La posta di Donna Tessizia: Dea ed Eva
Scrivete a tessizia@www.oocities.org/tessereAmano
00-04.1

Arezzo, 21 giugno 2000

Gentile Signora,
non me la prendo se qualcuno scambia il mio nome per uno
pseudonimo (e una vita che mi scontro con versioni a dir poco di fantasia), ma
ancora non riesco a capire, a parte le sue scuse ben accette
pdt00-03, dove fosse nel
suo scritto la risposta o il commento alla mia domanda iniziale
pdt00-02. Mi trova
pedante?, abbia pazienza, sto solo cercando di riportare lo scambio di
opinioni sul terreno iniziale.

DEA

00-04.2

Belsito, 23 giugno 2000

Cara DEA,
tornando sul terreno iniziale
pdt00-02.html, permettimi ancora di darti del tu. Ho insistito sul fattore "tempo" in tessitura perché tu ne rivendicavi la lentezza.
Trovo anch'io il più grande piacere della tessitura nel suo "fare materiale", piuttosto che nella progettazione a tavolino o nel tetro campionaggio. Per questo, nella mia prima risposta, ti citavo, un po' approssimativamente, il nostro Goethe (che sul tessere, ne ha scritte di assai belle come:
Nascita e tomba è come un mare eterno,
un tessere alterno, una vita che brucia.
Eppure, è proprio in questa umile manualità del tessere che, a cominciare dai cosiddetti "primitivi", si sono rivelate le più vertiginose intuizioni e deduzioni intellettuali. Insomma, è logico che due persone "civili" (come te e me) tendano a evidenziare l'aspetto materiale del tessere, perché è quello che per noi è il più insolito. Ma non dimentichiamo mai che nella tessitura c'è molto di più! Però non è giusto che ne scriva solo io. Per fortuna, qui sotto, ti ha risposto anche Eva (ma sarà il suo vero nome?)

DONNA TESSIZIA

00-04.3

Firenze, 20 giugno 2000

Gentile SIGNORA,
Son d’accordo con Dea,
pdt00-02.html tessere è piacere, piacere nel vedere qualcosa che cresce fra le proprie mani, qualcosa che è godimento visivo, tattile ed intellettuale, perché un tessuto è il prodotto della somma di elementi rigidi-morbidi-secchi-pelosi che hanno infiniti colori e qualità visive e che intrecciamo in modo più o meno ingegnoso.
Non è utile tessere, non è un hobby grazioso, non ti fa ricco e famoso.
Ti costringe a momenti di solitaria concentrazione oppure a ripetere un certo numero di gesti con costanza, con ritmo e attenzione.
Coinvolge i sensi ed il corpo, perché tessere è anche ascoltare il telaio e suoi rumori, avvertire la resistenza del pedale sotto il piede, osservare il risultato.
E’ ricerca, desiderio di migliorare, capacità di affrontare difficoltà, capire come interagire con la macchina, come adattarla alle proprie necessità di volta in volta.
Può essere veloce, a volte: un’idea brillante di solito eccita la notra mente in un attimo: creare può essere estremamente veloce.
Realizzare può essere incredibilmente lento, arcaico a confronto con le nostre abitudini "moderne".
Ma forse in questo sta il fascino della tessitura: ci da occasione di ritagliarci un momento d'intimità con noi stessi, di concedersi ritmi lenti, in cui alternare momenti di concentrazione ad altri in cui le mani ed i piedi "vanno da soli" e possiamo immergerci nei nostri pensieri o ascoltare beatamente la radio!
Un saluto a Dea
e un arrivederci a Donna Tessizia
(avrei qualcosa da dire sui "quadratini"…
pdt00-02.html)

EVA da Firenze

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