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IL CONFRONTO
«Reset»: Le elezioni primarie del centrosinistra, il successo di Prodi e la discussione che ne è seguita sulla lista unitaria e sulla possibile «ristrutturazione» della coalizione, fanno pensare che il progetto del Partito democratico possa uscire dalla dimensione leggendaria nella quale è stato già più volte evocato?
Rutelli: Anch´io credo che abbiamo avuto due fatti nuovi con un impatto di sistema. Il primo è la votazione della legge elettorale, il secondo sono le primarie. A riguardo del primo, dobbiamo essere consapevoli che sarà molto difficile cambiare la legge elettorale. (...) Secondo cambiamento di sistema, la modalità di partecipazione che ha descritto Amato. Essa contiene tre elementi fondamentali: la forza tranquilla, la determinazione serena dei milioni di partecipanti; secondo, il rigetto massiccio, che trova un espressione quasi liberatoria, verso Berlusconi e il suo governo; terzo, la netta scelta di Prodi e, con lui, della linea delle forze democratico-riformiste. (...) Questi cambiamenti hanno indotto una decisione politica: contrastiamo l´ineluttabile deriva competitiva tra i partiti con una decisione, un gesto politico. (...) Identificare oggi, in modo comune, l´approdo che abbiamo definito Partito Democratico significa, a mio avviso, far venir meno quella che è stata una ambiguità costante: in realtà si è parlato e si è pensato a un soggetto unico, a una «forza unitaria» ma non la si è messa all´ordine del giorno nell´unico modo in cui era da farsi, in politica: configurando un progetto, e non solo un generico soggetto.(...)
«Reset»: Ma quali sono le vie del transito verso l´appuntamento con un Partito democratico da costituirsi? Passano attraverso i contenuti: ma i contenuti non sono forse l´ostacolo? E la stessa ambiguità non vale per l´approdo europeo?
«Reset»: Ma il dualismo tra forma socialdemocratica e democratica si può risolvere?
Rutelli: È un traguardo complesso. Le correnti che si ritrovano nella Margherita non devono pretendere di dire agli altri quello che possano o che debbano fare, tanto meno da dove debbano uscire; ma possono concorrere a decidere insieme dove andare, posto che partiamo da una posizione effettivamente in movimento. In un panorama politico italiano caratterizzato da scissioni, la Margherita è una formazione che ha aggregato tre partiti, il Partito Popolare, i Democratici e Rinnovamento Italiano, più altre correnti significative, dall´ambientalismo di Realacci al liberalismo di sinistra di Zanone. (...) Naturalmente, partire da questo per dire che il nostro aggregato ancora fragile debba diventare un punto d´approdo rispetto al Partito socialista europeo e all´Internazionale socialista sarebbe velleitario. Prima di venire ai contenuti, occorre aggiungere qualcosa sui contenitori. Potremo condividerne un «Pantheon» del futuro Partito Democratico? Arriveremo a mettere in comune dei padri? Proviamo a partire da lontano: Cattaneo, Gobetti, Rosselli, Sturzo. (...)
Amato: Il pantheon si può costruire: un genitore in comune possiamo metterlo nel pantheon, poi se qualcuno ritiene irrinunciabile l´altro genitore lo fa rimanere, anche se da parte! Basta prendere i fratelli Rosselli, da sempre nel pantheon socialista in quanto liberalsocialisti, per segnare un punto d´incontro. Ci sono storie che continuano: è una vicenda all´insegna del pluralismo. Anni fa teorizzai il «partito Eta Beta», il partito senza ossa, senza scheletro burocratico e sono ancora convinto della necessità che sia articolato al suo interno, che debba tener conto delle particolarità regionali, fuori dalla rigidità burocratica dei partiti di una volta.
Rutelli: (...) Se in Italia nascesse, a capo di alcuni anni, un Partito Democratico - che avrebbe ben più di dieci milioni di voti - sarebbe una forza traino anche a livello internazionale, non una forza eccentrica. La delegazione italiana di «Uniti nell´Ulivo», se fosse andata unita al Parlamento Europeo, sarebbe già stata leader per una nuova iniziativa politica. (...)
«Reset»: Ma in che modo una ipotesi di iniziativa aggregante, che si mette in moto verso il Partito democratico, riesce a superare le divisioni riguardo le politiche economiche e sociali e quelle sulle questioni sensibili ai temi di ispirazione religiosa che dividono laici e cattolici?
«Reset»: Rimane il problema del primo passo, il primo appuntamento nel quale parlare di questa prospettiva: quale può essere? top |
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