Sommario

LA RISVEGLIA

quadrimestrale di varia umanità

n°3/4 Gennaio - Aprile 2000, Maggio - Agosto 2000

Luigi Angelo Amadei (appendice)


Le violenze fasciste a Lugo

“Fin dall'aprile era sorto in Lugo il fascio di combattimento diretto dall'ex capitano Sig. Nostini. Ma l'attività dei pochi fascisti si era limitata a minacce e provocazioni. Il sette maggio l'Amministrazione comunale retta dai socialisti aveva dovuto rassegnare le dimissioni per imposizioni di repubblicani e di fascisti. La sera del 20 maggio, in seguito all'uccisione di Platania a Rimini, i fascisti lughesi provocarono, bastonarono, mandarono a letto con violenze e minacce pacifici cittadini, senza che l'autorità intervenisse. Diversi cittadini, perché socialisti, sono fatti segno di rivoltella. Aldo Capri, segretario della locale Camera del lavoro, che era stato precedentemente aggredito e bastonato a sangue alla stazione ferroviaria di Lugo, è fatto segno di due colpi di rivoltella che fortunatamente lo sfiorano. Il 24 maggio il fascista Savioli rimane ferito alle ore 16,15 circa. La sera stessa i fascisti per rappresaglia instaurano il terrore. Il giorno dieci agosto nel pomeriggio erano stati bastonati dai fascisti nella sede della Cooperativa Birocciai il segretario ed un socio. Ma l'autorità non se n'era accorta. Nella serata l'epilogo di sangue. Come si erano svolti i fatti? La letteratura di occasione tiene ancora in onore le versioni ad uso delle sette. Fatica da giudice istruttore, incontrollabile ora nella suggestione dei fatti e nel fervore delle impressioni più immediate.

Sulle ore 24 quattro o cinque fascisti vengono alle armi con altrettanti operai. Diamo i numeri quali ci vengono dalla relazione ufficiale del fatto. Rimangono sul terreno due fascisti e a meno di cento metri uno degli operai. A mezzanotte si aprono le rappresaglie. Si incendia la sede della Cooperativa Birocciai, si danno alle fiamme due camion della stessa cooperativa, si incendiano altre case di organizzatori, qualificando per comunisti anche il deposito di birra e acqua minerale di Nullo Stoppa socialista riformista in data non recente. Si inizia la caccia all'uomo.
Non si conoscono i nomi dei bastonati poiché, appena aperte le rappresaglie, ebbe inizio un esodo di cittadini disordinato e pauroso. Crediamo che l'autorità solo allora cominciasse ad accorgersi di qualche rumore. Nel mattino sulle ore 8 l'organizzatore Aldo Capri venne aggredito alla stazione, fatto bersaglio a colpi di rivoltella. Per la terza volta è fortunato. Le ferite non colpiscono organi vitali. Crediamo sapere che alla aggressione fossero presenti i carabinieri e le guardie di servizio alla stazione. Per tutta la giornata la città è in balia delle squadre armate dei fascisti. L'autorità assente o complice?

Un ultimo episodio, gravissimo, della giornata. Alle ore 16, sulla piazza di Lugo, occupata dai fascisti, arriva un'automobile con quattro giovani di Ravenna: gli ex tenenti degli arditi Acquacalda e rag. Salvaggiani e gli operai Morigi e Manoni. Vennero circondati, aggrediti, colpiti. Tre vanno all'ospedale feriti in modo assai grave. Il povero Acquacalda vi giunge cadavere. Era un valoroso, decorato con medaglia d'argento ed altre decorazioni, non iscritto ad alcun partito ma simpatizzante per il movimento operaio. L'autorità non si è accorta né dell'arrivo dell'automobile, né del fatto tragico se non quando era consumato... Per i fatti di Lugo sono stati arrestati i tre feriti che accompagnavano il compianto Acquacalda ed il conducente dell'automobile Bravetti. Sono stati inoltre arrestati: Paolelli Mario, Fugatini Ernesto, bastonato poi arrestato, De Luca Dante, Gadoni Mario, Valvasson Mario, Maccaresi Adelmo, Gavelli, Capra, Graziani Nicola, Casadio.Dei fascisti uccisori di Acquacalda, nessun arrestato. Così si tutela la giustizia”.


