| La pace di Aquisgrana nel 1748 ponendo fine alla guerra di successione
austriaca legittimò la salita al trono di Maria Teresa D'Asburgo. La gravità
della crisi trascorsa però, e la scarsa fedeltà dimostrata nel corso delle
ostilità dalle classi dirigenti dei paesi sudditi, avevano convinto la
giovane regina che erano necessari incisivi mutamenti per rafforzare la
compattezza e la capacità dello stato asburgico. Riforme ecclesiastiche
e scolastiche Sono queste le riforme che solitamente vengono considerate
l'espressione più forte del "giuseppinismo". In realtà questa concezione
era anteriore al regno del figlio di Maria Teresa, Giuseppe II. Confluivano
nel giuseppinismo l' antico giurisdizionalismo, il cattolicesimo illuminato
ostile agli eccessi di devozione ed alle pratiche supestiziose, l'esigenza
di chiamare il clero a contribuire in misura più equa ai pesi dello stato
e sottoporlo ad un controllo. Fu proprio grazie all'anticurialismo dei
ministri Kaunitz e Firmian ed i particolari privilegi di cui godeva la
Chiesa in Lombardia che resero quest'area terreno di sperimentazione per
interventi poi estesi al rimanente della monarchia asburgica. Per quanto
riguarda l'istruzione le uniche istituzioni sottoposte al controllo statale
erano le Scuole Palatine di Milano e l'Università di Pavia ridotte però
in condizione di umiliante dipendenza culturale ed economica. Ben più
fiorenti e prestigiose erano le istituzioni scolastiche dei Gesuiti e
di altri ordini religiosi, i quali avevano, in pratica, il monopolio dell'insegnamento.
Il riordinamento degli studi sueriori fu affrontato con grandezza di vedute
dalla Deputazione agli studi creata nel 1765. Il piano disciplinare ed
il piano scientifico per l' Università di Pavia e le Scuole Palatine furono
approvate nel 1771-73, sempre nel 1773 l' Ordine dei Gesuiti fu sciolto
ed i beni assieme a quelli delle confraternite soppresse costituirono
il fondo per la pubblica istruzione. Anche il Collegio di Brera divenne
un' istituzione laica. Il complesso di Brera comprendente aule e biblioteca
era stato rivisto tra il 1758-89, nel 1764 era stata costruita una specola
per le osservazioni astronomiche ad opera del padre gesuita Ruggiero Boscovich
e quello che fu considerato uno dei migliori osservatori europei della
fine del '700 divenne ufficialmente nel 1774 scuola di astronomia. Sempre
nello stesso anno fu istituito l' Orto Botanico. Nel 1776 venne aperta
l' Accademia di Belle Arti affinchè "le arti della pittura, scultura,
archittetura e dell' ornato fossero da valenti maestri gratuitamente insegnati
". In questo edificio vennero così riunite non solo le scuole passate
da una gestione religiosa al controllo diretto dello stato, ma anche le
nuove istituzioni a cui si aggiunse la Società Patriottica ( diventata
poi Istituto di Scienze, Lettere e Arti). |