RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
VILLA REALE
PALAZZO REALE
ARCO DELLA PACE
CONTESTO STORICO
GIOVANNI ANTOLINI
PORTA NUOVA
ANDREA APPIANI
PALAZZO BELGIOIOSO
ARENA
SIMONE CANTONI
LA SCALA
Il Teatro milanese ha sede, dall'anno della sua inaugurazione (avvenuta nel 1778 con la rappresentazione dell'opera di Antonio Salieri L'Europa riconosciuta), della stagione lirica e di balletto di Milano. Costruito per volere di Maria Teresa d'Austria sulle ceneri del vecchio Teatro Ducale distrutto da un incendio nel 1776, fu progettato dall'architetto Giuseppe Piermarini sul luogo ove prima sorgeva la basilica di Santa Maria alla Scala (XIV secolo). Innalzato in puro stile neoclassico, il teatro venne rimaneggiato diverse volte: nel 1867, nel 1921 durante la direzione di Arturo Toscanini e, alla fine della seconda guerra mondiale, quando l'11 maggio 1946 Toscanini stesso diresse uno storico concerto per celebrare la riapertura del teatro restaurato dopo i gravi danni subiti durante i bombardamenti alleati. Rinnovata nel corso del XIX secolo, fu semidistrutta nel 1943 dalle bombe americane. Già il 25 aprile del 1945, all'ordine del giorno della municipalità meneghina viene posta la ricostruzione di quello che a ragione viene considerato il suo fiore all'occhiello, il suo titolo nobiliare, che nel secolo precedente aveva reso fama a Milano in tutta Europa. Il Teatro alla Scala, riedificato con prodigiosa rapidità anche grazie agli sforzi di Antonio Ghiringhelli, sovrintendente per ben un quarto di secolo, può ospitare fino a 3600 spettatori e sono previsti importanti lavori di adeguamento del palcoscenico alle più recenti innovazioni scenotecniche. Annesso al teatro, fu costituito nel 1913 all'interno dei locali del Casino Ricordi il Museo teatrale alla Scala, arricchito dalle donazioni di documenti, cimeli, quadri, e completato dalla biblioteca del drammaturgo e regista Renato Simoni. Per aumentare la varietà di proposte del cartellone fu costruita la Piccola Scala (seicento posti), destinata all'allestimento di opere da camera moderne e al recupero del grande patrimonio melodrammatico antico. Inaugurata il 26 dicembre 1955 con il Matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, fu chiusa nel 1983. Molte importanti prime assolute si sono tenute alla Scala: La gazza ladra di Gioacchino Rossini, Il pirata e Norma di Vincenzo Bellini, Nabucco, Otello e Falstaff di Giuseppe Verdi, La Gioconda di Amilcare Ponchielli, Madama Butterfly e Turandot di Giacomo Puccini. I più grandi direttori si sono avvicendati alla direzione musicale del teatro milanese: da Franco Faccio ad Arturo Toscanini, autentico riformatore del costume teatrale negli anni Venti, da Victor De Sabata a Gino Marinuzzi, da Guido Cantelli a Gianandrea Gavazzeni, da Claudio Abbado a Riccardo Muti (attuale direttore stabile), dando corpo a una tradizione musicale che ha posto La Scala fra i grandi teatri lirici del mondo. Sul suo palcoscenico si sono esibite le più grandi voci, dando luogo qualche volta a rivalità leggendarie: Beniamino Gigli e Tito Schipa, Mario Del Monaco e Giuseppe di Stefano, Maria Callas e Renata Tebaldi, Placido Domingo e Luciano Pavarotti. Rilevanza artistica L'architetto incaricato dagli asburgici, Giuseppe Piermarini ne fa una sede teatrale tecnicamente all'avanguardia specialmente per l'acustica. La facciata non risulta particolarmente appariscente poiché progettata per affacciarsi su una via stretta. All'interno invece la sala lignea racchiusa in quattro ordini di palchi e due gallerie, osserva un palco fra i più grandi mai progettati in Italia (720 m2). La Scala rappresenta l'aristocrazia del teatro musicale italiano. A testimoniarlo una lunga serie di prime rappresentazioni di opere celeberrime di autori protagonisti della storia della musica. Curiosità La Scala è per così dire, nata dal fuoco. Nell'edificio oggi detto Palazzo Reale, infatti, c'era il Teatro di Palazzo Ducale che un incendio aveva distrutto nel 1776, a sua volta preceduto dal Teatro Ducale andato in cenere nel 1708, il quale aveva preso il posto del Regio Ducale Teatro, divorato dalle fiamme nel 1699. Tre incendi sempre nello stesso edificio(l'ultimo forse provocato da un prete, don Vincenzo Brusati, che sembrava voler fare un bel falò di tutta la nobiltà) suggeriscono a Maria Teresa d'Austria di situare il nuovo Teatro Grande, come in un primo tempo si pensò di chiamarlo, altrove, se pur a breve distanza.