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il tarocco ed altre carte antiche
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IL TAROCCO DI MARSIGLIA

1ª parte
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pagina I
tarocchi
classici
pagina II
tarocchi
regionali
pagina III
l'ordinamento
dei trionfi
pagina IV
moderni &
di fantasia
pagina V
ilMulûk
wa-Nuwwâb
pagina VI
i tarocchi
dei Visconti
pagina VIII
il Tarot
de Paris
pagina IX
il tarocco
di Viéville
pagina X
le
Minchiate
pagina XI
il tarocchino
di Mitelli
pagina XII
il tarocco
di Mantegna
pagina XIII
il
Hofämsterspiel
pagina XIV
il mazzo di
Jost Amman

molte delle carte mostrate in questa pagina appartengono ai mazzi della metà del '700 stampati da
Nicolas Conver a Marsiglia, e da Ignaz Krebs a Friburgo, indicati NC e IK,
mentre le fedeli ristampe sono rispettivamente a cura de Lo Scarabeo (Italia) e di Piatnik (Austria)





Lo stile che prese il nome dalla città di Marsiglia (nel sud della Francia) è il più conosciuto al mondo, al punto di essere spesso considerato "la madre di tutti i tarocchi", la versione classica di questo tipo di mazzi.
Di certo non fu il più antico ad essere creato, e sarebbe più corretto presentarlo come lo stile più popolare e longevo fra le molte varietà che fiorirono dalla seconda metà del XV secolo ad oggi, alcune delle quali non durarono a lungo, oppure vennero confinate in ambiti geografici più ristretti.
Lo stesso nome "tarocco di Marsiglia" venne adottato solo attorno al 1930, quando il produttore francese Grimaud usò tale definizione di ispirazione storica per l'edizione del tarocco stampata dalla sua stessa ditta; infatti, questo veniva in origine chiamato "tarocco italiano", anche per distinguerlo dalla versione a semi francesi usata per il gioco nazionale del Tarot (cfr. i tarocchi regionali, pagina 2).

NC - il Matto


IK - fante e cavallo di Denari
Essendo rimasto pressoché invariato per circa 500 anni, il tarocco di Marsiglia è un chiaro esempio di come gli stili delle carte da gioco spesso siano ancorati alla tradizione e mantengano le loro illustrazioni originali molto a lungo.
La prova di quanto lo stile sia ben affermato è il costante riscontro in tutti e 22 i trionfi di certi particolari. Ma anche le 56 carte dei semi seguono uno schema preciso, conservando dettagli bizzarri, come il bastone recato dal personaggio nel cavallo di Denari (nonostante il proprio seme), o il nome del fante di Denari che è scritto verticalmente, laddove in ogni altra carta del mazzo la dicitura è orizzontale.
Tali particolari si trovano in qualsiasi edizione antica fedele a questo stile, indipendentemente dalla sua provenienza: ad esempio, quelle mostrate a sinistra sono carte stampate a Friburgo (Germania), a circa 600 km da Marsiglia.
Ciononostante, in alcune zone fra cui il nord della Francia, il Belgio, la Svizzera e l'Italia, la varietà classica subì in effetti alcuni lievi cambiamenti, dando vita ad un certo numero di varianti, tutte appartenenti alla famiglia di stili di tarocco più numerosa: il gruppo C secondo la classificazione di Dummett, o gruppo occidentale (cfr. L'ORDINAMENTO DEI TRIONFI).

Oggigiorno, a parte le riedizioni dei mazzi esistenti ora conservati in musei e biblioteche, il tarocco di Marsiglia sopravvive in edizioni moderne basate su illustrazioni del XVIII secolo; ma i loro dettagli così netti e i colori brillanti, dovuti alle moderne tecniche di stampa, in quanto a fascino perdono il confronto con le antiche litografie dai colori a mascherina pieni di sbavature.

la Giustizia, riedizione
moderna di Camoin


ORIGINI E SVILUPPI
Il riferimento alla città francese è un po' fuorviante; infatti questo stile ebbe probabilmente origine verso il XVI secolo in Lombardia, quale risultato dell'interpretazione personale delle carte da parte di un ignoto artista.

