"IL SENSO DEL SUBLIME"

E' letteralmente impossibile parlare di un nuovo album di Kate senza ricollegarsi ai lavori del passato. Lei e' maestra nell'arte di utilizzare le parole filtrando il loro messaggio: s' immerge nelle tenebre interiori con una tale potenza emotiva, melanconica ed abrasiva al tempo stesso, che trascina l'ascoltatore sin all'origine delle sue paure esistenziali.
Ai tempi di "The Dreming" ('82) le sue erano crude introspezioni che sfociavano in un profondo scoramento; l'autoaccusa presente in quei solchi e'
dolorosamente distruttiva: "Con il mio ego nelle mie budella la mia bocca balbettante si purificherebbe" (da "Leave it Open"), "Dammi una possibilita', oh lasciami tentare, fa che io possa dimostrare qualcosa nella mia vita miserabile" (da "Night of the Swallow"), "Questa casa e' piena di errori, e' piena di pazzia" (da "Get Out of my House"), "Posseggo una tazza di saggezza ma non contiene niente, la mia tazza non trabocca mai e per questo io gemo e mi lamento" (da "Sat in your Lap").
L' intero "The Dreaming" (scritto all'eta' di 23 anni) scorreva lungo un fiume di feroci accuse contro le proprie debolezze, tanto che l'ultimo pensiero dell'album era stato: "Mi trasformo in un mulo", ed e' stato l'abbandono totale.
Cio' che per affollamento di pensieri e di situazioni era sfuggito dalle parole di "The Dreaming", qualche anno piu' tardi, ha assunto un'allucinante chiarezza in "The Ninth Wave" : "Lasciatemi essere debole, lasciatemi dormire e sognare di pecore..." (da "And Dream of Sheep"); "C'e' qualcosa che si muove sotto il ghiaccio, cercando di uscire dall'acqua gelida... sono io!" ("Under Ice").
Tutte le colpe e le debolezze dell'umana essenza sembrano essere state espiate in quei
lamenti dell'anima, trovando nell'Amore la forza trainante per il ritorno alla vita.
In "The Dreaming" c'era stato un sofferto ma netto rifiuto agli occhi del mondo, mentre in "Hounds of Love" c'e' stato un timido e deciso sguardo all'esterno ("The morning Fog").
Cio' che sembra abbia cercato di fare in "The Sensual World" sia ristabilire saldamente un contatto che stava svanendo sempre piu'.
In tutto l'album manifesta un desiderio ansioso di dividere con altri quelle bellezze che la sua finissima sensibilita' le permette di centellinare con saggezza.
La musica ha svolto un'importante funzione terapeutica sui lati piu' oscuri, e quindi piu' fragili, del suo carattere, e se e' assoluta verita' che non e' facile capire come si e' veramente, e' altrettanto vero che e' ancor piu' difficile accettarsi per come si e'.
Credo che sia stato per questi motivi che molti dei testi di Kate in passato siano stati profondamente introversi; ma con "The Sensual World", a distanza di quasi dieci anni dal suo primo lavoro, la sua scrittura e' diventata piu' trasparente: sempre complessa, ma meno impenetrabile di qualche anno fa.
A differenza di cio' che traspariva dagli altri album, sempre rivolti al passato o al futuro alla costante ricerca di un qualcosa di piu' profondo e utile alla sua ricerca interiore, in questo album pare aver fatto tesoro delle esperienze negative passate imparando ad assaporare pienamente i brevi ma preziosi incanti che puo' creare la consapevolezza dell'oggi.
"Colui che s'e' sbarazzato del malato 'domani'
ha la possibilita' di ottenere quello per cui e' qui"
(G.I. Gurdjieff)
In "The Sensual World", brano d'apertura, Kate si abbandona languidamente a delle sensazioni gia' conosciute ma per qualche motivo dimenticate, e lo fa con l'impeto della selvaggia terra d'Irlanda e la saggezza millenaria degli orientali. Unisce l'istinto e la meditazione per penetrare negli infiniti miracoli di Madre Natura (siano essi i colori dei fiori che dei sani desideri sessuali), e cosi' facendo accorcia ancor piu' le distanze con il vero mondo esterno, quello che e' anni luce lontano dagli sporchi ingranaggi del progresso, e che ci e` tanto piu' congeniale.
