LA RISVEGLIA | Numero 6: Di Follonica, delle fonderie e d'altro (1851-1926) - Premessa -
Sommario

  • Questo numero

  • Parigi 1977
    Un'intervista:
    Coś "... mi avventai su De Bono... "

  • La fotografia del no
    di Gianna Ciao Pointer

  • La mia Ilva
    di Giancarlo Cheli

  • 1851-1926
    Di Follonica, delle fonderie e d'altro (prima parte)

  • Pagine di poesia

  • Il Mondiale
    un poeta a braccio

  • I migliacci
    una ricetta del passato

  • Il mio Messico
    di Michele Marchiani

  • Amnesty International
    La tortura e altro

  • La redazione

  • ARCHIVIO
  • LA RISVEGLIA

    quadrimestrale di varia umanità
    n.6 Gennaio - Aprile 2001

    * Con questo numero iniziamo la pubblicazione di un lavoro che cerca di tracciare il profilo della vicenda sociale di Follonica in un arco di 75 anni, fra ottocento e novecento; un impegno di ricerca che ha volutamente privilegiato le pagine della cronaca locale.

    Pubblichiamo anche, sperando che l'iniziativa sia gradita al Lettore, appendici documentarie ove si riproducono integralmente note che abbiamo ritenuto di particolare interesse per chi abbia curiosità sull' avventura aspra della nostra Gente e della nostra terra.

    Di Follonica, delle fonderie e d'altro.
    1851-1926

    Premessa

    Questo lavoro, che nasce a margine dell'impegno del Comitato ex Ilva per la salvaguardia delle permanenze della città - fabbrica, vuole essere prima di tutto un atto divulgativo della storia materiale di questa terra, della sua vita civile, delle speranze e delle sconfitte di intere generazioni di lavoratori che in queste fonderie di Follonica ebbero, oltre che sociale ed umana, vivace dimensione politica.
    Con la curiosità per i fatti di questa storia povera è in noi la convinzione di fornire una doverosa prova di affetto per gli umili, ma non piccoli, personaggi che di questa vicenda sono stati protagonisti. Nel lavoro si è cercato di concretare l'idea di una modesta sintesi divulgativa degli anni più difficili dello stabilimento, storia ritagliata dai giornali del tempo in quella più ampia di un intero territorio, storia raccontata dai corrispondenti dei periodici locali che, operai loro stessi, meritano ogni attenzione e rispetto per le qualità umane e di autodidatti. La scelta del linguaggio condiziona il tono del libro che, volutamente, cerca nei ritmi della cronaca e del racconto i termini di un vasto accesso.
    Il lavoro nasce da un esame delle fonti giornalistiche disponibili per l'epoca presa in esame, minimi sono gli inserimenti di notizie provenienti da testimonianze orali alle quali si è ricorso solo in casi particolarissimi, importanti quanto sconosciuti alle cronache.

