore (e migliore in entrambi i sensi: quello politico e quello morale) che la suddetta coalizione abbia nei suoi ranghi; e uno di ammirazione per il disinteresse, la cavalleria e l’eleganza (sissignori, anche l’eleganza) con cui ha compiuto il suo gesto di rinunzia.»

«Amato, in vista delle imminenti elezioni, si è ritirato per non dividere ulteriormente, sulla questione della premiership, il campo già abbastanza frammentato e litigioso del centrosinistra. Se ciò basterà a ricompattarlo, e se Rutelli si dimostrerà all’altezza del compito, non lo so. Ma il gesto è stato, oltre che da capo responsabile, anche da gran signore. E l’apparizione di un signore, in una politica come quella italiana, è davvero una stupefacente novità.»




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  • La sinistra scossa in cerca d'autore
di Alberto Ronchey
Mercoledì, 18 settembre 2002


«Alcuni lo accusano d’essere un recidivo e inguaribile moderato, come se il senso della misura o modus possa considerarsi un difetto e addirittura un vizio. «La moderazione è un’arma terribile che gli uomini non conoscono abbastanza, altrimenti se ne varrebbero più spesso», avvertiva invece Francesco De Sanctis.

Certo Amato non è di quelli che fanno proprio il motto giacobino «ci si butta e poi si vede». Meglio sapere anzitutto che fare, come, quando. Moderata per davvero e non per finta è poi la maggioranza degli elettori, che lo schieramento di centrosinistra non dovrebbe proprio trascurare nell’esporre le sue ragioni.

Altri hanno in scarsa simpatia Giuliano Amato perché non è abbastanza giovane, nato nel 1938, o perché si direbbe più a suo agio nel parlare da una cattedra universitaria che da un palco a Piazza San Giovanni. Ma la politica seria non è affidabile alle ubbie generazionali, né alle voci tuonanti.

Altri ancora, da tempo, lo accusano d’essere un «dottor sottile», intendendo uno spirito causidico e capzioso. Eppure doctor subtilis fu detto di Duns Scoto, non per argomentazioni artificiose o tortuose, ma per l’acutezza dell’ingegno. Se di sottigliezza si tratta, nel caso in questione, è solo del genere che sgroviglia i ragionamenti aggrovigliati. »

«Certo il possibile interlocutore dell’opinione critica, sulla lunghezza d’onda media, non assomiglia a un agitatore o a un tribuno. Sarà, come dicono, poco telegenico. Pazienza, fra tanti narcisisti che affollano il video alla ricerca di un carisma truccato. Non avrà una vistosa prestanza fisica, ma neanche Silvio Berlusconi è di taglia rupestre. Può apparire puntiglioso, ma è anche fantasioso. Nell’ultimo decennio ha guidato due governi. Cominciò giusto dieci anni fa, d’intesa con Ciampi, quel risanamento finanziario che nel «settembre nero» 1992 partì dalla manovra per 90 mila miliardi. Allora, «l’Italia evitò una crisi argentina». »





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Il Sole 24 Ore

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  • "Amato, un'intervista di rilancio"

Sabato, 9 settembre 2000


« Ha fatto bene Giuliano Amato, presidente del Consiglio, a cercare, in una lunga intervista dopo tanto silenzio, di riaprire la questione del ruolo e dei «meriti» di Bettino Craxi nella sinistra italiana? Difficile rispondere con un sì o con un no. Di certo parlarne alla vigilia della scelta del candidato a premier da parte del Centro-sinistra comporta significativi rischi politici per chi di quella corsa è comunque un protagonista.»

« (...) appare chiaro che Amato, più che all'attuale sfida per la candidatura, guarda al ruolo che potrà in futuro giocare nella riorganizzazione della sinistra italiana.
(...) Si intravede così nell'intervista di Amato un programma politico futuro: che sia o meno il candidato a premier del Centro-sinistra, colui che è stato il più vicino a Craxi nella modernizzazione del Psi, ha intenzione di giocare in prima persona un ruolo importante nel dare più solidità alla collocazione riformista della sinistra italiana. Per farlo però Amato sa bene che non basta un'intervista, sia pure di ampio respiro, in periodo, tutto sommato, preelettorale.»