Lo slancio diventa irrefrenabile quando si fa strada la consapevolezza del tempo perduto; "Love and Anger" pare una reminiscenza piu' o meno inconscia (infatti Kate insiste nel dire di non sapere di cosa parli esattamente) e una sintesi della "Nona Onda": "Be', se è così dentro di te da farti credere di non riuscire a parlarne, non pensare mai di non poter cambiare il passato e il futuro. Non dovresti! Aspetta e vedrai: qualcuno arriverà in tuo aiuto."
E' un brano stupendamente sincero, seppur a tratti ermetico: "Riesci a dirlo al tuo cuore? Riesci a trovarla nel tuo cuore, per liberare questi sentimenti, come una campana mossa dal vento del sud, noi potremmo essere come due archetti che suonano in armonia."
C'e' quel disarmante "cosa farei senza di te", ma gli anni son passati e la maturita' bussa alla porta: in "The Sensual World" la donna e' sbocciata, ma questo passaggio obbligato della vita non e' stato indolore.
L'atmosfera e il tono elegiaci di "The Fog" introducono a una serie di pensieri che sono fonte di grande insicurezza, ma dopo l'oscurita' iniziale il suono diventa
stridente per poi liberare la mente da ogni dolente riflessione e creare un'atmosfera incredibilmente delicata e soave, suscitata dai ricordi d'infanzia.
Si e' circondata di acque limpide e carezzevoli per riuscire a non cedere di fronte alle incertezze, ed e' la voce dell'amore che chiede con timore di essere protetto, di impedirsi di farsi e fare del male: "Questo amore è abbastanza grande da vegliare su di me? Grande abbastanza da lasciarmi andare? Senza ferirmi...". Se c'e' una chiave di lettura in "The Sensual World" questa andrebbe ricercata in "The Fog". Dopo l'enorme successo di vendita e di critica di "Hounds of Love" ('85), Kate si era trovata nuovamente faccia a faccia con gli stessi mostri del successo di qualche anno prima (il testo di "Get Out of my House" e' chiarissimo in tal senso), e i timori e la tristezza espressi in "The Fog" parlano un'unica lingua: "Come una fotografia, io ti raccolgo. Come una stazione radio, io ti capto. Come un volto nella folla, io ti individuo. Come un'emozione che stai trasmettendo, io la percepisco.
Ma non posso lasciarti andare. Se ti lascio andare, tu svanisci nella nebbia...". Tra le nebbie del successo.
E' stato con questo album che Kate ha scelto di non sacrificare nulla piu' del minimo indispensabile alla fama: se fino all'85 le interviste rilasciate, le sue uscite in pubblico, erano state poche e selezionate, dall'89 in poi sono diventate piu' che rare.
Come e' avvenuto con ogni suo album, pero', anche in questa raccolta Kate da voce alla realta' interiore dell'individuo prendendo spunto dalle sue stesse esperienze.
"Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi se ne ricordano."
(A.D.S. Exupery, "Il Piccolo Lord")
Dopo l'uscita dell'album, Kate si e' espressa con una serie di pensieri che sembrano essere molto vicini ad un esame di coscienza: "Uno puo' preservare la sua innocenza per tutta la propria vita. Non va mai via. No, io non sono una donna-bambina. Non sono restia a crescere. Dio, questo mondo perche' esiste se non si e' sempre in grado di apprezzare l'innocenza nella vita?".
Gia', perche'? Se si elimina l'innocenza dalle cose che ci resta?
Alla base di ogni fonte di bellezza vera c'e' l'emozione senza veli che riesce a suscitare in noi. Riuscire a sorridere sin nel cuore per un cielo terso o per i riverberi del sole sulle onde del mare e' privilegio di un animo sensibile ed eternamente giovane.
