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la Repubblica

IL CONFRONTO

Le primarie, i padri fondatori, il destino dei partiti: sulla rivista "Reset" dibattito tra l´ex premier e il leader della Margherita


Amato e Rutelli, dialogo sul futuro "Ecco il nostro Partito democratico"
coppie: La coppia Amato-Treu più efficiente di Totti-Cassano
miti: Rutelli: per il nuovo partito studierei il mito di Prometeo



confronto tra Giuliano Amato e Francesco Rutellii

21 novembre 2005


Su Reset, la rivista diretta da Giancarlo Bosetti in edicola e in libreria da domani, sarà pubblicato un dialogo tra Giuliano Amato e Francesco Rutelli sulle prospettive del centrosinistra italiano. Ne anticipiamo un ampio stralcio

«Reset»: Le elezioni primarie del centrosinistra, il successo di Prodi e la discussione che ne è seguita sulla lista unitaria e sulla possibile «ristrutturazione» della coalizione, fanno pensare che il progetto del Partito democratico possa uscire dalla dimensione leggendaria nella quale è stato già più volte evocato?
Amato: Il bisogno di una ristrutturazione dei partiti è un bisogno che, a mio avviso, esiste da tempo. (...) Non è pensabile che i vecchi contenitori contengano con tanta facilità i nuovi contenuti. (...) In Italia è stata la Margherita, per quanto riguarda il centrosinistra, la prima espressione politica di questa esigenza, attraverso una nuova aggregazione di partiti pre-esistenti, che possa meglio corrispondere ai contenuti politici del nostro tempo. (...) Qual è la vera novità introdotta nel centrosinistra in questi giorni? La vera novità è che la esigenza di colmare la distanza fra contenitori e contenuti, emersa in sede di analisi, è stata convalidata da qualche milione di persone. È l´interpretazione unanime che è stata data delle primarie: per la inaspettata entità dei partecipanti e il senso unificante che l´esperienza ha avuto, per il fatto che il 75% che ha votato per Romano Prodi era un 75% che raccoglieva l´indicazione che veniva comunque dai partiti che si erano riconosciuti nell´Ulivo. (...)

Rutelli: Anch´io credo che abbiamo avuto due fatti nuovi con un impatto di sistema. Il primo è la votazione della legge elettorale, il secondo sono le primarie. A riguardo del primo, dobbiamo essere consapevoli che sarà molto difficile cambiare la legge elettorale. (...) Secondo cambiamento di sistema, la modalità di partecipazione che ha descritto Amato. Essa contiene tre elementi fondamentali: la forza tranquilla, la determinazione serena dei milioni di partecipanti; secondo, il rigetto massiccio, che trova un espressione quasi liberatoria, verso Berlusconi e il suo governo; terzo, la netta scelta di Prodi e, con lui, della linea delle forze democratico-riformiste. (...) Questi cambiamenti hanno indotto una decisione politica: contrastiamo l´ineluttabile deriva competitiva tra i partiti con una decisione, un gesto politico. (...) Identificare oggi, in modo comune, l´approdo che abbiamo definito Partito Democratico significa, a mio avviso, far venir meno quella che è stata una ambiguità costante: in realtà si è parlato e si è pensato a un soggetto unico, a una «forza unitaria» ma non la si è messa all´ordine del giorno nell´unico modo in cui era da farsi, in politica: configurando un progetto, e non solo un generico soggetto.(...)

«Reset»: Ma quali sono le vie del transito verso l´appuntamento con un Partito democratico da costituirsi? Passano attraverso i contenuti: ma i contenuti non sono forse l´ostacolo? E la stessa ambiguità non vale per l´approdo europeo?
Amato: La ragione per la quale i vecchi contenitori sono in difficoltà ad amalgamare i temi nuovi è legata al fatto che essi sono impregnati di culture, tradizioni, sensi identitari: non sono dei semplici involucri neutri. (...) Ho degli esempi elementari: oggi la convinzione che nella società nella quale viviamo, società postnucleare e post-ingegneria genetica, il tema religioso faccia parte del dibattito pubblico e si agganci al tema filosofico e alla politica è una consapevolezza che non può che essere comune. (...)

«Reset»: Ma il dualismo tra forma socialdemocratica e democratica si può risolvere?
Amato: Si deve risolvere, altrimenti è la fine del tentativo.(...)

