Ristorante
T R A I A N O
Cene d'Arte culinaria
Tradizioni a tavola
“Sapori della Roma antica”
con ricette di Apicio
21 Settembre 2000
Introduzione
Nella Roma più antica il romano si preparava spesso da
solo il mangiare mentre nella Roma imperiale chi poteva dispone il di una
cucina vera E propria possedeva almeno due o tre schiavi che potevano
preparare il mangiare.
Nella Roma imperiale esisteva già una ricerca per una cucina
sana e naturale.
Non tutti i cuochi romani tuttavia conoscevano latte di preparare di
piatti su correnti alla moda dell' epoca solo i cittadini romani con grandi
beni di fortuna avevano in genere al loro servizio i cuochi migliori.
Esisteva tuttavia la possibilità di affittare a dei bravi cuochi
con le rispettive brigate direttamente al foro dove i pochi si facevano
pubblicità con delle insegna.
Era comune fare tre pasti nel corso della giornata la prima colazione
la colazione del mezzogiorno, il pasto alla sera, la collazione si faceva
verso la terza o la quarta ora verso le nove del mattino ed era solito
composta da latte, formaggi e pane.
I ragazzi nel recarsi a scuola acquistavano dei pasticcini (adipata)
La collazione si consuma verso la sesta e la settima ora cioè
prima di mezzogiorno ed era un pasto rapido e freddo, in cui si servivano
perlopiù i resti della cena del giorno precedente.
a base di verdure, pesce, uova, funghi, molto fluviale consumato in
piedi spesso veniva consumato fuori casa nelle tabernae.
La cena, preceduta dal bagno delle terme era in prevalenza trascorsa
in compagnia di amici che si riunivano intorno a una tavola ricca o con
modestia secondo la disponibilità economica del padrone di casa.
Chi era Apicio?
Il nome in ambiente romano era riferito almeno a tre ghiottoni; vissuti
in re diverse età.
Il primo si fece notare per essersi scagliato contro la legge Fannia
del 161 a.C., una sorta di legge che cercava di porre fine allo sperpero
durante i banchetti e al numero di convitati.
Il secondo visse sotto Augusto e Tiberio e sembra l’autore della prima
stesura e si chiamava Marco Gavio Apicio.
Il terzo, Claudio o Celio Apicio, visse sotto Traiano e inventò
il procedimento per mantenere fresche le ostriche e ampliò il testo
del predecessore.
Bietole e porri
Lessa bietole, sminuzzale e porri avvizziti. Poi metti in tegame. Trita
pepe e comino con savore e vino d’uva passola, perché vi abbia un
po’ di dolce. Fa alzare il bollore. Quando bolle servi.
Cicoria
La cicoria acconcia con savore, poco olio e un po’ di cipolla tagliata.
Acciugata
Lava l’acciuga, l’ammollisci nell’olio. Preparale in testo, aggiungi
olio, savore, vino. Forma mazzetti di ruta e origano e lessali con l’acciuga,
allorché sia cotta, getta via i mazzetti, spolverizza con pepe e
servi.
Piatto di triglie
Scaglia le triglie, e preparale in un tegame netto, mettivi savore
e fa bollire. Allora versavi vino melato o passo; apergi di pepe e servi
Ceci
I ceci si apprestano con sale, comino, olio e un po’ di vin puro
Oche
Oche lesse calde con salsa apiciana fredda: trita pepe, coriandro,
menta, ruta. Versaci savore e tempra moderatamente con olio, asciuga con
un tovagliolo netto l’oca lessata ancora bollente, versaci sopra la salsa
e dà in tavola.
Fegato
Taglia il fegato a bastoncelli, infondali in savore con pepe e bacche
di lauro. Involgi in omento; arrostiscili su gratella e servi.
Braciole apiciane
Disossa le braciole, ripiegale in tondo, incavigliale, accostale al
forno; da loro un bollore affinché si induriscano, poi levale perché
sudino l’umidità, asciugale sulla gratella a fuoco lento si che
non si brucino. Trita pepe, cipero comino; tempera con savore e passo.
Metti le braciole in pignatta con questo condimento, e quando son cotte
levale e asciugale, le servirai così asciutte con un po’ di pepe.
Prosciutto
Dopo lessato il prosciutto con miele fichi secchi e foglie di lauro,
scotennalo, fora i tasselli e riempi di miele. Ciò fatto impasta
della farina con olio, e rivestilo come una nuova pelle. Quando è
cotta la pasta cavalo dal forno e servilo.
Sedano al latte e miele
Raschia e infondi nel latte dei sedani freschi, dei più belli.
Quando han bevuto, mettili nel forno, ma poco, che non si secchino.
Aspergili di miele e servi.

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