Forse Kate vuole suggerirci che e' davvero questo l' elisir della giovinezza? Una filosofia che troppo spesso viene dimenticata.
In "Reaching Out" il paragone e' eloquente: "Vedi come il bambino allunga la mano istintivamente per sentire com'e' il fuoco. Vedi come l'uomo cerca istintivamente di afferrare quello che non puo' avere."
Una mano cerca di acchiappare una stella ma questa esplode! Dov'e' finita? E' il genuino stupore dell'eta' infantile, e cosi' come "il fiore si volge istintivamente verso la luce", allo stesso modo "il cuore cerca istintivamente senza una ragione ma solo per sentire".
L'amore: "L'Impulso e l'Attrazione di ogni cosa".
Una voce lontana chiede: "Noi non possiamo vedere...?", cosa accade all'uomo quando diventa adulto e "non riesce (piu') a vedere"? Sembra che gli anni consumino l'innocenza, e che le difficolta' allontanino la gente dal vero scopo della vita rendendo l'adulto diffidente e, nel peggiore dei casi, cinico.
"Dicono che il diavolo sia un uomo affascinante", le tentazioni nella vita di un uomo sono tante (sogni di gloria, di potere, di ricchezza) ed e' sin troppo facile cadere nelle trappole tese dal 'diavolo' (le stesse tentazioni che deve superare una rock star che non vuole essere una pedina dello show business).
Dai suoni idilliaci di "Reaching Out", immacolato inno all'eta' dell'innocenza, al repentino suono sinistro di "Head's We're Dancing", punto estremo della crudelta' umana (Hitler, ma anche molta gentaglia
che detiene il potere nel mondo contemporaneo).
Questa e' la realta' che ci circonda, se uno vuole vivere nel mondo moderno si accorge subito che non esistono vie di mezzo. E' cancellato il tempo che intercorre tra l'infanzia e l'eta' adulta. Il nostro mondo piu' va avanti e piu' diventa veloce, e per i piu' deboli non c'e' scampo. Quel che resta e' cercare altrove, aggrapparsi al poco che si trova, anche se quel poco consiste in una voce meccanica addetta alla consolazione. "Deeper Understanding" e' l'epitaffio del nostro tempo : tecnologia a tutto spiano e umanita' in isolamento quasi volontario.
Quanta gente oggi trova piu' facile comunicare con un computer che non instaurare un rapporto con un proprio simile? Prova della solitudine esasperata che c'e' in giro sono le molte persone che cercano di trovare l'anima gemella via etere... ma perche' tutto questo? Perche' la societa' del ventesimo secolo vive sull'apparenza? I piu' colpiti, non e'un mistero per nessuno, sono i giovani ( e lo si capisce benissimo dal numero sempre crescente di vite consumate dalla droga), ma anche
gli adulti (quanti sono i matrimoni che resistono agli anni?).
Se vivere e' una lotta, riuscire a dividere la propria esistenza con qualcuno e' diventato quasi una sfida: "E' così diffcicile per l'amore restare unito con le pressioni del mondo moderno occidentale. Lascia dondolare il pendolo fra un uomo e una donna." (da "Between a Man and a Woman")
C'e' bisogno di tempo, ma sembra che cio' che manchi alla coppia oggi sia proprio l'amico/nemico tempo. Non basta essere comprensivi e avere pazienza, e nemmeno illudersi che il sesso possa migliorare le cose (Kate
pare lapidaria in questo senso: "Oh, lo so che vorresti aiutarmi, e so che le tue intenzioni sono buone, ma restane fuori.
Questo non è un tuo problema. Non interferire: qui non c'è bisogno di te!"). Quando il rapporto attraversa certi periodi di crisi (o di crescita?) ha solo bisogno di tempo, per capire ma soprattutto per riuscire ad accettare due modi di essere totalmente diversi quali sono quelli di un uomo e di una donna.
Analizzando questi brani molto piu' da vicino e' pero' possibile intravedere il riflesso delle problematiche della stessa Kate.
