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stili non standard o di fantasia
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Gli stili cosiddetti "non standard" o "di fantasia" hanno illustrazioni particolari che si riferiscono ad un dato soggetto o tema a cui il mazzo si ispira, e da cui prende solitamente il nome.

carte Europe di Fournier (Spagna)
Sono presenti immagini di vario tipo al posto delle figure tradizionali - cioè il jack (J), la donna (Q) e il re (K) - come nel primo esempio in basso a sinistra, nel quale i personaggi rappresentano le corti europee tra la fine del medioevo e il Rinascimento.
In alcune edizioni anche gli assi possono avere altre decorazioni supplementari (secondo esemplare, ispirato alla moda del '700) come pure i jolly.
In un minor numero di casi tutte le carte del mazzo hanno illustrazioni speciali.

Le edizioni di fantasia contengono lo stesso numero di carte del mazzo internazionale standard: 52 soggetti divisi in quattro semi, più un vario numero di jolly (di solito da uno a tre), per cui ciò che le rende "speciali" è solo il loro aspetto grafico, non la loro composizione.

In alcuni paesi nordeuropei, quali Germania, Francia, Paesi bassi, ecc. esistono mazzi di fantasia con un minor numero di carte: queste edizioni si basano sulla composizione del mazzo standard locale, come ad esempio 32 carte, o 36, ecc. (cfr. le gallerie relative).

carte Poker 700 di Masenghini (Italia)


carte Vremyena Goda ("le stagioni dell'anno"), di KZP (Russia)
Per lo stesso motivo in alcuni paesi le figure sono segnate in modo differente; tra gli esempi più comuni vi sono le molte edizioni francesi, i cui indici sono V, D and R (rispettivamente jack, donna e re), o quelle tedesche con B, D, K, o le russe con B, D e K, e con T per gli assi. La lista completa si trova nella pagina con la tabella degli indici internazionali.
Un esemplare con indici russi è quello mostrato qui di lato.

I mazzi di fantasia posso avere dorsi generici, ma assai spesso anche questi sono decorati con motivi particolari che richiamano il tema a cui si ispirano le carte.

Spesso vendute in confezioni speciali o cofanetti, soprattutto se fanno parte di un set da Bridge (cioè due mazzi con dorsi diversi), le edizioni di fantasia sono frequentemente accompagnate da un libretto o un depliant che fornisce ulteriori informazioni sul tema del mazzo, quali note storiche o geografiche, il nome dei personaggi effigiati nelle figure, l'artista che ha disegnato il mazzo, ecc.

carte America di Fournier (Spagna), con
Indiani del nord-ovest, Indiani pellerossa, Aztechi ed Inca


carte Japan di Piatnik (Austria), ispirate ai vari periodi della storia giapponese
A seconda dello schema grafico seguito, cioè quali delle carte hanno illustrazioni speciali, e in che modo queste illustrazioni vengono associate alle tradizionali figure, ai jolly, ai segni dei semi, ecc., il vasto ambito degli stili di fantasia può essere suddiviso in più tipologie:
  1. mazzi in cui le illustrazioni convivono con i tradizionali segni dei semi;
  2. mazzi in cui anche i semi e/o gli indici sono particolari;
  3. mazzi in cui le illustrazioni rimpiazzano figure e segni dei semi.

Œ - Nella varietà più comune il tema del mazzo si riflette principalmente nelle dodici figure, i cui personaggi indossano abiti ad esso ispirati, e a volte hanno le sembianze di uomini e donne famosi. Assai spesso anche gli assi e i jolly hanno un aspetto particolare. Le carte non figurate possono essere di tipo tradizionale, ma in alcune edizioni anche queste contengono elementi speciali, quali decorazioni aggiuntive negli spazi bianchi (vuoti), oppure elaborate cornici che circondano il soggetto centrale, ecc.; questi cambiamenti sono sempre meno vistori di quelli presenti nei quattro assi.

carte Arab di Piatnik (Austria)
raffiguranti Tuareg, Berberi, Beduini e Turchi

Anche i segni dei semi possono avere un aspetto tradizionale, oppure essere disegnati con forme particolari che richiamano il tema del mazzo, ma in entrambi i casi rimangono Cuori, Quadri, Picche e Fiori, cioè i segni usuali.
Infine, anche il motivo dei dorsi è spesso correlato allo specifico tema.