Rutelli: È un traguardo complesso. Le correnti che si ritrovano nella Margherita non devono pretendere di dire agli altri quello che possano o che debbano fare, tanto meno da dove debbano uscire; ma possono concorrere a decidere insieme dove andare, posto che partiamo da una posizione effettivamente in movimento. In un panorama politico italiano caratterizzato da scissioni, la Margherita è una formazione che ha aggregato tre partiti, il Partito Popolare, i Democratici e Rinnovamento Italiano, più altre correnti significative, dall´ambientalismo di Realacci al liberalismo di sinistra di Zanone. (...) Naturalmente, partire da questo per dire che il nostro aggregato ancora fragile debba diventare un punto d´approdo rispetto al Partito socialista europeo e all´Internazionale socialista sarebbe velleitario. Prima di venire ai contenuti, occorre aggiungere qualcosa sui contenitori. Potremo condividerne un «Pantheon» del futuro Partito Democratico? Arriveremo a mettere in comune dei padri? Proviamo a partire da lontano: Cattaneo, Gobetti, Rosselli, Sturzo. (...)

Amato: Il pantheon si può costruire: un genitore in comune possiamo metterlo nel pantheon, poi se qualcuno ritiene irrinunciabile l´altro genitore lo fa rimanere, anche se da parte! Basta prendere i fratelli Rosselli, da sempre nel pantheon socialista in quanto liberalsocialisti, per segnare un punto d´incontro. Ci sono storie che continuano: è una vicenda all´insegna del pluralismo. Anni fa teorizzai il «partito Eta Beta», il partito senza ossa, senza scheletro burocratico e sono ancora convinto della necessità che sia articolato al suo interno, che debba tener conto delle particolarità regionali, fuori dalla rigidità burocratica dei partiti di una volta.

Rutelli: (...) Se in Italia nascesse, a capo di alcuni anni, un Partito Democratico - che avrebbe ben più di dieci milioni di voti - sarebbe una forza traino anche a livello internazionale, non una forza eccentrica. La delegazione italiana di «Uniti nell´Ulivo», se fosse andata unita al Parlamento Europeo, sarebbe già stata leader per una nuova iniziativa politica. (...)

«Reset»: Ma in che modo una ipotesi di iniziativa aggregante, che si mette in moto verso il Partito democratico, riesce a superare le divisioni riguardo le politiche economiche e sociali e quelle sulle questioni sensibili ai temi di ispirazione religiosa che dividono laici e cattolici?
Rutelli: Sul piano internazionale, insomma, ci siamo capiti: la Margherita non pone un ultimatum, ma un problema di prospettiva (...) È certo che noi non entreremo nel socialismo internazionale. Ci sono altri aspetti che restano da definire: uno è il pluralismo culturale. Oggi i Democratici di Sinistra hanno una classe dirigente che nei vertici praticamente al 100% è formata da personalità che vengono dal Partito Comunista italiano. Il processo che va dal Pci al Pds ai Ds non ha visto integrazioni decisive nella linea di vertice del partito.
C´è dunque una dimensione di effettivo pluralismo interno, legata alla filiera del gruppo dirigente, e una relativa al pluralismo culturale. Il dibattito che abbiamo avuto nei referendum sulla fecondazione ha visto, nella Margherita, un pluralismo espressivo di diverse posizioni. (...) Scegliamo allora dei «miti» di riferimento per il Partito Democratico. Io metterei al lavoro il mito di Prometeo e uno speciale mito di Cristoforo Colombo (...)

«Reset»: Rimane il problema del primo passo, il primo appuntamento nel quale parlare di questa prospettiva: quale può essere?
Amato: (...) Dopo le elezioni ci saranno i problemi dei gruppi parlamentari: lì coloro che se ne occupano dovranno studiare con attenzione qual è la formula che meglio si adatta. (...) Sulla questione del tema religioso non posso non vedere il pluralismo, ma forse non basta se ciascuno rimane alle posizioni del passato. L´ultima cosa sui temi economico-sociali: io sono uno di quelli convinti che la nostra derivazione socialista e quella più liberaldemocratica e cattolico-popolare possano trovare una possibilità di intesa. Ho passato tutti questi anni trovandomi regolarmente d´accordo nella ricerca di soluzione con persone che hanno un background cattolico-popolare, liberaldemocratico. In questi anni di esperienza parlamentare l´Amato-Treu è stata una coppia ben più efficiente della coppia... Totti-Cassano.





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