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24 gennaio 1998 |
La
strage di Acteal, in Messico, del 22 dicembre 1997 è solo l'ultimo
atto di un gioco sporco portato
avanti dallo stato messicano, dopo la violazione di ogni accordo
fatto
in passato con gli zapatisti, dopo la progressiva militarizzazione
del
Chiapas, l'espulsione di volontari stranieri e l'appoggio agli
squadroni
della morte locali.
Tutto
è iniziato 4 anni fa, il 1° gennaio, con l'insurrezione zapatista.
Tutto
è iniziato 500 anni fa, con la conquista dell'America ed il genocidio
degli
Indios e lo sfruttamento incontrollato e distruttivo del continente
da
parte degli europei; del nascente capitalismo europeo avido, come
sempre,
di risorse umane e materiali, per poter crescere.
Una fame che da allora è sempre più diventata grande, portando allo sterminio di milioni di uomini in Messico, come in tutto il mondo. Una logica di dominio, quella capitalista, che rende uguali fra loro gli zapatisti con i curdi, gli albanesi con i disoccupati, con i poveri del Nord e del sud del mondo, vittime tutte del neoliberismo imperante. Il Chiapas è ovunque quindi, e l'atto di ribellione degli zapatisti è un esempio per la lotta della comunità degli sfruttati e un monito contro ogni forma di potere, politico ed economico. Compagni della stessa schiavitù, compagni della stessa lotta, la solidarietà che possiamo e dobbiamo esprimere verso gli indios del Chiapas è quella che da sempre unisce nell'azione tutti gli sfruttati: la solidarietà di classe. In questo, quindi, la nostra controparte non è solo un'ambasciata o un consolato messicano, ma ogni istituzione italiana, locale e nazionale, che dietro una malcelata maschera di democrazia e di solidarietà pietista, nasconde la stessa logica di dominio di classe, quella borghese, di ogni stato. Del resto cosa possiamo aspettarci da un governo, quello italiano, che butta a mare gli Albanesi, che tratta i Kurdi come merce di scambio con la Germania, che chiude le frontiere ai disperati del Sud del mondo, che rende sempre più precarie le condizioni di vita dei lavoratori italiani? Come può il governo italiano solidarizzare con gli zapatisti che aprono ospedali, mentre questo li fa chiudere? Come può il governo italiano solidarizzare con chi denuncia una politica economica, quella messicana, di adesione al NAFTA, che è la stessa cosa del trattato europeo di Maastricht? Quella zapatista è una speranza che dobbiamo difendere e far crescere contro quanti la vogliono annientare. Le incursioni e le stragi servono a isolare le opposizioni e le speranze: anche in Italia la strategia della tensione è servita a far arretrare le lotte e le conquiste dei lavoratori. Ecco perchè non ci si deve appellare a istituzioni o governi, ma ai lavoratori, ai disoccupati, agli emarginati, fuori dal quadro istituzionale, rilanciando la validità, la freschezza e la consapevolezza della concezione e della pratica libertaria del movimento zapatista e delle sue avanzate forme di autogestione e di democrazia diretta. Tutti
con il Chiapas.
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. Foto di Frida Hartz
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Il
22 dicembre scorso 45 bambini, donne, uomini indigeni messicani del
Chiapas
sono stati uccisi dalle bande paramilitari affiliate al Partito
Rivoluzionario
Istituzionale del Presidente Zedillo. Il massacro ha
suscitato
un'ondata di proteste e di esecrazione che tuttavia non basta.
DENUNCIARE la pratica del massacro di popolazioni civili come strategia politico militare che in America Latina è una costante storica che da più di 500 anni colpisce le popolazioni indigene. DENUNCIARE l'inasprimento di una sporca guerra che avviene nell'indifferenza delle istituzioni internazionali e con l'avvallo dei governi dell'Unione Europea che ha appena siglato un accordo commerciale con il Governo messicano. ESPRIMERE la nostra solidarietà alle comunità indigene, all'Ezln, colpito da una campagna militare e politica che ha come obiettivo il suo annientamento e al Fronte Zapatista di Liberazione Nazionale. CHIEDERE la smilitarizzazione del territorio messicano ed il rispetto dell'autonomia e delle istanze di autogoverno espresse dalle comunità indigene. CHIEDERE al Governo messicano di consentire l’ingresso nel paese di un commissione internazionale di giuristi al fine di indagare sul massacro di Acteal. ESIGERE dal Parlamento e dal Governo italiano la sospensione della ratifica degli accordi commerciali siglati l'8 dicembre fra Unione Europea e il Messico ed un'iniziativa politica a livello europeo che vada nella stessa direzione. ESIGERE che la ratifica che gli accordi commerciali sia vincolata all'attuazione dei patti siglati fra l'Ezln e il governo messicano a San Andres. In
tutto il mondo il Neoliberismo rappresenta la negazione dei diritti
fondamentali
riducendoli a merce. Il bisogno e la necessità di
solidarizzare
con la lotta del Chiapas sono gli stessi che ci spingono a
lottare
in Italia e in Europa quando subiamo gli stessi attacchi
con
i tagli alla spesa pubblica, le privatizzazioni, la precarizzazione
del
lavoro, la disoccupazione.
COMITATO PROMOTORE: Ad
alta voce - collettivo femminista di Bologna
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. Coordinamento zapatista per l'Italia . Comitato Chiapas di Torino |
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Tactical Media Crew |
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