PROVÉRBIOS
ITALIANOS
A - B
- C - D - E
- F - G - H/I
- L - M
N - O
- P - Q - R/S
- T - U/V
Provérbios Italianos
L
L’abitudine è una seconda natura.
L’abisso chiama l’abisso.
L’abito non fa il monaco.
L’abondanza genera fastidio.
L’acqua cheta rovina i ponti.
L’acqua corrente non si corrompe mai.
L’albero pecca e la foglia si secca.
L’albero si conosce dal frutto.
L’allegria è d’ogni male il rimedio universale.
L’allegria ogni mal la caccia via.
L’allegria prolunga la vita, medicando qualunque ferita.
L’amico certo si conosce nell’incerto.
L’amor comincia con suoni e canti e poi finisce con sospiri e pianti.
L’amor è pazzo e cieco.
L’amor privo d’amaro è sempre molto raro.
L’amore dinanzi ha il miele, e di dietro si attacca il fiele.
L’amore è cieco.
L’amore è fecondo di miele e di fiele.
L’amore è il più tenace dei malanni, può durare dai dieci ai novant’anni.
L’apparenza inganna.
L’appetito vien mangiando.
L’aquila non piglia mosche.
L’arco si rompe se sta troppo teso.
L’arte consiste nel nasconder l’arte.
L’arte non ha maggior nemico dell’ignoranza.
L’arte vera sa elevare la materia più volgare.
L’asino dov’è cascato una volta, non ci casca più.
L’asino e il mutattiero non hanno lo stesso pensiero.
L’asino non conosce la coda, se non quando non l’ha più.
L’asino, quando ha mangiato la biada, tira calci al corbello.
L’assenza è nemico d’amore.
L’avaro è come il porco, che è bono dopo morto.
L’avaro è come l’idropico: quanto più beve, più ha sete.
L’avaro è procuratore dei suoi beni, non signor.
L’avaro non possiede l’oro, ma è posseduto dall’oro.
L’eccelse ed umili porte batte ugualmente la morte.
L’elefante non acchiappa il topo.
L’elefante non sente il morso della pulce.
L’elemosina non fa impoverire.
L’elemosina rende a chi donna e a chi prende.
L’erba del vicino è sempre più alta / verde.
L’erba non cresce sulla strada maestra.
L’errare è dell’uomo.
L’esperienza è una scuola costosa, ma è la sola che insegna qualcosa.
L’essere sta nell’avere.
L’ezercizio è un buon maestro.
L’ezercizio fa maestro.
L’ignoranza della legge non scusa.
L’impossibile neppure a Dio.
L’infermo mentre spira sempre spera.
L’infermo, per guarir, tutto promette ma torna a fare a modo suo, fuori del letto.
L’inganno cade sull’ingannatore.
L’inganno va a casa dell’ingannatore.
L’iniziativa della giovinezza vale quanto l’esperienza dei vecchi.
L’invidia non muore mai.
L’ira senza forza è vana.
L’ira senza forza non vale una scorza.
L’ira turba la mente ed accieca la ragione.
L’occasione fa l’uomo ladro.
L’occasione ha i capelli dinanzi.
L’occhio attira l’amore.
L’occhio del padrone ingrassa il cavallo.
L’oceano intero non basterà per affogare la verità.
L’olio e la verità tornano alla sommità.
L’onore nutrisce le arti.
L’ordine è pane, il disordine è fame.
L’oro s’affina al fuoco e l’amico nelle sventure.
L’oro si prova col fuoco, gli uomini con le disgrazie.
L’orzo non è fatto per gli asini.
L’ospite è come il pesce: dopo ter giorni puzza.
L’ozio è chiave sicura di miseria e sventura.
L’ozio è il padre di tutti i vizi.
L’uccello mattiniero si becca il verme.
L’unione fa la forza.
L’uomo è fuoco e la donna è stoppa; vien poi il diavolo e gliel’accocca.
L’uomo è lupo all’uomo.
L’uomo non vive di solo pane.
L’uomo per la parola e il bue per la corna.
L’uomo più furbo è l’uomo leale.
L’uomo propone e Dio dispone (e la donna pospone).
L’uomo si giudica male dalla cera.
L’uso fa (la) legge.
La barba non fa il filosofo.
La bella gabbia non nutre l’uccello.
La bellezza è un bene fragile.
La bellezza porta la sua dote in tasca.
La bocca parla di quello che c’è nel cuore.