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la Repubblica

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  • "Se il Dottor Sottile impugna il bastone"
di Eugenio Scalfari
30 aprile 2000


« Una sintesi su quanto è accaduto in questi giorni dentro e fuori dal Parlamento sarebbe oggi inutilmente ripetitiva, l'hanno già fatta in tanti, il quadro è chiaro: il centrosinistra, sonoramente battuto il 16 aprile, ha avuto un soprassalto di sopravvivenza ed ha serrato le file scegliendo la sola persona adatta ad accollarsi un così pesante fardello. Una persona -- va detto -- che non è nata ieri ed ha una lunga e complessa biografia intellettuale, tecnica, politica. Ci sono ombre e luci in quella biografia e nessuno le conosce meglio di me che l'ho più volte contraddetto quando mi sembrò che le ombre prevalessero e cordialmente appoggiato quando mi parve che operasse positivamente per il bene del paese. Aggiungo che dal '92 in poi si è manifestato l'Amato migliore, come presidente del Consiglio, presidente dell'Antitrust, ministro del Tesoro. Ora è tornato a Palazzo Chigi. Ho fiducia in lui, spero di non essere smentito dai fatti. Ma non tutto dipende da lui. Molto dipende dai partiti che lo appoggiano sia pure in stato di necessità. Moltissimo dipende dalla pubblica opinione, dalla sua capacità di controllo, di spinta, di indirizzo.»

« Quindici anni fa lo battezzai "dottor Sottile" nello stesso periodo in cui inventai per Craxi il soprannome di "Ghino di Tacco", forse sono le uniche due trovate della mia carriera. Ma oggi gli auguro d'esser poco sottile e molto risoluto. Parlamentarmente è debolissimo. Sappia (ma lo sa benissimo) che questa debolezza è la sua forza perché se se ne va la legislatura è irrimediabilmente finita. Perciò governi senza fare il calcolo dei voti, pensi solo all'interesse dei cittadini.»



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L'Espresso

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  • "Amato vede un'alba radiosa"

13.04.2000


« Si sta facendo inarrestabile la conversione di Giuliano Amato. Dopo aver calcato le orme di Giovanni Paolo II, chiedendo perdono «per i laici» sulla rivista "Aspenia", il ministro del Tesoro adesso teorizza che soltanto l'etica morale cattolica può essere argine ai disastri e agli eccessi del liberismo. La rivelazione è avvenuta mercoledì 29 marzo all'ambasciata italiana presso la Santa Sede, durante la presentazione di un periodico. Quando ha preso la parola il ministro ha stupito tutti: "Di fronte allo sfruttamento, alla ricerca fine a se stessa del proprio arricchimento personale c'è un solo argine, la coscienza. Perché è la coscienza la vera fonte del limite. E la religione è la forza essenziale per veicolare i principi morali". Di più, in crescendo, riferendosi all'ultimo giorno di Giovanni Paolo II in Terra Santa: "Vedo un'alba radiosa, qualcosa che può porre fine alle violenze e concorrere a rendere migliore il mondo. La mano tremante che infila il biglietto con la scritta "perdono" nel Muro del pianto, è grandissima storia. È, appunto, un'alba radiosa".»



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La Stampa

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  • "Amato: all'Europa non serve un sovrano "
di Barbara Spinelli
13 luglio 2000


« E' politico di grande finezza, abituato alle dispute intellettuali, al pensiero intenso: chiunque trascorra con lui un tempo non dominato dalla fretta ha modo di constatarlo. E' il motivo per cui vien chiamato dottor Sottile.»