Durante il Rinascimento, il tarocco si era già diffuso nell'Italia settentrionale, ma le sue illustrazioni erano ancora suscettibili di variazioni sul piano grafico. La creatività e il retaggio artistico di ciascun autore senza dubbio influenzavano il modo in cui i soggetti venivano dipinti o incisi, ma anche la posizione geografica della sede di produzione del mazzo era importante: soprattutto per le edizioni non di lusso, le illustrazioni spesso venivano copiate o traevano ispirazione da tarocchi già esistenti. Quindi una volta manifestatasi una certa tendenza (ad esempio, un dato particolare, un dato ordinamento dei valori, ecc.), veniva spesso mantenuto nelle edizioni successive prodotte nella stessa zona.

il foglio Cary
Anche il numero di carte di cui era costituito il mazzo era soggetto a cambiamenti (cfr. le pagine sui tarocchi dei Visconti, sulle Minchiate e sugli stili regionali).
Il più antico esemplare conosciuto il cui stile è compatibile col tarocco marsigliese è il foglio Cary, una stampa litografica non tagliata, opera di un artista sconosciuto dei primi del '500, probabilmente da Milano. Raffigura un certo numero di soggetti, sei dei quali interi (la Papessa, l'Imperatore, l'Imperatrice, la Luna, la Stella e il Bagatto), mentre degli altri restano frammenti, ma sono ugualmente riconoscibili da ciò che ne rimane (la Ruota della Fortuna, il Carro, gli Amanti, la Forza, il Papa, il Sole, il Matto, la Torre, il Diavolo, la Temperanza, il 7 e l'8 di Bastoni). Solo i frammenti negli angoli in alto a sinistra e a destra sono incerti, vedi la 3ª parte.
Il foglio fu stampato all'epoca della conquista francese della Lombardia; è probabile che questo stile abbia agito da prototipo la cui popolarità, una volta riportato in Francia, crebbe sempre più, mentre in Lombardia un po' alla volta si spense.

Botteghe di cartai presero a comparire nel sud della Francia, cominciando da Lione, per poi diffondersi ad altre città, quali Avignone e Marsiglia, ma anche al nord, fino a Parigi e Rouen.
In questo periodo, fra i produttori figuravano Camoin, Conver, Grimaud, Dodal, Noblet, Payen, Tourcaty ed altri. Marsiglia è la città dove quest'arte si sviluppò forse più che altrove, particolarmente durante il XVIII secolo. Alcune delle botteghe del luogo ebbero tanto successo che nel corso dei secoli XIX e XX si trasformarono in ditte commerciali, ancora famose ai giorni nostri.
Questa tradizione spiega perché fu scelto il nome Tarot de Marseille quando attorno al 1930 l'antico stile venne ripreso, sebbene fu Lione che agì da cerniera, raccordando le evoluzioni che il tarocco ebbe a sud e a nord.

Infatti lo stile marsigliese raggiunse anche la parte settentrionale del paese, sebbene qui altre influenze apportarono ai tarocchi locali un certo numero di differenze, come ad esempio nel cosiddetto Tarot de Paris.

Tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX la produzione dei tarocchi fiorì anche a Besançon, città prossima al confine svizzero. Qui lo stile locale subì il rimpiazzo dei due soggetti di ispirazione religiosa (cfr. TAROCCHI REGIONALI), come nel frattempo era già avvenuto in Belgio, ma le illustrazioni dei rimanenti 20 trionfi, così come pure il loro ordinamento, rimasero quelli classici della Francia meridionale.
 
la Luna, dal foglio Cary (a sinistra)
e dal tarocco di Marsiglia (IK)

Finalmente, all'inizio dello stesso XIX secolo, il "tarocco italiano" ritornò in Italia, questa volta seguendo le correnti culturali e commerciali che univano i due paesi. Giunse in Piemonte, e ancora in Lombardia, dando vita a due stili regionali. Mentre quello lombardo sopravvisse per circa un secolo prima di estinguersi nuovamente, la versione piemontese, un po' più naif, è ancora in produzione e viene usata per giocare.
I complessi itinerari geografici degli stili appartenenti al gruppo C sono sintetizzati nella piccola mappa a lato.


evoluzione grafica del trionfo numero 1, il Bagatto, negli stili del gruppo C



Fino al tardo XIX secolo non era infrequente che i maggiori fabbricanti di carte da gioco producessero tarocchi nello stile di Marsiglia, in aggiunta alle varietà tradizionalmente usate dai giocatori locali.

NC - 2 di Denari, con
il nome del fabbricante
Queste carte, però, avrebbero forse fatto fortuna solo nelle loro rispettive aree geografiche se il tarocco di Marsiglia non fosse mai stato usato per la cartomanzia.
Trascurando gli sporadici tentativi di lettura delle carte fatti in epoche antecedenti ad opera di singoli, che non erano mai riusciti a catturare l'interesse del pubblico (anche per le restrizioni di natura religiosa), questa pratica ebbe origine quando un commerciante di vini parigino di nome Aliette pubblicò il volume Etteila ou manière de se recreér avec un jeu de cartes ("Etteila o il modo di divertirsi con un mazzo di carte"); lo pseudonimo Etteila celava in effetti il nome di Aliette, e le carte da egli usate erano con ogni probabilità un tarocco di tipo parigino.

