La Stampa

"Amato: costruiamo la casa dei riformisti"

Appello ai socialisti: è il momento delle scelte coraggiose

26 maggio 2001

ROMA -- Giuliano Amato rilancia la sua idea di costruire la «Casa dei riformisti» come tappa intermedia per il partito unico dell’Ulivo. Un obiettivo che richiede un processo aggregativo a sinistra. Quello di Amato è un appello rivolto in particolare ai socialisti dello Sdi. «Costruire piuttosto che conservare l'esistente», afferma il presidente del Consiglio, perché questo «è il momento del coraggio per tutti». È stato un grande merito storico aver conservato, in questi anni, un partito socialista, «erede autentico della tradizione più antica della sinistra italiana nel centrosinistra». Ma se ora si vuole conservare quella tradizione -- è l’opinione di Amato -- «è il momento, come tante volte hanno fatto i nostri nonni e i nostri padri, di prendere le cose più importanti, metterle nel fagottino e incamminarsi verso una casa più grande: la Casa dei riformisti europei».

Dunque, è arrivato il momento di ricomporre «la grande famiglia che più direttamente fa capo al socialismo europeo e la creazione di aggregazioni comunque forti». E l'Ulivo non potrebbe mai diventare partito unico partendo dall’attuale frammentazione. «Io -- aggiunge Amato -- ho intenzione di continuare a promuovere in sede locale la formazione di comitati per la costituzione di questo movimento, di questa unione, di questo partito dei riformisti il cui nome deve essere ancora trovato».

Intanto, si avvicinano le riunioni dei gruppi parlamentari della Margherita e dei Ds che dovranno eleggere i loro presidenti. I deputati Verdi, dopo il flop del Girasole, hanno deciso di non dare vita ad un gruppo unico con i socialisti dello Sdi ma di dare la loro disponibilità per un gruppo unico dell’Ulivo. Un’ipotesi che tuttavia sembra per ora inattuabile. Lanciata nei giorni scorsi proprio dal presidente del Consiglio, ha incontrato la ferma opposizione della Margherita, in particolare dei democratici, preoccupati che la "confluenza" in un supergruppo ristabilisse in qualche modo l’egemonia della Quercia nel centrosinistra.

Nella Margherita si cerca piuttosto di accelerare i tempi per la nascita di una formazione politica unica. Lapo Pistelli invita i Popolari a non perdere l’occasione di «un ottimo investimento sul futuro». Certo, scrive Pistelli sul «Popolo», il risultato del 13 maggio è «agrodolce», con la sconfitta dell’Ulivo e il successo della Margherita. «Solo in parte siamo stati premiati per ciò che siamo stati; in larghissima misura siamo stati destinatari di un investimento per ciò che potremo fare ed essere».

Lunedì prossimo si riunisce la direzione del Ppi per decidere quale strada imboccare e, con tutta probabilità, sarà l’occasione in cui l’ala del partito meno convinta della necessità di marciare verso un orizzonte unico dei centristi, darà voce alle sue perplessità. Sarà soprattutto importante vedere se interverrà De Mita e che tono sceglierà.

Per quanto riguarda i Ds, invece, Antonio Soda ha proposto il congelamento degli attuali presidenti dei gruppi in attesa del congresso. «Quella dei capigruppo parlamentari -- ha affermato Soda -- è una posizione di rilievo, ed è quindi preferibile che si definisca insieme a tutta la linea politica». Soda si pronuncia anche sui tempi delle assise della Quercia: «Bisogna tenerlo in autunno, non prima, perché occorre prepararlo». Martedì si riunirà la segreteria dei Ds.



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