La bocca parla quando il cuore e pieno.
La botte da il vino che ha.
La brutta ferita guarisce, la cattiva reputazione uccide.
La buona mercanzia si loda da se stessa.
La buona moglie fa il buon marito.
La cagna frettolosa fece i canini ciechi.
La carità comincia in famiglia.
La carrucola non frulla, se non è unta.
La carta non diventa rossa.
La cattiva erba cresce presto.
La conscienza rimorde l’uomo triste.
La conscienza vale per mille prove.
La conscienza vale per mille accusatori e per mille testimoni.
La consolazione dei sofferenti è di avere dei compagni.
La cortesia dà sempre ottimo frutto, non costa nulla ma ti acquista tutto.
La cucina picccola fa la casa grande.
La cucina prodiga rende la casa povera.
La cupidigia rompe il sacco.
La fame caccia il lupo dal bosco.
La fame condisce tutte le vivande.
La fame è cattiva consigliera.
La fame è il miglior condimento.
La fame è il miglior cuoco che si sia.
La fame muta le fave in mandorle.
La fame non conosce legge.
La farina del diavolo va tutta in crusca.
La fine corona / loda l’opera.
La fine del riso è il pianto.
La fortuna aiuta i pazzi.
La fortuna è cieca.
La fortuna è di vetro: risplende ma è fragile.
La fortuna non vuol fare anticamera.
La fortuna sale e scende anche in man’ di chi la prende.
La fortuna sorride agli audaci.
La fortuna va afferrata pei capelli.
La forza senza unione non giova ad alcuna nazione.
La fretta fa rompere la pentola.
La gabbia d’oro non sazia l’uccello.
La galina nera fa l’uovo bianco.
La gatta frettolosa fece i gattini ciechi.
La gatta vorrebbe mangiar pesci, ma non pescare.
La gelosia è dura come l’inferno.
La gente in case di vetro non dovrebbe gettare le pietre.
La gioventù è una bellezza da sé.
La guerra è dolce per coloro che la vedono da lontano.
La lepre mal si piglia al suono di tamburo.
La lepre sta volentieri dove è nata.
La liberalità non sta nel dar molto, ma saggiamente.
La lingua batte dove il dente duole.
La lingua non ha osso e sa rompere il dosso.
La lingua non ha osso, ma rompe (pure) il dosso.
La lingua non ha osso, ma rompe l’osso.
La lode giova al savio e al matto nuoce.
La lode propria puzza.
La lontaneza è come il vento e il fuoco, spegne l’amore solo quando è poco.
La luna non cura l’abbaiar dei cani.
La madre pietosa fa la filgia tignosa.
La maggior gioia di chi vince è di perdonare al vinto.
La mal’erba cresce presto.
La mal’erba non si spegne mai.
La man savia non fa tutto quel che dice la lingua sciocca.
La mano che dà, raccolgie in quantità.
La mano che è più scaltra, si fa lavar dall’altra.
La mano destra non deve sapere il bene che fa la sinistra.
La mela non cade lontano dall’albero.
La metà è più dell’intero.
La miglior salsa è l’appetito.
La minestra è da gettare, se a più cuochi si fa fare.
La moglie, lo schioppo e il cane non si prestano a nessuno.
La morte batte con uguale piè alle porte dei poveri e dei rè.
La morte delle pecore è la fortuna dei cani.
La morte è un sonno senza ogni.
La morte pareggia tutte le partite.
La musica è gioia sonora che molte tristezze rincuora.
La nave è più sicura con due ancore che con una sola.
La necessità aguzza l’ingegno.
La necessità conduce a Dio.
La necessità è madre dell’invenzione.
La necessità è virtù.
La neve si strugge e le immondezze si scoprono.
La notte porta consiglio.
La padella dice al paiuolo: fatti in là che mi tingi.
La parola è d’argento, il silenzio è d’oro.
La patria è dove si ha del bene.
La paura fa i passi lunghi.
La paura ingrossa il pericolo.
La pazienza vince en tute le guerre.
La pecora che più bela, dà meno / ha manco latte.
La peggior rota è quella che stride.
La pentola vuota è quella che sona.
La pera marcia infesta le altre della cesta.
La pigrizia è la chiave della povertà.
La più cattiva ruota del carro sempre più cigola.
La più gloriosa vittoria è vincere sé stesso.
La povertà è priva di molte cose, l’avarizia di tutte.
La povertà è un peso, la vecchiezza un ospite importuno.
