RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
VILLA REALE
PALAZZO REALE
ARCO DELLA PACE
LA SCALA
CONTESTO STORICO
PORTA NUOVA
ANDREA APPIANI
PALAZZO BELGIOIOSO
ARENA
SIMONE CANTONI
GIOVANNI ANTOLINI
La prima fase dell'architettura lombarda dell'età napoleonica annovera tra i più tipici esponenti il romagnolo Giovanni Antolini (1756- 1841). Mosso da fervido spirito liberatorio e giacobino, egli concepiva l'architettura come impegno civile ed espressione dei nuovi ideali democratici della Rivoluzione francese. Suo è il progetto per la sistemazione della zona circostante il Castello sforzesco, denominata Foro Bonaparte in onore del generale vincitore. Il progetto dell'Antolini prevedeva che il castello venisse circondato da un'immensa piazza circolare dal diametro di 540 metri; il Castello quattrocentesco sarebbe stato rivestito di marmi e colonnati e avrebbe assunto un aspetto classicheggiante da tempio o basilica romana. Doveva cingere la piazza un porticato dorico in cui si aprivano i due opposti ingressi del Foro: una verso la città, l'altro verso l'arteria di comunicazione che portava in Francia. Lungo il perimetro esterno si sarebbero disposti edifici di pubblica utilità: un museo, otto grandi sale per le assemblee popolari, abitazioni e botteghe. Il linguaggio architettonico dell'Antolini appare caratterizzato da un gusto solenne ed austero, che predilige forme geometriche essenziali, grandi e nitidi volumi, profili netti, sobrietà d'onorato. Il progetto non venne mai realizzato sia per l'altissima spesa che avrebbe comportato, sia per il prevalere all'interno del governo della Repubblica Italiana dell'ala conservatrice ostile all'Antolini.