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"Amato lancia la proposta di unire la sinistra e di ”federarsi” con la Margherita"
di AMEDEO CORTESE
Primo: costruire dal basso, attraverso una rete di comitati locali, una forza politica unitaria della sinistra riformista italiana, di stampo europeo. Secondo: affiancare questo nuovo raggruppamento al partito della Margherita, che Francesco Rutelli sta costruendo. Terzo: lavorare insieme in Parlamento per dare visibilità all'Ulivo attraverso due gruppi, uno della Margherita e uno della sinistra riformista, uniti e federati tra loro in un "super-gruppo". Quarto: affidare a Rutelli la guida di questa federazione tra gruppi alla Camera. Quinto: in prospettiva far confluire la gamba di centro e quella di sinistra, in un unico partito del centrosinistra ulivista.
Chi dovrà guidare l'eventuale "super-gruppo" al Senato? Amato non ne parla, ma è chiaro che quell'incarico potrebbe essere assunto proprio da lui. Nel progetto potrebbe svolgere un ruolo di rilievo anche Enrico Letta, che ha fatto squadra con Amato nella corsa elettorale in Maremma. Amato la vede così: «Per Letta preconizzo un avvenire importante nella politica italiana». Ner ha parlato con altri leader, con D’Alema? «No» è la risposta. Ma non si sa quanti gli credano. L'iniziativa «non è verticistica, non parte dall'alto, ma dal basso».
Spiega ancora Amato: «Sono contento del risultato della Margherita. Dobbiamo molto a Rutelli. Ora tocca a noi, figli della tradizione socialista in tutte le sue varie ramificazioni. Mi chiedo se non possiamo essere noi, o meglio voi, protagonisti della creazione di un prototipo, che poi si potrebbe riprodurre in altri collegi, province e regioni: la costituzione di un comitato per l'unione della sinistra riformista che si riconosce nel Partito socialista europeo». Chi gli interlocutori? L'iniziativa è rivolta «ai diessini, ai socialisti, ai laico-democratici e a tutti i non classificati, che vedono nel Pse un punto di riferimento». Rifondazione? «Se ne parlerà».
Il nuovo raggruppamento -- al quale farebbero capo Ds, Sdi, Verdi e Pdci -- dovrebbe organizzarsi in un unico gruppo parlamentare che «si affianca a quello della Margherita». Come? «I due gruppi potrebbero federarsi in una sorta di "super-gruppo" della Margherita e della sinistra riformista». Così l'Ulivo, cui viene meno la visibilità dell'azione di governo, avrebbe una sua «percepibilità» all'esterno. Chi dovrebbe guidare il "super-gruppo federato"? Amato non ha esitazioni: «Alla Camera è fuori di dubbio che è Rutelli che lo deve guidare». Nessun commento, invece, sul ruolo analogo a palazzo Madama.
In questo processo i «trentenni» avranno un ruolo determinante: «Quelle che per la mia generazione sono divergenze insuperabili, per le nuove generazioni sono già superate». Per se stesso Amato evoca un ruolo come levatrice: «A me piacciono i bambini. Fare da levatrice a questa operazione è quanto di meglio possa immaginare per me».
Tiepide le prime reazioni. Il popolare Lauria invita a non correre troppo, mentre il ds Antonello Falomi chiede di non far cadere la proposta di Amato del "super-gruppo" in Parlamento: «Abbandoniamo vecchi riti e divisioni».
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