 - La seconda varietà non si discosta molto dalla precedente, se non per i segni dei semi, che non sono più quelli tradizionali: vengono rimpiazzati da varie forme o simboli che in qualche modo si ricollegano al tema del mazzo.
L'esemplare mostrato a destra è Les Géants d'un Mythe ("i giganti di un mito") di Grimaud, in cui i quattro semi sono tipici strumenti utilizzati nel mondo del cinema: microfoni, proiettori, ecc., la cui forma però ancora richiama i tradizionali Cuori, Fiori, ecc. In altre edizioni i semi possono avere aspetti ben più diversi di questi.

carte Les Géants d'un Mythe di Grimaud (Francia), raffiguranti Oliver Hardy, Brigitte Bardot,
Greta Garbo, Humphrey Bogart, ecc., e il dettaglio dei semi speciali


litografie di Sumio Kawakami, di Okuno Karuta (Giappone)
Anche l'esemplare successivo appartiene allo stesso gruppo, sebbene il suo schema grafico sia diverso da quello precedente.
In queste litografie di gusto naïf incise dall'artista giapponese Sumio Kawakami, ognuno dei quattro semi rappresenta una civiltà della fine del XVI secolo: le Picche sono i Cinesi, i Fiori sono i Giapponesi, i Quadri sono le popolazioni del Medio Oriente e del Nordafrica , e i Cuori sono gli Occidentali al tempo in cui raggiunsero il Giappone. La serie originale è datata 1939, ed è ora proprietà di un museo.

Ogni carta non figurata ha solo un segno del proprio seme, come riferimento, mentre per indicare il valore della carta vengono utilizzati altri segni, che cambiano a seconda del loro numero: tutti gli assi hanno un simbolo distintivo della propria civiltà (un drago per la Cina, un unicorno per il mondo occidentale, ecc.), i 2 sono costruzioni tipiche, i 3 sono uccelli, i 4 insetti, i 5 fiori, i 6 alberi, i 7 pesci, gli 8 animali, i 9 oggetti di uso domestico, e i 10 sono imbarcazioni. Un particolare curioso è che i pesci scelti per il 7 di Cuori (gli occidentali) sono... sirene!

Un terzo esempio, a destra, si ispira alle Crociate, e raffigura personaggi di spicco correlati a questo momento storico. La particolarità dell'edizione non riguarda i segni dei semi ma gli indici, che sono scritti con numeri romani, anzichè con quelli arabi tradizionali. I numeri romani erano effettivamente presenti in alcuni tarocchi antichi, e sono ancora usati nella loro versione regionale tedesca (cfr. la sezione sui tarocchi per i particolari); ma all'epoca delle Crociate le carte da gioco in Europa ancora non esistevano, e in ogni caso non con indici francesi: la V dei 5 è facilmente confondibile con la V dei jack (Valet)!

Le jeu de cartes des Croisades (by Grimaud/France Cartes, France)


Tribù africane, Modiano (Italia)
Ž - Nella terza varietà di stili di fantasia la parte centrale delle carte è sostituita da illustrazioni, quali ad esempio manifesti, vedute panoramiche, modelli di autovetture o di treni, od altro. Le immagini utilizzate al posto delle tradizionali figure non hanno alcuna relazione con i jack, le donne e i re. In molte edizioni anche le carte non figurate, e quindi tutte e 52, sono illustrate allo stesso modo: vengono sostituiti così anche i segni dei semi.
Nel giocare con carte come queste, l'unico modo per conoscere il valore di ciascuna carta è di leggere gli indici negli angoli.

L'esemplare qui in alto, che segue il suddetto schema, è dedicato al mondo africano: ognuna delle carte è illustrata con uno o più personaggi delle varie tribù e gruppi etnici (Swahili, Zulu, ecc.) e di diverso grado sociale (capi, guerrieri, stregoni, e così via).
Un altro esempio è quello sulla destra: una serie di manifesti di propaganda della Seconda Guerra mondiale, uno per ciascuna carta, per un totale di 54 soggetti (due dei quali sono i jolly).

mazzo Second World War Historic Art Posters
di Phillip Lewis Agencies (Regno Unito)

Ancora un altro, qui in basso, si ispira agli antichi papiri egizi. Anche in questo caso i semi tradizionali compaiono solo come indici, mentre i segni sono particolari, raffigurati come Dischi solari (corrispondenti ai Quadri), Calici (per i Cuori), Mazze (per i Fiori) e Coltelli (per le Picche).

mazzo Ancient Egypt de Lo Scarabeo (Italia)
La scelta di questi segni inusuali è solo apparentemente fantasiosa; considerato che i Quadri ebbero origine dal seme di Denari dei mazzi Italiani e Spagnoli, i Cuori dal seme di Coppe, i Fiori dai Bastoni, e le Picche dalle Spade, il perché delle quattro insolite forme del mazzo Ancient Egypt appare perfettamente comprensibile.