« Non so se chiamare pragmatismo o realismo la sua scelta: in questa conversazione, il Presidente fa capire che i progetti possono essere arditi, ma che per superare gli ostacoli in politica occorre nasconderli, dissimularli. Bisogna agire «come se», in Europa: come se si volessero poche cose, per ottenerne molte. Come se gli Stati restassero sovrani, per convincerli a non esserlo più. La Commissione di Bruxelles, ad esempio, deve agire come se fosse un organo tecnico, per poter operare alla stregua di un governo. E così via, dissimulando e sottacendo.»



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Panorama

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  • "Caro Giuliano, adesso ti tocca scegliere"
di Franco Debenedetti
21 settembre 2000
« C'è un nodo che non è stato risolto neppure dal
colloquio con Francesco Merlo sul Corriere della sera e dalla lunga intervista su Craxi a Giancarlo Bosetti per Reset.

(...) Se Amato rivendica, dopo un così lungo silenzio, la propria continuità con il socialismo riformista, su Amato finisce per scaricarsi la conseguenza del nodo irrisolto tra quel socialismo e il maggiore partito della sinistra. Chi rivendica il riformismo che rapporto può e deve avere oggi con il maggior partito della sinistra, un partito in cui, a detta dei suoi autorevoli rappresentanti, la battaglia per spostarlo nettamente sulle posizioni riformiste è ancora incompiuta? La continuità riformista è stata interpretata in modi diversi dalla diaspora socialista: alcuni, come Luciano Cafagna, da sempre molto vicino ad Amato, hanno preso la tessera ds, altri sono nello Sdi, altri sono nel centrodestra. Amato non ha fatto alcuna di queste scelte, sta solidamente nel centrosinistra ma a titolo individuale... .

(...) La continuità con il socialismo riformista avrebbe richiesto una scelta che Amato finora non ha voluto fare. Lasciare invece che ognuno faccia i propri conti con il proprio passato non rende compiuta la definitiva occidentalizzazione della sinistra.»



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  • "Tra Di Pietro e Rutelli, io scelgo Amato"
Intervista a Giovanna Melandri, di Stella Pende
31 agosto 2000


« Pende: Di Pietro e altri combattono soprattutto Amato, che come ex socialista non potrebbe salvare l'Italia. Bisognerà, in mancanza di veri leader, ricorrere, come dice Di Pietro, a una lista civica?

Melandri: Diciamolo una volta per tutte: l'Italia non ha bisogno di salvatori della patria ma di un leader serio e credibile. Amato sarà stato socialista come qualcun altro è stato democristiano o comunista, ma è una persona seria e competente. E lo dice un suo ministro che lo ha visto lavorare finalmente bene e rapidamente. Inutile dire che pochi come lui possiedono all'estero credibilità e stima.»



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Avvenire

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  • "Amato/Dopo Parigi disse: i giovani dal Papa, un nuovo '68 "
di Gianni Santamaria
15 agosto 2000


« È un dialogo costruttivo che viene da lontano, quello di Giuliano Amato con la Chiesa. E nel 1997 l'allora presidente dell'Antitrust era partito per un j'accuse simile a quello di oggi verso il dogmatismo laico, dalle speranze dei giovani della Giornata mondiale di Parigi. Leggendole positivamente, al contrario di molti altri osservatori. In un'intervista al settimanale "Il Mondo" (6/9/97), si era detto d'accordo con Adriano Sofri nel definire le giornate di Parigi – città simbolo della laicità post-rivoluzionaria e del maggio studentesco – un avvenimento paragonabile al Sessantotto. "Nel senso che i giovani non si possono coinvolgere in base a calcoli puramente razionali ma si possono aggregare su questioni gigantesche, come le prospettive di vita". Sulle speranze. Ma, notava, "almeno da noi , in Europa, la politica è incapace di speranza". Soprattutto dopo il venir meno del comunismo e conseguentemente della lotta contro di esso. "Non scopro niente di nuovo se rispondo che è un bisogno di valori, soprattutto di valori che vincano la solitudine". Insomma il dibattito laici/cattolici non è riducibile a un semplice "sì o no" al mercato. Citando l'"Economist" Amato anticipava le parole di domenica sull'individualismo: "Quando il senso di appartenenza a qualcosa di comune scompare, la gente tende a diventare più egoista e violenta". E anche sulle sue affermazioni "eretiche" riguardo all'aborto ricordava: "Venni accusato da alcuni filosofi laici di avere come riferimenti bibliografici le encicliche pontificie e null'altro. Io poi esibii una nutrita bibliografia laica. Ma al di là dell'esempio, questo dimostra che c'è stato un arretramento laico sul terreno dei valori". »