IK - 2 di Coppe, con
il nome del fabbricante
L'opera ebbe un discreto successo, e presto stimolò l'interesse del filosofo Court de Gébelin. Come studioso di pratiche esoteriche, egli aveva notato lo stile di carte un po' differente che si usava in Svizzera (a quei tempi, ancora il tipo marsigliese classico). Sviluppò una teoria secondo la quale le 78 carte erano di origine egiziana, nate come pagine di un libro in tempi antichissimi, in un'età aurea che egli chiamò "il mondo primitivo"; questo era anche il titolo della sua opera in otto volumi, la cui ultima parte era dedicata al tarocco.


Tarocco Ryder-Waite:
il Matto
Nel secolo successivo, il movimento del Romanticismo agì da ideale mezzo perché la cartomanzia e altre pratiche consimili si propagassero - e con esse lo stesso tarocco - verso altri paesi dove questo tipo di carte non era mai stato usato prima. Non deve quindi sorprendere se in molte parti del mondo lo stile marsigliese è ancora oggi considerato "IL tarocco".

Al volgere del XX secolo, continuavano a susseguirsi teorie ed interpretazioni bislacche, al punto che vennero disegnati nuovi stili di tarocco; molti si estinsero quasi subito, ma altri divennero alquanto famosi, come quello di Ryder-Waite (a sinistra). Sebbene le loro illustrazioni fossero state modificate in modo da combinarsi con i nuovi significati ed interpretazioni che gli si attribuivano, i 78 soggetti e l'ordinamento dei trionfi (quest'ultimi ribattezzati "arcani maggiori") rimasero fedeli al tarocco di Marsiglia originale.


LE INNOVAZIONI MARSIGLIESI
Al tempo in cui fu stampato il foglio Cary, gli stili del tarocco non erano stati ancora ben standardizzati.
Prima di giudicare se un nuovo particolare vada considerato un'innovazione stabile, o solo il risultato occasionale della stravagante interpretazione data da un artista, si dovrebbero confrontare tutte le principali varietà di tarocco che si conoscono, cioè quelle realizzate in tempi antecedenti così come pure quelle successive, in modo da seguire quanto più è possibile l'evoluzione storica e geografica di quel particolare.

Una prima considerazione è che nel tarocco di Marsiglia i nomi dei soggetti sono scritti per esteso, eliminando qualsiasi dubbio riguardo a ciò che ognuna delle carte illustrate, incluse le figure, vuole rappresentare. Se tale caratteristica fosse comparsa in tempi precedenti, trasformazioni come quella de il Vecchio divenuto l'Eremita, oppure del la Saetta divenuta la Torre (vedi oltre), con ogni probabilità non avrebbero avuto luogo.
Comunque, le carte del foglio Cary non hanno ancora i nomi, ed è così anche in altri tarocchi antichi coevi al primo (1500 circa); poiché i nomi più antichi sono costantemente in francese, è legittimo ritenere che le 22 definizioni furono aggiunte dopo che le carte avevano raggiunto la Francia, dove i giocatori non ancora familiari alle molte allegorie del nuovo mazzo avevano bisogno di un titolo di suggerimento per comprendere i soggetti. Questo scopo esplicativo spiegherebbe anche alcune differenze fra le edizioni antiche a noi note, messe in evidenza dalla tabella seguente. I nomi originali italiani, tradotti in francese, vennero probabilmente mantenuti tali e quali purché avessero un senso per i giocatori del luogo (cfr. il caso de l'Appeso, descritto nella 2ª parte).

nome insolito LA PANCES
per la Papessa di J.Dodal
(inizio XVIII sec.)

La tabella che segue elenca i 22 trionfi del tarocco di Marsiglia con i loro nomi moderni in francese. Indica anche alcune varianti provenienti da tarocchi antichi di questo stesso tipo (la lista delle edizioni è subito sotto), e da essa si evince che nomi comuni come la Stella venivano assai spesso scritti in modi diversi, mentre soggetti inusuali come la ruota della Fortuna o la Casa di Dio rimanevano stranamente stabili. Assai spesso tali cambiamenti sono spiegabili con errori ortografici o con refusi tipografici, ma in qualche caso riflettono delle differenze reali. In particolare, per il Matto l'uso di le Fou (variamente scritto le Fol, le Foux, ecc.) sembra preferito nelle edizioni più vecchie, mentre quelle nuove adottano le Mat.

