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il tarocco ed altre carte antiche
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IL MAZZO DI JOST AMMAN
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il mazzo moresco
Italia 2



Le carte mostrate in questa pagina sono esemplari del mazzo inciso nel 1588 da Jost Amman, il cui monogramma IA compare in un paio di soggetti; la fedele ristampa, a tiratura limitata, è a cura di Il Meneghello (Italia).


dettaglio del monograma di Jost Amman,
dal 9 di Bicchieri

Nella città tedesca di Norimberga, nel tardo '500, l'editore Leonhardt Heussler fece realizzare dal suo migliore artista una serie di 52 illustrazioni, costituenti un intero mazzo di carte da gioco.
Le carte non furono stampate su fogli, ma su pagine, e rilegate come libro. Oltre alle illustrazioni, tali pagine riportavano anche detti e massime morali in tedesco e in latino.
Non è chiaro se le carte, i cui particolari sono molto fantasiosi e realizzati con cura, fossero solo un pretesto per descrivere i detti, o se invece dovessero essere ritagliate dai lettori, così da ottenere un vero mazzo, un po' come avviene oggi con alcuni libri illustrati per realizzare modelli di carta, mascherine per colorare, ecc.

1 (asso) e 2 di Coppe


1 (asso) e 2 di Tamponi inchiostrati
Le carte di Amman appartengono al gruppo abbastanza numeroso degli stili di fantasia (per lo più tarocchi) realizzati nel XVI e XVII secolo, un'epoca durante la quale molti artisti usavano le illustrazioni delle carte da gioco come palestra per il loro talento, col pretesto di rendere più gradevole un passatempo già molto diffuso, ma in genere legato agli schemi originali. Se solo avessero immaginato che gran parte dei giocatori non gradiscono tali innovazioni, forse i loro sforzi sarebbero stati diretti verso una fonte di ispirazione diversa; infatti nessuna fra le edizioni di fantasia conosciute riuscì mai a scalzare gli stili locali tradizionali.



LA STRUTTURA DEL MAZZO
Questo mazzo si compone di 52 soggetti, divisi classicamente in quattro semi da tredici carte l'uno, dieci delle quali sono carte dei semi e tre sono figure.
Sebbene tale composizione corrisponda agli stili non tedeschi (italiano, spagnolo, francese), possiamo comunque includere queste carte fra i mazzi a struttura tedesca, per diversi motivi.
In primo luogo, le tre figure sono tipicamente tedesche: un fante minore (Unter Knabe), uno maggiore (Ober Knabe) e un re, come ancora oggi se ne trovano nei mazzi da Skat, Jass, ecc.

10 di Coppe e di Libri


1 (asso) di Libri
In secondo luogo, il 10 di ciascun seme non raffigura il relativo numero di segni, come fanno le altre nove carte, ma presenta una figura femminile dai ricchi abiti (qui in alto), con una bandierina in un angolo su cui si legge il numero romano X.
In scala ridotta, questa è la stessa bandiera che si trova nei 10 appartenenti ai più antichi mazzi venatori (a destra), e ancora presenti nello stile svizzero a semi tedeschi (cfr. la galleria relativa).

In terzo luogo, due assi di questo mazzo hanno un grosso stemma, uno dei quali vagamente a forma di cuore (asso di Tamponi inchiostrati, mostrato prima): questo è un ulteriore particolare che si trova nei mazzi svizzeri a semi tedeschi, prodotti ancora oggi.