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CNN Italia

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  • "La "vie en rose" di Amato: presentato il nuovo Dpef"

24 giugno 2000


« Dopo i dati sulla ripresa dell'economia, nuove previsioni positive prefigurano il futuro dell'Italia. Il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) illustrato sabato mattina da Giuliano Amato a sindacati e Confindustria, infatti, riflette l'ottimismo del governo per il prossimo triennio.

"E' cominciata una nuova fase, dopo dieci anni di manovre e contromanovre". La frase del presidente del Consiglio, riferita dalle organizzazioni sindacali, sintetizza i dati contenuti nel Dpef, il testo che ogni estate determina i parametri di riferimento per la politica economica del triennio successivo e fissa i paletti della successiva legge finanziaria. Lo stesso Amato, peraltro, ha assicurato che quest'anno, per la prima volta da moltissimo tempo, la legge finanziaria non sarà accompagnata da alcuna manovra correttiva.

Secondo Amato, che pure sottolinea come le stime riflettano una certa prudenza, la crescita del Prodotto interno lordo sarà costante: 2,8 per cento nell'anno in corso, 2,9 nel 2001 e 3,1 nel 2002.
Analogamente, dovrebbe scendere, fino ad azzerarsi, il rapporto tra deficit e Pil: 1,5 per cento nel 2000, 1 per cento nel 2001 e zero nel 2002.

Inizialmente meno rosee, ma pur sempre improntate a un notevole ottimismo, le previsioni sull'inflazione, che dovrebbe attestarsi al 2,3 per cento quest'anno (soprattutto a causa del rincaro del petrolio), per poi ridiscendere all'1,7 nel 2001 e all'1,2 nel 2002.

Infine, l'occupazione: secondo Amato dovrebbe salire di uno 0,5 per cento l'anno, portando la forza lavoro dal 54 al 57 per cento della popolazione in tre anni e facendo scendere il tasso di disoccupazione sotto al 10 per cento nel 2002. »



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The New York Times

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  • Amato Is Prime Minister, but by a Modest Margin
by Alessandra Stanley
April 29, 2000


« Trained as a lawyer and economist, Mr. Amato earned the nickname Dr. Subtle for his deft tenure as prime minister in 1992, a tumultous time when corruption scandals caused the collapse of the Christian Democrats and their allies of the now defunct Socialist Party.

Mr. Amato, who skillfully tackled Italy's huge budget deficit, had previously held cabinet posts in the governments of Bettino Craxi, a socialist prime minister who fled to Tunisia to evade prosecution on corruption charges, and died in January. Mr. Amato emerged unscathed from the Tangentopoli, or Bribesville, investigations, and after a brief retirement to academia quietly regained power, first as a minister in charge of reform and later as treasury secretary under Mr. D'Alema.»




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The Washington Post

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  • Oil Prices Fueling World Pain
by William Drozdiak
September 13, 2000


« Some leaders now acknowledge that Western governments were remiss in not cultivating a dialogue about global energy needs when the producers were suffering.
"We, the industrialized nations, must face the fact that we acted irresponsibly toward the oil producers," said Italian Prime Minister Giuliano Amato at a political conference in Italy.
"We complain now, but we forget what we did to them. These are developing nations that derive their income from oil. Yet we did nothing when oil prices slumped to $10 a barrel last year. We must realize the era of globalization means we have to deal with the energy problem collectively and not see it as a game of winners and losers."»