La pratica val più della grammatica.
La prima carità comincia da sè (stesso).
La probità è la miglior politica.
La prudenza non è mai troppa.
La quercia cresce da piccola ghianda.
La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira.
La roba di mal acquisto se la porta il vento.
La ruota della fortuna non è sempre una.
La ruggine mangia il ferro.
La sabia granello a granello può fare incagliare un vascello.
La saeta non cade in luoghi bassi.
La salute val più della ricchezza.
La sapienza è figliola dell’esperienza.
La sapienza no sta nella barba: i peli non pensano.
La scienza è pazzia se senno non la governa.
La scimmia è sempre scimmia, anco vestita di seta.
La sorte è come uno se la fa.
La speranza è il pan dei miseri.
La speranza è l’ultima a morire.
La speranza è la nutrice dei pensieri.
La speranza è una buona colazione, ma una cattiva cena.
La stolta cupidigia apprezza e vede non ciò ch’è suo, ma quel che altrui possiede.
La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.
La superbia andò a cavallo e tornò a piedi.
La sventura fa conoscere l’amico.
La tempesta che rugge e fa paura, quando si placa, lascia l’aria pura.
La troppa familiarità toglie riverenza.
La tua mano sinistra non sappia quelle che fa la destra.
La vecchiaia è una grave soma.
La vecchiaia è una malatia da cui non si guarisce.
La vecchiaia fa perder le voglie.
La vendetta di Dio non piomba in fretta.
La vendeta è un piato da mangiar freddo.
La vera ricchezza è accontentarsi.
La verità è figlia del tempo.
La verità è madre dell’odio.
La verità è nel vino.
La verità genera odio.
La verità non ha bisogno di fronzoli retorici.
La verità può languire, ma non perire.
La verità vien sempre a galla.
La verità viene a galla come l’olio.
La virtù è premio a se stessa.
La vita dell’uomo su questa terra altro non è che una continua guerra.
La vita è breve e l’arte è lunga.
La volpe in vicinato non fa mai danno.
La volpe perde il pelo, ma il vizio mai.
La volpe perde il pelo, ma non il vizio.
La volpe scaltrita sa più d’una uscita.
La zizzania cresce ovunque.
Lacrime di donne, fontana di malizia.
Ladro che sa il mestiere, non batte il suo quartiere.
Largo di bocca, stretto di mano.
Latte su vino è veleno, ma vino su latte è buono dopo morto.
Lavoro iniziato è per metà fatto.
Le azioni gridano più forte delle parole.
Le belle penne fanno il bell’uccello.
Le bellezze non si mangiano.
Le bugie hanno le gambe corte.
Le buone parole trovano buon luogo.
Le cattive compagnie conducono l’uomo alla forca.
Le cattive nuove volano.
Le cose ignote fanno più paura che le conosciute.
Le disgrazie non vengono mai sole.
Le disgrazie sono come le ciliegie: una tira l’altra.
Le dita della manon non sono uguali.
Le donne hanno lunghi capelli e corti cervelli.
Le ferite d’amore non le può sanare che chi le ha fatte.
Le galline fanno l’uova dal becco.
Le legge in guerra sono costrette a tacere.
Le legge si volgono dove i re vogliono.
Le male nuove son sempre vere.
Le offese si scrivono nel marmo, i benefizi tosto si dimenticano.
Le ore della mattina / del matino hanno l’oro in bocca.
Le pappe riscaldate non sono mai buone come la prima volta.
Le parole legano gli uomini, e le funi le corna ai buoi.
Le parole non empiono il sacco.
Le parole son nani petulanti, gli esempi invece, solidi giganti.
Le parole sono come le ciliegie; l’una tira l’altra.
Le parole sono femmine e i fatti sono maschi.
Le parole volano, gli scritti rimangono.
Le parole volano, quel ch’è scritto rimane.
Le spezierie migliori stanno ne’saccetti piccoli.
Lecca la mano il cane a chi gli dà del pane.
Lega il sacco quantunque non sia pieno.
Leggere e non capire è stare a letto senza dormire.
Leggere e non intendere è come cacciar e non prendere.
Lingua lunga, mano corta.
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore.
Lontano da Roma, più vicino a Dio.
Lunga cavezza tira chi morte altrui sospira.
Lupo non mangia lupo.
A - B
- C - D - E
- F - G - H/I
- L - M
N - O
- P - Q - R/S
- T - U/V
Provérbios Italianos