Tornando a "Deeper Understanding" e' facile intuire il senso di liberazione che deve aver provato tramite i sintetizzatori, non solo strumenti di ricerca musicale per lei, ma anche un veicolo per conseguire una maggiore conoscenza del proprio Io.
Anni fa Kate aveva definito la parte spirituale di ognuno come: "La reale ricerca della vita"; aggiungendo: "Io ho una strada molto lunga da percorrere per arrivare (a capire)" (da "Profiles in Rock", TV U.K., '80).
Ed e' stata successiva all'uscita di "The Sensual World"la sua conversazione con Steve Sutherland, del "Melody Maker" (21/10/'89), in cui ha espresso un pensiero non poco intricato: "Tramite un computer si potrebbe uscire dall'altra parte, arrivare a un qualcosa di molto spirituale ma allo stesso tempo di molto terreno".
Ad un primo approccio potrebbe sembrare la teoria di uno scienziato un po' folle, ma a pensarci bene Kate l'ha gia' messa in pratica (e con lei pochissimi grandi artisti): con il Fairlight ha dipinto i suoi arcobaleni sonori, la sua poetica ha trovato un senso di compiutezza visuale nei suoni computerizzati, e album come "The Dreaming", "Hounds of Love", "The Sensual World", sono il risultato sublimamente perfetto di una sintesi apparentemente utopistica.
Parlando della ricerca interiore Kate aveva espresso un'aspirazione trascendente, a distanza di anni questo desiderio si e' avverato alla luce di una piu' chiara conoscenza del proprio carattere.
"Never Be Mine" e' un modo di porsi coscientemente e criticamente di fronte alla propria vita, ma soprattutto e' un ammettere a se stessi i propri limiti:
"Spesso uno insegue il risultato seguendo un percorso che non gli permettera' mai di raggiungerlo. Una specie di imbroglio del cuore che ognuno gioca su se stesso."
Una tavolozza di note di rimpianto che dipingono un quadro poetico dalle immagini sfumate. E' in questo arabesco sonoro che e' espressa al meglio la capacita' di Kate di far parlare, piu' che suonare, le note musicali.
La voce degli strumenti irlandesi (ancora una volta, nel momento del bisogno, e' tornata ai malinconici suoni d'Irlanda) riesce a trasmettere nettamente la sensazione di impotente desiderio che nasce dalla rinuncia. E le parole che sbocciano dalle sue labbra sono terribilmente tristi:
Ti voglio come il sogno, non come la realtà. Quell’ impacciato bacio d'addio potrebbe confondermi, ma mi guardo dietro e vedo te, felice, senza me. E' qui che voglio stare. E' questo ciò di cui ho bisogno. Ma so che non sarà mai mio. Non potra' mai essere."
Nel canto iniziale di "Rocket's Tail" riecheggia la filosofia racchiusa nelle strofe di "Delius"
:"Ooh, e' un vecchio malinconico, canto d' estate nella sua mano. E' solo la malinconia di un vecchio. Essere un canto d' estate... notte sull' acqua..."
Una vita segue il ciclo delle stagioni e l'estate rappresenta gli anni della giovinezza, ma come accade in Natura
inevitabilmente una stagione succede all'altra e non v'e' speranza di tornare indietro.
L'anziano e' consapevole di tutto questo e guarda con rimpianto la linea della vita tracciata nella sua mano, mentre il riflesso di cio' che e' stato si affaccia nella sua mente, viaggiando sulle acque dei ricordi.
In "Rocket's Tail" parlano la fantasia e il realismo: da un lato una voce che esprime desideri irrealizzabili ( "Hey, vorrei essere lassù! E' il più grande missile che
potessi trovare, e sta avvolgendo la notte con le sue braccia, anche se solo per un momento."), dall'altro la desolazione di una voce che conosce perfettamente i limiti del possibile ("A me e' sembrata la cosa piu' triste che avessi mai visto, ed ho pensato che tu fossi matta a
desiderarla").