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Financial Times

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  • Gun fight at the IMF corral
September 21, 2000

« The IMF was a chance for him to make up for the blow he had suffered a year earlier when Mr Prodi got the European Commission post. "He's not an economist," said one senior Italian well acquainted with the IMF. "But no problem. He'll be on top of the job in six months." But though they liked Mr Amato, the US Treasury hesitated to promote him, perceiving that any indication that he was favoured in Washington would poison his chances within Europe.»



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  • Amato hands over the reins
By James Biltz
September 26, 2000

«A fluent English speaker, Mr Amato, 61, has long been seen as one of the few Italian politicians with a clear commitment to structural economic reforms both in Italy and the European Union. His 1992-93 government was a landmark in Italy's postwar history, one that saved the country from political and economic collapse.

When the centre-left government plunged into yet another crisis back in April, the eight parties in the coalition quickly seized on this former lawyer and university professor as the only man who could unite them and form an administration.»





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International Herald Tribyne

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  • Economic Upswing May Help Amato Steer Italy
by Alan Friedman
May 4, 2000


« Mr. Amato, 61, a former prime minister who is respected in international financial circles and was seen as a recent candidate to head the International Monetary Fund, has now managed to coax the disparate elements of the center-left majority into backing his new government.»

« In his heart, Mr. Amato is a Blair-style Socialist who has made no secret of his belief that Italy needs to bolster its competitiveness, move away from old-style collective bargaining and rigid labor markets, privatize state concerns such as the ENI energy group and ENEL, the electric utility, and who is an avowed enemy of state monopolies. So the timing of his return to power may be propitious.»



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Associated Press

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  • Amato asked to form new Italian government
by Candice Hughes
April 21, 2000


« Amato, who served as a Socialist premier in 1992-93 but later became an independent, told reporters after meeting with President Carlo Azeglio Ciampi that he would immediately start consultations to see if he can put together Italy's 58th government since World War II.

He said the government he will try to put together "counts on the cohesion of the majority, cohesion that must be increased and reinforced."

Amato, 61, has earned the nickname "Dr. Subtle," for his skill at trimming government spending. As treasury minister, he is widely credited for helping Italy rein in its budget deficit.»





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The Economist

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  • A new left leader

September 16, 2000


« SINCE Giuliano Amato, a clever and experienced technocrat, became Italy's prime minister in April, he has not done badly. He has managed to stay at the head of a ramshackle and demoralised coalition of some dozen parties.»

« Mr Amato (...) was a treasury minister in the late 1980s and prime minister in 1992, when the old establishments of left and right were sinking in the wake of corruption scandals known as Tangentopoli (Bribesville).

More recently Mr Amato did well as treasury minister (again) under Massimo D'Alema, the ex-Communist who preceded him as prime minister. A pro-European free-marketeer, Mr Amato is witty, affable and intellectual. He looks the part, too, with his tiny frame, balding head and professorial glasses. He is a shrewd operator, but hardly a man of the people.»





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CNN

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  • Amato accepts mandate to form new Italian government

April 21, 2000


« Amato promises his new government will live up to his reputation for efficiency.

"We will have to act like a serious efficient government with a small number of ministers," Amato said.
"Italy needs more competitiveness in its economy, but it also needs to look out for the social sector. It needs fluid markets, but also to protect those who are or can be excluded," he added.

(...) Amato, a bespectacled Turin lawyer, was prime minister from 1992-93, and is regarded as a financial expert with a reputation for trimming the budget.
He emerged untainted from the corruption scandals that caused the downfall of Prime Minister Bettino Craxi, despite being a member of Craxi's Socialist Party at the time. »





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