Il testo è un mosaico dai molteplici tasselli: un
racconto in prima persona delle singolari esperienze vissute dall’autore,
nonché di viaggi in India presso l’ashram di Sai Baba, un insieme di dati, di
riflessioni spirituali, di parole, di preghiere, di rivelazioni, di
straordinari messaggi medianici, in sostanza la storia di una perdita e di una
scoperta, la perdita di una figlia e la scoperta di una fede.
In particolare i messaggi di Margherita, che ha lasciato il suo corpo fisico
nel 1982 all’età di 38 anni, rappresentano una delle più alte e ricche
testimonianze della vita oltre la vita. Questa giovane donna, semplice e
gioiosa, ha vissuto rendendo partecipi tutti – attraverso la gioia di “dare”,
l’onestà e la sincerità – della propria grandezza d’animo, e la sua missione
d’Amore non si è esaurita con la fine dell’esistenza materiale.
“La margherita come fiore rappresenta la nostra vita; i suoi petali colorati i
vari aspetti e situazioni che incontriamo durante il suo percorso; lo sfondo
giallo è il sole, paragonabile al nostro cuore che racchiude le nostre virtù,
i nostri valori e l’amore infinito. Per ogni cosa che facciamo dobbiamo saper
attingere al nostro sole interiore. La nostra immagine è la conseguenza del
nostro comportamento e dell’amore per noi stessi e per gli altri.
La margherita è lo specchio: lo specchio è un giudice implacabile, ma giusto.
Lo specchio non è altro che il riflesso di noi stessi. Come la nostra
coscienza, dice con assoluta sincerità ciò che siamo veramente”.