Tra Terra e Cielo
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Dai grandi ideali alla quotidianità. Dall’angoscia del dolore al sollievo della speranza. Fino a un tema cui nessuno può sottrarsi quale il lavoro e il suo "peso" nella vita di tutti noi.

In cinque installazioni, una inedita e le altre già presentate in Italia e all’estero, Antonella Prota Giurleo affronta argomenti forti, talvolta dolorosi. E lo fa con la delicatezza e la profondità che le sono congeniali.

Una passione a 360 gradi per la vita e le sue mille sfaccettature che sempre si ritrova nella sua arte, fin dagli inizi. Perché da sempre nelle realizzazioni di questa artista ci sono tutta la sua vita, le sue conoscenze, le sue relazioni. Più interessata ai contenuti che alla forma, la quale diventa spesso lo strumento per dare corpo e materialità alle sue argomentazioni, la Prota Giurleo trasforma l’arte nel mezzo di ulteriore conoscenza, di nuove relazioni con il mondo, di nuova vita.

Così le cinque installazioni presentate in questa personale dal titolo Tra terra e cielo e dislocate nello spazio aperto della biblioteca Accursio, parlano delle cose del mondo con la delicatezza e la profondità dell’artista che riesce attraverso le sue opere a restituirci il senso della preziosità della vita e ci dà la possibilità di ricostruirne il significato attraverso l’armonia e il colore.

E le realizzazioni nascono così, un po’ dalla quotidianità e dalle esperienze personali, un po’ dalla voglia di non fermarsi alla corteccia dei problemi ma di sviscerarli, di arrivare fino al succo e di presentarlo allo spettatore, dandogli adeguati strumenti di lettura rappresentati spesso da spiegazioni fatte della stessa artista

A ognuno di noi il compito di farli propri. Attraverso la mostra Tra terra e cielo dove grandi temi volano alti, sospesi appena sopra le nostre teste, ma sempre pronti ad essere portati in basso, dentro di noi.

A partire da Culture di pace un lavoro composto da diverse pagine di libro e da gru (simbolo di pace nella cultura giapponese e di buona salute nel mondo orientale in genere) di carta dipinta realizzate con la tecnica degli origami.

Si passa poi a Dolci conversazioni dove si parla di donne attraverso i grembiuli da cucina e da tazze colorate, elementi che riportano al lavoro quotidiano e spesso invisibile ma pieno di creatività, delle donne in cucina

Il dolore delle madri che si vedono portare via dalla morte i loro bambini si impone prepotente in Ciao bambine, ciao bambini dove il richiamo all’infanzia è rappresentato da camicini da neonato, rigonfi ma vuoti, a significare la presenza/assenza di chi non c’è più.

Sassi e fogli di carta distesi o appallottolati ne Il peso del lavoro che vuole esprimere i diversi modi in cui 100 diverse persone percepiscono la responsabilità, la fatica e il dovere della propria professione.

Infine I desideri corrono per mare, l’opera inedita, che raccoglie le speranze di donne e uomini ai quali l’artista si sente affettivamente legata. Tra queste persone anche alcune detenute e detenuti politici peruviani. I desideri di tutti sono scritti su fogli di carta bianchi trasformati in barchette che saranno consegnate al mare dall’artista stessa, dopo la chiusura della mostra.

Manuela Portaluppi