I · LE BATELEUR
il bagatto / l'artista da due soldi

VIII · LA JUSTICE
la giustizia
JUSTICE  (JD)  (JN)
XV · LE DIABLE
il diavolo

II · LA PAPESSE
la papessa
LA PANCES  (JD)
VIIII · L'HERMITE
l'eremita
LERMITE  (JD)  (JN)
XVI · LA MAISON DIEU
la casa di Dio

III · L'EMPERATRICE
l'imperatrice
L'IMPERATRICE  (IK)  (NC)
IMPERATRIS  (JD)
LEMPERATRISE  (JN)

X · LA ROUE DE FORTUNE
la ruota della fortuna




XVII · L'ETOILE
la stella
LESTOILE  (IK)
LE·TOILLE  (JD)
LESTOILLE  (JN)
LETOILLE  (NC)
IIII · L'EMPEREUR
l'imperatore
LEMPEREUR  (JN)
XI · LA FORCE
la forza
FORCE  (JD)  (JN)
XVIII · LA LUNE
la luna

V · LE PAPE
il papa

XII · LE PENDU
l'appeso
LE·PANDU  (JD)
XVIIII · LE SOLEIL
il sole

VI · L'AMOUREUX
gli amanti
LAMOUREUX  (IK)  (JN)  (NC)
LA·MOUREU  (JD)
XIII · LA MORT
la morte
nome omesso   (IK)  (JD)  (NC)

XX · LE JUGEMENT
il giudizio


VII · LE CHARIOT
il carro
LE·CHARIOR  (JD)

XIIII · LA TEMPERANCE
la temperanza
TEMPERANCE  (IK)  (JD)  (NC)
LEMPERANCE  (JN)
XXI · LE MONDE
il mondo


LE MAT
il matto
LE FOL  (JD)
LE FOU  (JN)

  • IK · Ignaz Krebs - Friburgo, 2ª metà XVIII sec.
  • JD · Jean Dodal - Lione, 1701-1715
  • JN · Jean Noblet - Parigi, metà XVII secolo
  • NC · Nicolas Conver - Marsiglia, 1760
  • · NOTA ·
    nella vecchia stampa tipografica, la lettera I
    era spesso usata anche per J, e V era usata per U:
    queste non sono state considerate reali varianti


    Illustrazioni e ordinamento, invece, sono rimasti piuttosto stabili. Qualsiasi loro cambiamento avrebbe potuto avere diverse implicazioni, a seconda della carta interessata. Infatti per le 56 carte dei semi un aspetto rinnovato non avrebbe avuto conseguenze particolari, poiché il numero dei segni o i personaggi delle figure, cioè il valore di ciascuna carta, sarebbero rimasti immutati.

    IK - donna di Bastoni
    Ma per qualsiasi dei 22 trionfi un cambiamento grafico o un diverso ordinamento avrebbero rischiato di influenzare il significato morale che la carta avrebbe dovuto originariamente recare.
    Non dobbiamo dimenticare che i trionfi furono creati molto probabilmente come allegorie, i cui particolari "parlavano" ai giocatori per mezzo dei simboli che raffiguravano, metafore grafiche comprensibili solo a chi possedeva un certo livello di conoscenza, e per mezzo del loro ordinamento, che definiva la scala dei valori morali che rappresentavano. Quindi qualsiasi modifica allo schema originale, per quanto all'apparenza insignificante, avrebbe potuto ripercuotersi sul significato nascosto.

    NC - re di Coppe
    Per questo motivo cambiamenti radicali dei soggetti tradizionali (ad esempio Giunone al posto de la Papessa nel tarocco svizzero, o Bacco al posto de il Papa in quello fiammingo, ecc.) ebbero luogo solo quando il simbolismo originale dei 22 trionfi era già stato dimenticato, oppure veniva completamente trascurato dai giocatori.



    VAI  ALLA

    2ª PARTE
    IL TAROCCO DI MARSIGLIA:
    TRIONFI E CARTE DEI SEMI
    3ª PARTE
    CONSIDERAZIONI SU ALCUNI
    SOGGETTI FRAMMENTARI DEL FOGLIO CARY

    ulteriori riferimenti al tarocco si possono trovare nel sito The Hermitage di Tom Tadfor Little




    pagina I
    tarocchi
    classici
    pagina II
    tarocchi
    regionali
    pagina III
    l'ordinamento
    dei trionfi
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    wa-Nuwwâb
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    dei Visconti
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    il Tarot
    de Paris
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    il tarocco
    di Viéville
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    le
    Minchiate
    pagina XI
    il tarocchino
    di Mitelli
    pagina XII
    il tarocco
    di Mantegna
    pagina XIII
    il
    Hofämsterspiel
    pagina XIV
    il mazzo di
    Jost Amman

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