L' essenza dell'album e' racchiusa in questa manciata di suoni lancinanti di chitarra: con una sequenza di immagini dal significato apparentemente illogico Kate ha bruciato in un sol colpo l'onnipresente logica. Una musica possente, sinonimo di ribellione, e l'intenso canto sofferto dell'anima, spezzano con forza le catene intonando un solenne inno di liberta' dai limiti temporali e materiali che condizionano la nostra mente.
Sorprendono il finale repentino e le voci che cadono spezzate come prosciugate della loro vitalita', segno di quanto effimero sia l'attimo d'intensa felicita' per l'essere umano.
Non era stato chiaro per tutti il grido rabbiosamente testardo di "The Big Sky", saranno chiare per pochi anche le immagini surreali di "Rocket's Tail". E' solo... desideri ottenere un risultato nella tua vita che appare impossibile da raggiungere? Allora,
sbrigati! Non preoccuparti delle voci, di quella che viene definita la normalita', non ha motivo di esistere se per te non significa qualcosa di assolutamente positivo ed esaltante.
"Ero stata io a dirti che eri matto? Indosso la mia divisa di nuvole,
ed anche stivali, taglia numero cinque, veloci come un fulmine. Perche' io sono un missile, di fuoco! Guardami andare, con la mia coda di fuoco! Hey, guardami andare!"
Musica e parole sono una cascata d'acqua gelata in pieno viso di chi dorme pur tenendo gli occhi aperti, uno schiaffo per chi ha solo parole di critiche per "il pazzo sulla collina" solo perche' non riesce a capire cosa fa, perche' lo fa o anche perche' non ha il coraggio di essere libero allo stesso
modo.
Riguardo a "The Big Sky" Kate si era espressa con queste parole: "E' un brano che suggerisce l'arrivo del prossimo diluvio, quando forse i 'pazzi sulla collina' saranno gli unici saggi" (dal "Kate Bush Club"). Pensieri apocalittici? No, direi
l'opposto.
Racchiudono la speranza che in molti possano un giorno capire che c'e' un'alternativa a quella di portare sempre la maschera.
Si dice che la sincerita' e la purezza di quando si era bambini la si ritrova solo quando si diventa vecchi, ma... com'e' possibile che la giovinezza sia utile solo alla consapevolezza dell'anziano, quando oramai serve a ben poco? Che scopo ha aspettare?
Kate ci ha dimostrato che non sempre deve essere cosi', e noi siamo ancora in tempo per vivere la vita oggi e nel modo giusto.
"This Woman's Work" , il brano che chiude l'album, s'inserisce perfettamente nel contesto perche', se in "Rocket's Tail" viene esaltato l'attimo eterno, breve ma irrinunciabile, in "This Woman's Work" e' messa in luce la
vita di ognuno: le piccole gioie del quotidiano create da un dolce sguardo, una lieve carezza, un piccolo bacio, e da tutti quei segni d'amore di cui l'animo umano sente avidamente il bisogno.
Tutti noi abbiamo bisogno di una ragione per credere nel domani (l'Oggi di ogni
Ieri), e in tutto l'album "The Sensual World" Kate, con quel germoglio d'emozioni che e' la sua voce, mette in luce soprattutto gli attimi piu' veri di questa nostra esistenza.
Ma non si limita a indicare: con immagini incomparabilmente poetiche descrive la perfezione degli aspetti del creato visti ma non sempre realmente vissuti quotidianamente dall'uomo, senza pero' trasfigurare la realta' ne' con la musica ne' con i pensieri. E' questa la vera bellezza e grandezza di "The Sensual World".
Un'opera che si apre con un caldo ed eccitato saluto alla vita, nella quale inevitabilmente ci si scontra con la follia dell'uomo, ma che nonostante tutto si chiude con la piu' ardente e angelica esaltazione ad essa.
"Come ai ciottoli l'onde sulla riva
cosi' alla fine, l'uno all'altro il cambio
cedendo, i nostri minuti precipitano
avanti sempre, in ritmo senza scampo."
(W. Shakespeare)
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