La versione poliziesca dell'assassinio di Alberto Aquacalda

...Verso le ore sedici dell'undici stesso giungeva in Lugo di Ravenna un'automobile che si fermava davanti al caffè “Libero” in piazza della rocca. Poche ore prima, a mezzodì, era stata pubblicata un'ordinanza del sotto prefetto che faceva divieto agli autoveicoli di circolare senza speciale permesso. Alcuni fascisti che sedevano al detto caffè, avvertirono di tale divieto le quattro persone che oltre al conducente Bravetti Ettore, si trovavano nell'automobile: erano costoro i noti comunisti di Ravenna Morigi Romano, Manoni Luigi, Salvaggiani Rosoldo ed Acqualcalda Alberto.
Alle parole loro rivolte dai fascisti questi risposero con asprezza: un ravennate sopraggiunto li riconobbe e li additò come capi comunisti ed organizzatori degli arditi del popolo in Ravenna. L'automobile fu circondata e prima che i comunisti potessero reagire furono perquisiti, trovati in possesso della tessera del partito e fatti discendere dall'automobile. Appena a terra il Salvaggiani, afferrata una sedia, colpì violentemente un fascista, che ruzzolò al suolo. L'Acquacalda, che fu ardito di guerra, si mise... a roteare una sedia contro i fascisti, subito imitato dagli altri due compagni.

In un colloquio che, ad istanza di lui, io ebbi in Ravenna col signor Caletti, presidente di quella deputazione provinciale e segretario dirigente la federazione delle cooperative, questi mi dichiarò che i quattro comunisti sopra nominati erano talmente robusti, agili e coraggiosi da poter resistere ad un numero triplo di avversari. La zuffa durò pochi istanti, alcuni fascisti fecero uso delle pistole, forse di quelle stesse che altri fascistirialzando il pesante soffietto dell'automobile fecero cadere a terra con varie bombe: i quattro comunisti furono feriti, La forza accorsa tosto agli spari arrestò parecchie persone presenti e ricoverò i feriti allo spedale. Ivi poco dopo l'Acquacalda morì: gli altri tre sono in via di guarigione. A carico delle persone arrestate non emersero elementi di colpabilità, onde che furono rilasciate...”

Roma, li 20 agosto 1921.

Ferrari ispett. Gen.le


L'espatrio di Luigi Amadei


“R. Prefettura di Grosseto
Grosseto, 4 gennaio 1938
n.03199

Riservata

On. Ministero dell'Interno
Direzione generale della P.S.
Divisione A.G.R.

e p.c. On. Casellario politico centrale Roma

Alle LL.EE. i Prefetti Firenze - Livorno - Imperia - Ravenna

Comm. D'Andrea dr. Giuseppe ispettore generale di P.S. presso la R. Questura di Bologna

...Di seguito alla prefettizia n.03199/2 del 16 dicembre u.s. partecipo a cotesto On. Ministero che in seguito alle ulteriori indagini fatte esperire, è risultato che insieme al Giagnoni Italiano, Aureli Pietro, Rossi Angelo ed Alunno Vittorio è pure espatriato clandestinamente, colle medesime modalità dei predetti, il nominato Amadei Luigi fu Giuseppe e di Babini Rosa, nato a Lugo il 21 aprile 1904 sul conto del quale sono state chieste informazioni alla R. Questura di Ravenna. L'Amadei, che risiedeva nel 1935 in questa via Bengasi n.12, non aveva qui dato luogo a rilievi di sorta.

In una perquisizione operata nel domicilio di tale Rossi Egle, maritata Leprai, di anni 42 da Grosseto, qui residente in via Fossombrone n.15, presso cui abitava Rossi Angelo, essendo suo cugino, sono state rinvenute due cartoline illustrate, l'una col timbro e data cancellati dalla destinataria Lida Leprai, figlia della Rossi, raffigurante Bastia, e l'altra in data 18 settembre u.s. proveniente da Parigi, ambedue a firma del ripetuto Rossi Angelo. In altra perquisizione fatta eseguire nel domicilio di Duchini Annunziata, abitante in questa casa degli sfrattati, matrigna di Alunno Vittorio e con la quale costui conviveva, si è rinvenuta una cartolina illustrata proveniente da Marsiglia, in data 25 ottobre u.s., inviata dall'Alunno stesso.
Questo ufficio ha disposto la revisione della corrispondenza dei parenti dell'Alunno e del Rossi allo scopo anche di avere ulteriori eventuali notizie nei loro confronti. Le RR. Prefetture di Livrono e Ravenna sono pregate di disporre di conformità per quanto concerne rispettivamente l'Aureli e l'Amadei.

Il prefetto Trotta”.

Biografie: Pietro Aureli


LA RISVEGLIA nuova serie on-line del giornale fondato nel 1872
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