10 di Segugi, dal mazzo
Ambraser Hofjagdspiel
(Germania, XV secolo)

LO STILE
Quello che colpisce maggiormente nel vedere per la prima volta le carte di Amman è senza dubbio la straordinaria bellezza delle incisioni, che la riedizione non colorata ha mantenuto nella loro interezza. La magnificenza di queste xilografie evidentemente ne trascende lo scopo ludico, poiché l'occhio tende a soffermarsi sulle centinaia di particolari fantasiosi, quasi distraendo il giocatore dal reale valore di ciascuna carta.
I quattro semi sono Libri, Bicchieri (dal profilo diritto), Coppe (o Vasi, di forma arrotondata, con una bozzellatura decorativa sulla superficie esterna), e Tamponi inchiostrati (con un manico, per spandere l'inchiostro sulle matrici di stampa, come ci mostra uno dei soggetti). Tutte le carte dei semi, ad eccezione dei 10, hanno i segni variamente distribuiti nella parte superiore del soggetto, mentre in quella inferiore ogni carta ha una diversa illustrazione, scene di gusto popolare, le cui tematiche in ciascuno dei quattro semi appaiono genericamente correlate.

7 di Libri

9 di Coppe
Anche le piante o fiori che si attorcigliano fra i segni, quasi a formare un motivo di fondo per ognuno dei soggetti, hanno una relazione con i semi: rose per i Libri, gigli per i Bicchieri, viti ed uva per le Coppe, e tife (Typha, code di topo) per i Tamponi inchiostrati (forse perché l'aspetto del fiore vagamente ricorda un tampone).
Nella parte sommitale di ciascuna carta dei semi è un piccolo numero arabo che fa da indice, mentre i 10, come detto in precedenza, hanno una piccola X su una bandierina.

Le figure sono davvero molto simili a qualsiasi mazzo a semi tedeschi prodotto ai nostri giorni. Il fante minore ha il segno del seme in basso, sul terreno, mentre il fante maggiore lo ha in alto, al lato della testa. Il re, invece, è l'unico personaggio a cavallo.


Le varie figure si riconoscono dalle suddette caratteristiche, poiché in nessuna di esse compare il nome, né l'indice.
Un particolare curioso è che il re di Bicchieri è un turco col turbante, vedi sotto; un personaggio identico appartiene agli stili regionali tedeschi (cfr. la galleria in questione), così come pure al tarocco tedesco (Tarock, cfr. tarocchi regionali, pagina 4).

Il modo così particolare di rappresentare i 10 nelle antiche carte tedesche, una caratteristica che in Germania non è più presente nelle edizioni moderne, ma lo è invece nel mazzo da Jass a semi tedeschi usato in Svizzera, potrebbe avere una qualche relazione con la scomparsa di tale valore nelle carte spagnole, nelle quali i 9 (con nove segni) sono seguiti direttamente dal rispettivo fante.

fanti Ober e Unter di Tamponi inchiostrati


SULL'ARTISTA

re di Coppe e di Bicchieri
Jost Amman è uno degli illustratori più prolifici del XVI secolo.
Nato a Zurigo nel 1539, era figlio di un professore di un famoso collegio del luogo, ma preferì seguire la sua inclinazione artistica piuttosto che diventare uno studioso a sua volta. Il suo tirocinio si svolse in parte in Svizzera e, forse, anche in Francia, come sembrerebbe dai suoi primi disegni. Nel 1562 si stabilì a Norimberga, dove lavorò per l'editore L.Heussler. Le sue opere comprendono ritratti, illustrazioni per libri di varie tematiche, disegni ornamentali, vetrate istoriate, gioielli, ed altro ancora, sebbene alcuni dei suoi lavori si ispirarono o furono copiati dalle opere di artisti precedenti.

Nonostante il suo nome fosse un po' alla volta divenuto famoso, non fece mai fortuna, e negli ultimi anni della sua vita visse effettivamente in povertà. Morì a Norimnerga nel 1591, solo tre anni dopo aver terminato questo mazzo di carte.

L'opera per la quale viene più spesso ricordato è la numerosa serie di xilografie usate come illustrazioni per il cosiddetto Libro dei mestieri (Eygentliche Beschreibung Aller Staende auff Erden, 1568), che descrive in dettaglio oltre cento attività artigiane e i relativi strumenti di lavoro. Dall'esempio mostrato a destra, la somiglianza col mazzo di carte appare evidente.

lo stampatore di libri





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