    Fatti, personaggi e azioni delle pagine che seguono sono rigorosamente documentati nella cronaca giornalistica locale del tempo; solo eccezionalmente si è fatto riferimento a dati di natura archivistica.
    Si è dato ampio spazio a stralci di “pezzi” originali dai giornali d'epoca, conservandone - nel fornirli al lettore - le particolarità linguistiche e sintattiche, convinti come siamo che la lettura degli stessi - meglio di tutto - renderà giustizia alla storia degli uomini e dei cronisti, porgendo il clima e i sapori del tempo. Si pone, n questo lavoro, un quadro essenziale della vita di Follonica dal 1850 all'avvento fascista; dalle delusioni post - risorgimentali agli entusiasmi sociali e rivoluzionari, fino al silenzio del paese in camicia nera, alle persecuzioni e all'esodo - preceduto dall'aria della tragedia - degli antifascisti.
    E' filo conduttore di questa storia la vita nelle fonderie di Follonica, dal Granduca a Mussolini. Alle vicende industriali dello stabilimento sono connessi i complessi problemi sanitari ed igienici in una Follonica, angolo dimenticato di Maremma, condizionata pesantemente dai tempi della malaria e dalle scadenze dell'estatatura.
    Condizioni igieniche pessime, pesante la mano della malaria, tutto questo impedisce il decollo delle fonderie locali e con quello della vita cittadina nella seconda metà ottocento, così si perdono occasioni importanti e irripetibili. Abbiamo raccolto anche le minute testimonianze, i piccoli fatti della vita paesana, i temi della pubblicità e quelli della cronaca nera, questo facendo sicuri di rendere un adeguato servizio all'esigenza di ricostruire - per tutta la durata del libro - il clima, l'umore e il colore del tempo. Se avrete la pazienza di leggerci, troverete anche i temi della vita dello stabilimento, dell'organizzazione operaia, delle passioni che alcuni ebbero forti, delle contraddizioni non estranee a quel mosaico di vita civile e popolare che è la vicenda di Follonica nei circa settant'anni presi in esame. E la nostra umana simpatia va ai cento personaggi che animano la storia e la cronaca povera di questi anni: militanti intransigenti, operai e cittadini travolti da fede politica e miseria, cronisti improvvisati ma abili, idealisti o rivoluzionari traditi, deputati di provincia e mendicanti, oratori esperti di passaggio e tribuni fatti in casa che si muovono nelle pagine di quegli anni come in un grande affresco del tempo. E questo raccogliendo e selezionando si è in noi rafforzato l'amore che serbiamo alle pagine della cronaca della “stampa scritta”, costruita sugli sforzi dei corrispondenti, rara e insostituibile fonte di testimonianze.

    Uno spazio particolare, con il massimo rispetto per gli originali, abbiamo riservato ai corrispondenti operai dei giornali locali, è sulle loro note - scritte dopo il duro lavoro in fonderia - che abbiamo potuto ricostruire (ma anche verificare) settant'anni di vita a Follonica.
    Settant'anni - come dicevamo - di miseria e passione civile, settant'anni di vita Follonichese in una provincia che cambia radicalmente ma anche settant'anni di fronte a grandi fatti internazionali che sempre segnano la sensibilità politica sociale dei maremmani, sempre lasciando traccia sui loro giornali. Le feste e i convegni politici, gli scioperi e le dispute elettorali, le liti paesane e i moti politici internazionali, i lutti ed i lieti eventi, le ire settarie e gli slanci di altruismo, di tutto questo è traccia nella cronaca e di tutto noi riferiamo, sforzandoci di essere il più possibile fedeli al linguaggio dei giornali e a quello della gente.

    Il nostro è un tentativo per portare un po' di luce nel mondo dei lavoratori di Follonica: fonditori, tornitori, sbozzatori di pipe e facchini di porto, carbonai e marinai. E' anche lo sforzo per capire il quadro complesso dell'azione civile delle forze politiche che in quell'arco di tempo furono, a Follonica e dintorni, vivaci: dai repubblicani ai socialisti, dai moderati ai sovversivi fra i quali particolarmente vitali emergono anarchici e libertari. Avete avuto la pazienza di leggere l'introduzione, fate uno sforzo per proseguire con il resto, se arriverete in fondo senza fatica e il quadro non vi parrà oscuro, noi avremo già colto un obbiettivo.

    Sommario

    Capitolo I: Dal Granduca a Menelik

    Appendice

    • I primi bagnetti a Follonica - giugno 1875 -
    • Alluvione a Massa marittima e a Follonica - ottobre 1875 -
    • Nota dei lavoranti addetti allo Stabilimento di Follonica
      Campagna 1878 - 79
    • Gli stabilimenti siderurgici di Follonica e Valpiana
      di Bernardino Lotti
    • Agli Onorevoli Racchia e Valle
      Deputati del Collegio di Grosseto
    • E' roba nostra
      19 aprile 1888
    • L'impianto degli Alti Forni Fusori in Follonica
      1891
    • Il Comizio di Follonica
      La chiusura degli Alti Forni
      6 dicembre 1896

    Sommario

    LA RISVEGLIA nuova serie on-line del giornale fondato nel 1872