Un ultimo esempio di questo gruppo è il mazzo messicano in basso a destra, che riguarda i Maya.
Ognuno dei 52 soggetti rappresenta un diverso geroglifico, proveniente dallo speciale calendario usato da questo popolo. Oltre ai quattro semi tradizionali (Quadri, Picche, Cuori e Fiori), uno schema parallelo consistente nei semi di Mercanti, Guerrieri, Sacerdoti e Contadini è rappresentato da un geroglifico rosso o nero sul bordo destro della carta (cfr. dettaglio ingrandito).
Inoltre, sotto il grosso indice in numeri arabi o lettere, il valore di ciascuna carta viene anche espresso con numeri Maya (da 1 a 13), e teste di divinità che nella cultura locale corrispondevano a tali numeri.

carte Maya di Pronaco (Messico), ed un particolare dei "semi Maya"

I criteri di classificazione sin qui descritti non dipendono dal tema a cui l'edizione si ispira, ma da come lo stesso tema interagisce con ciascuna carta, sostituendone o trasformandone l'illustrazione tradizionale. Infatti diversi mazzi mostrati in questa pagina si ispirano a temi molto simili, cioè gruppi etnici e civiltà, pur appartenendo a tipologie diverse, in base al loro schema grafico.

mazzo Royal, stampato in Cina per il mercato russo
(produttore sconosciuto)
Sebbene queste linee guida siano molto semplici, e possano essere facilmente applicate a qualsiasi stile di fantasia, fra l'enorme varietà che ne esiste vi sono sporadici casi che possono essere considerati "limite", come l'esempio mostrato qui a sinistra, con personaggi storici russi: i segni sono Quadri, Cuori, Picche e Fiori, ma piuttosto allungati, e disposti all'interno di figure bianche che riprendono la forma dello stesso seme: ciò potrebbe rientrare tanto negli schemi del gruppo 1 quanto in quelli del gruppo 2.





Fra le carte di fantasia esiste ancora un'altra varietà, piuttosto diversa da quelle presentate finora, i cosiddetti MAZZI A TRASFORMAZIONE.

mazzo a trasformazione di G.Payer, 1850 c.ca (riproduzione)
Sono i più ricercati dai collezionisti, ma anche i meno comuni, perché le speciali illustrazioni che vi sono raffigurate richiedono delle valide capacità artistiche unite all'immaginazione creativa di un artista di talento. Infatti di mazzi di questo tipo ne sono state realizzati piuttosto pochi, se si fa il confronto con l'enorme quantità di più generiche edizioni di fantasia esistenti sul mercato.

I mazzi a trasformazione non si ispirano necessariamente ad uno specifico tema, ma in ogni carta i segni vengono abilmente mascherati attraverso l'aggiunta di illustrazioni sullo sfondo, che li integrano come se fossero particolari della stessa immagine.

Dunque, al contrario di quanto avviene negli altri mazzi di fantasia, in queste edizioni i soggetti più interessanti del mazzo non sono le figure né tantomeno i jolly, bensì le carte non figurate.
Più l'autore è abile, più i segni "scompaiono", mimetizzati nel contesto di ciascuna illustrazione. Soprattutto nei mazzi d'epoca la ricchezza di dettagli è impressionante, anche nei soggetti che contengono pochi segni. Quelli che invece hanno molti segni sono spesso orientati orizzontalmente.



Vanity Fair, riedizione di Fournier (Spagna)

Schwartz Katz, riedizione di Il Solleone (Italia)


riproduzioni di due mazzi di J.G. Cotta, stampati nel 1805 (in alto) e nel 1806,
ora nel Museo Fournier, ad Alava-Gasteiz (Spagna)
L'esemplare qui in alto è tratto da una speciale edizione senza le dodici figure realizzata nel 1887 a Norimberga, in Germania, per il gioco Schwartz Katz ("Gatto nero"). Quello a sinistra invece è il famoso mazzo Vanity Fair, il cui originale fu prodotto nel 1895 da The U.S. Playing Card Co. entrambi gli esemplari sono moderne riedizioni.

I mazzi a trasformazione risalgono agli inizi del XIX secolo; l'800 segnò davvero l'età d'oro di questo tipo di carte da gioco.
Il maestro indiscusso di questa forma d'arte fu l'editore tedesco J.G. Cotta, attivo a Tubinga verso gli inizi dell'800. Le edizioni di Cotta avevano delle meravigliose incisioni monocrome ispirate ad una varietà di tematiche; le figure invece avevano illustrazioni colorate, con disegni non standard, ma il loro unico segno del seme non era mimetizzato, al contrario di quelli degli altri sogetti del mazzo.



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