• Lettera

Il Riformista

Kathami è ancora in tempo per ribellarsi

Martedì, 1 luglio 2003


Caro direttore, condivido l'iniziativa del Riformista, che vuole dedicare il 9 luglio al sostegno degli studenti iraniani. La loro è una sacrosanta battaglia di libertà ed è la conseguenza inevitabile di una promessa troppo a lungo inadempiuta perché ostacolata, sovrastata, non voluta dall'ala più retriva e ahimé più potente del regime iraniano. Sottolineo questo aspetto della vicenda, perché io sono fra quelli - non ho remore a dirlo - che hanno sempre tenuto ben distinta quest'ala da quella che fa capo al presidente Kathami, di cui ho avuto modo di apprezzare personalmente gli intenti, i programmi e i concreti tentativi di modernizzare la società e l'economia del suo paese.

A lungo questi tentativi hanno avuto un vasto sostegno popolare, testimoniato dall'altissimo livello dei suffragi che Kathami ha riscosso alle successive elezioni che lo hanno portato e poi confermato alla testa del governo.

Ma il tempo, evidentemente, non perdona e non è bastato a Kathami per realizzare il suo disegno, quello di svuotare le basi sociali ed economiche dei conservatori, evitando l'aperto show down con la loro forza perdurante e con la loro reazione repressiva, resa particolarmente efficace dal controllo che essi hanno sempre mantenuto degli apparati di polizia e del potere giudiziario. Non è la prima volta che un riformismo troppo debole viene travolto dalla rivolta di coloro che ad esso avevano affidato le proprie speranze. La rivolta di sicuro merita in questo caso il sostegno incondizionato di tutti i democratici.

Da parte mia, e forse non solo da parte mia, rimane l'auspicio che il presidente Kathami riesca ancora ad agganciarla e a liberarsi, grazie ad essa, da un'ipoteca che a questo punto sta ormai schiacciando anche lui.

Giuliano Amato




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