Il Governo Allende: una speranza per il
Cile
| Le elezioni presidenziali del 1970 | |
| La politica del nuovo Governo | |
| La crisi di Governo |
Fin dall'inizio Allende si
trovò davanti ostacoli enormi nello sforzo di portare il socialismo in Cile. L'elezione
di un marxista provocò una breve, ma dannosa ondata di panico ingiustificato, durante la
quale molti medi e alti borghesi trasferirono i loro capitali in banche straniere (per una
cifra pari a 87 milioni di dollari).
Un calo notevole della produzione fu causato dalla fuga all'estero di
molti tecnici indispensabili per il funzionamento delle miniere, non lasciando in patria
quasi nessuno adeguatamente preparato a dirigere l'industria estrattiva nazionale.
In Parlamento la maggioranza era detenuta dall'opposizione che, dopo
aver approvato la nazionalizzazione delle miniere di rame, fece poco altro per appoggiare
il Presidente.
Inoltre, bisogna tenere conto del senso di timore provocato
dall'avvento di Allende in altri Paesi, soprattutto negli Stati Uniti, i cui investimenti
privati in Cile ammontavano a più di un miliardo di dollari. In seguito all'esproprio
delle miniere di rame, il governo Nixon fece pressioni, per ritorsione, su istituti
finanziari, come la Banca mondiale, perché rifiutassero al Cile ulteriori crediti.
Contemporaneamente il Pentagono si manteneva in stretto contatto con le forze armate
cilene, fornendo finanziamenti sia per acquisti militari, sia per l'addestramento.
Infine, furono gli stessi cileni più poveri a costituire un ostacolo
per Allende. Era stato facile prevedere la feroce opposizione dell'alta e media borghesia
ad un governo socialista, ma per Allende risultarono difficili da affrontare anche le
richieste delle classi emarginate. Se il partito comunista, guidato dal segretario Luis Corvalan, propendeva per una cauta azione del
governo in direzione degli obiettivi fissati, assai meno attendista era il M.I.R. (Movimiento de izquierda revolucionaria - Movimento
della sinistra rivoluzionaria) che propugnava la rivoluzione armata. Il M.I.R. trovò
inoltre un potente alleato nel senatore di tendenza estremista Carlos Altamirano, segretario generale del partito
socialista, lo stesso partito di Allende. Fin dall'inizio Altamirano premette sul neo
presidente perché si spostasse sempre più a sinistra e incoraggiò le occupazioni
illegali della terra che si diffusero come un'epidemia nel Cile meridionale.
Nel dicembre del 1971 Santiago fu scossa dalla "marcia delle
pentole vuote", la prima dimostrazione su grande scala contro Allende. Organizzate
dal partito democristiano, circa 5000 donne scesero per le strade accompagnando la loro
marcia con il battito dei cucchiai sulle pentole vuote: una rabbiosa enfatizzazione della
scarsità di cibo che affliggeva il Paese. La marcia trascese ben presto in disordini ed
il generale Augusto Pinochet, comandante della
guarnigione di Santiago, avvertì che se l'esercito fosse intervenuto non avrebbe esitato
a sparare.
All'inizio del 1972 la tensione stava diventando sempre più grave. In
alcune fabbriche intorno a Santiago i lavoratori formarono milizie operaie, addestrate dal
M.I.R., allo scopo di opporsi a qualsiasi tentativo di colpo di stato di destra, inoltre
quotidianamente Allende doveva affrontare i lavoratori, le cui aspettative erano più
avanzate di quanto lo stesso Governo socialista potesse prendere in considerazione.
All'inizio del 1973 uno sciopero di 74 giorni dei lavoratori del rame
costò al governo una cifra pari a 65 miliardi di lire in mancati ricavi. Gli
autotrasportatori indipendenti, protagonisti l'anno prima di un'imponente sciopero,
rifiutarono nuovamente di fare uscire i loro automezzi, paralizzando il sistema di
trasporti del Paese: a loro si unirono i piloti, i dentisti e i piccoli commercianti.
L'inflazione a livelli stratosferici (300% nella prima metà del 1973), la fuga dei capitali, il deficit industriale (circa 1 miliardo di dollari), l'estrema scarsità di prodotti di prima necessità (cibo e carburante) dovuta a saccheggi da parte degli oppositori politici di Allende, condussero il paese ad una pesante crisi economica e, di riflesso, sociale e politica. Nel tentativo di contrastare la feroce opposizione di destra, Allende chiamò tre generali a far parte del governo, consegnando, tra l'altro, il dicastero dell'interno al generale Prats ed il ministero della difesa al generale Augusto Pinochet Ugarte. L'esercito, che fino allora si era mantenuto al di fuori di ogni coinvolgimento politico, era adesso al centro della vita politica nazionale.
é foto: il
Presidente Allende con il Ministro della Difesa il Generale Augusto Pinochet
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