RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
VILLA REALE
PALAZZO REALE
ARCO DELLA PACE
LA SCALA
GIOVANNI ANTOLINI
PORTA NUOVA
CONTESTO STORICO
PALAZZO BELGIOIOSO
ARENA
SIMONE CANTONI
ANDREA APPIANI

Andrea Appiani (Milano 1754-1817),pittore italiano.Fu,con Giuseppe Bossi,il più importante pittore milanese di età neoclassica. Si formò a Milano con Carlo Maria Giudici,Martino Knoller e Giuliano Traballesi,allacciando anche rapporti d'amicizia con L'architetto Piermarini e il poeta Giusepe Parini. Nelle opere giovanili,dalle quattro tele con il Ratto di Europa(collezione privata,1775-1778)agli afreschi per la chiesa di Rancate (1785) e per vari palazzi milanesi (Palazzo Orsini,1787;Palazzo Busca,1790),Appiani si rifece,con grazia ancora settecentesca,ai modelli classici del primo cinquecento lombardo, da Leonardo a Bernardino Luini. I frutti di un viaggio a Parma e a Roma,donde riportò fresche impressioni delle opere di Correggio,Raffaello,dei classicisti bolognesi del seicento,di Mengs,si avvertono negli affreschi con storie di Amore e Psiche nella rotonda della villa Reale a Monza (1792) e negli Evangelisti e Dottori della Chiesa nella cupola di Santa Maria presso San Celso a Milano (1792-11795). Nel periodo 1796-1799,alla prima discesa dei francesi in Italia,Appiani si pose al servizio di Napoleone,del quale eseguì ritratti. Con il ritorno di Napoleone a Milano nel 1801,divenne commissario per le belle arti (1802) e conservatore della Pinacoteca di Brera (1807),ma soprattutto Primo Pittore di Napoleone (1805). Il suo stile si fece più classico e monumentale. Del 1803-1807 sono i perduti Fasti Napoleonici per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano: una narrazione e trasfigurazione allegorica delle imprese di Napoleone, a imitazione di bassorilievi antichi. Dal 1808 realizzò affreschi cele brativi in Palazzo Reale :quelli già nella Sala del Trono (apoteosi di Napoleone e Virtù Cardinali,Villa Carlotta,Tremezzo) presentano un impianto formale ispirato alle opere mature di Raffaello; i disegni per gli affreschi della Sala della Lanterna (1812-13) mostrano un evoluzione di direzione di un energico primitivismo di matrice francese,che il pittore,ammalatosi,nel 1813,non potè ulteriormente perseguire.